Si è chiusa sabato 17 ottobre alla Fondazione Querini Stampalia la quarta edizione del BAIFF, il festival europeo dedicato al cinema realizzato con l’intelligenza artificiale. La manifestazione ha assegnato premi internazionali, ospitato incontri su ricerca e creatività digitale e presentato un progetto di codice etico per l’uso responsabile delle tecnologie generative.
Nato nel 2023, il BAIFF si è progressivamente affermato come spazio di confronto tra cineasti, ricercatori, imprese e istituzioni. Quest’anno la rassegna ha ricevuto il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riconoscimenti che sottolineano l’accentuata dimensione istituzionale e internazionale del festival.
Il premio principale, Best AI Film, è andato a Amal, corto diretto da Roberta Colombo e frutto di una collaborazione con il giornalista e autore Nino Orto, presente alla cerimonia. Il film affronta il conflitto israelo‑palestinese mettendo al centro la dimensione umana e l’idea di possibile convivenza. Orto, dialogando con i presentatori, ha indicato nel sorriso conclusivo del giovane protagonista un segno di speranza; la regista ha evidenziato l’importanza di riconoscere opere in cui la tecnologia resta strumento al servizio della narrazione.
Tra gli altri riconoscimenti, l’Emotional Award è stato conferito a Silent Friends, opera che riflette sulla crisi climatica. Il titolo Best AI Documentary è andato ad Aljosha di Kirill Karnovich‑Valua: il regista ha raggiunto il palco insieme al figlio, protagonista di un momento particolarmente sentito. Sebastiano Vitale si è aggiudicato due premi con Quirky Symphonies vol. 1, ottenendo il Best AI Episodic Series e il Photography Award, e ricevendo un invito a sviluppare il progetto in un futuro lungometraggio.
La giuria ha premiato anche Zoya’s Flowers di Kirill Belovan con il Live Action Award. Il Best Hybrid Film Award, sostenuto da Fastweb e Vodafone, è stato assegnato a Closed Waters di Sharon Ritossa, a conferma dell’interesse per produzioni che combinano tecniche tradizionali e strumenti generativi. Altri riconoscimenti hanno toccato categorie diverse: This Is Not Me (interpretazione AI e sceneggiatura), XERO (video musicale), The Museum of Fatigue (animazione), Dia Presence (produzione pubblicitaria) e Unum (Experimental Artist). Due menzioni d’onore sono state attribuite a Venezia 3026 di Piergiorgio Simoni e The Interview di Mark Walhoz.
La cerimonia di premiazione è stata aperta dal presidente del BAIFF, Andrea Seno, e condotta da Agnese Pietrobon insieme a Roberto Malini, che ha svolto anche il ruolo di responsabile strategico per la cultura e la creatività nell’era dell’intelligenza artificiale. Applausi hanno accompagnato i cofondatori Giovanni Balletta e Hanna Rudak: il festival nasceva dalla loro intuizione quando le produzioni generative erano ancora alle prime fasi e oggi riunisce autori e professionisti da diversi Paesi.
Nel corso della manifestazione sono intervenuti numerosi protagonisti del panorama digitale e culturale. Tra loro Vincenzo Piscopo, CEO di The Jackal; Maria Grazia Mattei, presidente del MEET Digital Culture Center; Carlo De Togni, filmmaker e Creative Partner di Runway e Kling AI; Chiara Spinelli di Registro.it presso l’Istituto di Informatica e Telematica del CNR; e il professor Nicola Donti, che ha affrontato il tema dell’uso consapevole dell’intelligenza artificiale con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Uno dei momenti istituzionali ha visto l’intervento di Costanza Melchiori, consigliera comunale di Venezia e presidente della VI Commissione consiliare, che ha portato il saluto dell’amministrazione cittadina in rappresentanza del sindaco Simone Venturini, esprimendo apprezzamento per il percorso del festival.
La manifestazione ha inoltre presentato un progetto condiviso di Codice etico per la collaborazione tra esseri umani e intelligenza artificiale nelle arti, nella ricerca e nella comunicazione. Il documento, promosso congiuntamente da BAIFF, LibriVivi, OtherNext, Watching The Sky ed EveryOne Group, propone principi volontari su trasparenza, tutela dell’identità, consenso nell’uso di immagini e voci, rispetto delle testimonianze e valorizzazione delle differenze culturali, con l’obiettivo di favorire sperimentazione consapevole senza imporre limiti preventivi alla creatività.
L’organizzazione ha ringraziato la Fondazione Querini Stampalia — presieduta da Paolo Molesini e diretta da Cristiana Collu — per aver ospitato la manifestazione in uno degli spazi culturali più rilevanti della città. Un contributo all’organizzazione e alla comunicazione è arrivato anche da Elvis Tusha e dalla rete di partner e collaboratori del BAIFF.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google