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Muore a Madrid Maricarmen, simbolo delle proteste per il diritto alla casa

Maricarmen Abascal, 87 anni, è morta dopo lo sfratto eseguito il 23 settembre a Madrid. Proteste cittadine, indagine sulla polizia e reazioni politiche.

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Maricarmen Abascal, 87 anni e figura emblematica delle proteste per il diritto alla casa in Spagna, è morta il 7 ottobre all’ospedale Gregorio Marañón di Madrid, dove era ricoverata dal 23 settembre, giorno dello sfratto coatto dalla sua abitazione nel quartiere del Retiro.

La notizia è stata diffusa dal Sindicato de Inquilinas, che ha seguito la sua battaglia; il sindacato ha denunciato che, benché sia stato poi trovato un accordo per consentirle il ritorno a casa, la soluzione è arrivata troppo tardi. Durante l’esecuzione dello sfratto Maricarmen era stata portata via in barella; le immagini dell’allontanamento hanno suscitato forte contrasto e commozione in tutta la Spagna.

La vicenda giudiziaria è durata sette anni e ha avuto origine dalla vendita dell’appartamento, dove la donna aveva vissuto per 70 anni, a una società immobiliare. La proprietà è passata a Renta Corporación nel 2018 e successivamente a Urbangestión, che ha aumentato l’affitto dagli iniziali 450 euro — pagati fino al 2018 — fino a 2.650 euro, cifra poi ridotta a 1.650 euro. Nel 2020 era stata proposta a Maricarmen la vendita dell’immobile per 247.000 euro, offerta che la pensionata non poté accettare con un assegno mensile di 1.350 euro.

La normativa spagnola sui cosiddetti “vecchi affitti” è centrale nella controversia: contratti stipulati prima del 1985 restano in vigore a vita per i locatori e prevedono limiti agli aumenti, ma una norma del 1994 limita i trasferimenti della titolarità, eccezion fatta per casi di invalidità superiore al 65%. Maricarmen risultava affetta da un’invalidità del 50% e quindi non rientrava nell’eccezione prevista.

Negli ultimi otto anni ci sono stati tentativi di trovare soluzioni alternative: lo Stato ha provato ad acquistare l’appartamento tramite un ente pubblico, offerta respinta da Urbangestión; un’anonima benefattrice si era offerta di pagare l’affitto richiesto a vita, ma la proprietà non ha risposto. Il Tribunale Supremo ha confermato a marzo l’esecuzione dello sfratto, dopo tre tentativi falliti nei sei mesi precedenti.

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La Delegazione del governo spagnolo a Madrid ha disposto un’indagine sull’operato della polizia nazionale durante lo sfratto nell’abitazione al numero 46 di Calle Alcalde Sainz de Baranda. Dopo l’annuncio della morte, centinaia di persone sono scese in strada a Madrid e hanno marciato verso il Parlamento, intonando il nome della donna.

Le reazioni politiche sono state numerose e differenti per posizionamento. Il premier Pedro Sánchez ha espresso condoglianze su X e inviato un “abbraccio” a chi avverte la perdita come propria. La ministra della Casa, Isabel Rodríguez, e la ministra della Sanità, Mónica García, hanno ricordato l’impegno di Maricarmen e il significato della sua lotta; il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha parlato di profonda tristezza, mentre la ministra della Scienza, Diana Morant, ha assicurato che la battaglia proseguirà.

Dalla sinistra sono arrivate accuse durissime nei confronti di chi, a loro dire, avrebbe responsabilità politiche nella vicenda; Ione Belarra di Podemos ha parlato di responsabilità dirette dei “predatori” che si sono impadroniti delle case, mentre l’eurodeputata Irene Montero ha definito la morte un “omicidio”. L’ex premier Felipe González ha osservato che la situazione forse avrebbe potuto evolvere diversamente. Vox ha invece attribuito la responsabilità al premier Sánchez.

La presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha difeso la regolarità dell’operazione ricordando che in Spagna ogni anno vengono eseguiti decine di migliaia di sfratti per ordine giudiziario, eseguiti dalla polizia nazionale. Maricarmen, in un messaggio diffuso prima dell’esecuzione, aveva detto di non essere riuscita a difendere la sua casa ma di aver combattuto affinché altri imparassero a lottare per la propria abitazione.

La vicenda di Maricarmen Abascal ha riacceso il dibattito sul ruolo dei fondi immobiliari e sulle garanzie per gli inquilini a basso reddito in una capitale dove i prezzi degli affitti sono ormai giudicati insostenibili per molte persone.

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Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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