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A tre anni dal massacro, i parenti tornano nella “foresta dei ritratti” del rave del 7 ottobre

A tre anni dalla strage del 7 ottobre, parenti e sopravvissuti sono tornati nella “foresta dei ritratti” per una preghiera collettiva tra musica e ricordi.

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Il 7 ottobre 2026 parenti e sopravvissuti delle vittime sono tornati nel luogo del rave dove tre anni prima persero la vita centinaia di giovani. Nella cosiddetta “foresta dei ritratti” si è svolta una commemorazione che mescolava il dolore a gesti e suoni diversi.

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Madri e padri si sono raccolti attorno alle fotografie dei propri cari: una donna piange appoggiata al marito, un’altra sistema un piccolo giardino sotto la foto della figlia. Alcune famiglie hanno ascoltato a tutto volume musica tecno, riproducendo la canzone che una delle vittime, Ron, stava ballando prima che tutto si interrompesse alle 6:29, l’istante in cui è stata uccisa.

Sopravvissuti e familiari indossavano magliette e bandiere con i volti dei loro cari. L’assemblea è stata definita dalle presenza come una preghiera collettiva che richiamava l’atmosfera di un triste concerto rock.

Tra i presenti c’era Almok, che avrebbe dovuto partecipare al festival ma aveva rinunciato all’ultimo minuto; da quel giorno il suo smarrimento si è trasformato in rabbia. Ha ricordato gli amici persi il 7 ottobre, dodici persone a lui vicine, e ha affermato che «è cambiato tutto ma non è cambiato nulla da quel giorno», lamentando che chi non ha impedito il massacro sia ancora al potere.

Le famiglie dei 378 ragazzi del nuovo festival hanno in questi anni stretto legami e cercato risposte a quanto accaduto. Una parente ha detto che, dopo tre anni, non sa ancora dove sia stata ritrovata sua figlia né se avesse tentato di scappare; le è stata mostrata una foto dalla quale ha capito che le avevano sparato in testa.

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La cronaca dell’inviato Marco Bariletti per Tg1 ha documentato la giornata di commemorazione, segnata da ricordi personali, rabbia e ricerche di verità che proseguono a distanza di tre anni.

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Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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