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Il critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi, 74 anni, è ricoverato presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma e si trova attualmente nel reparto di terapia intensiva. La notizia, inizialmente diffusa dal quotidiano online ilgraffio.net, è stata confermata da fonti sanitarie e dall’ospedale, che però non ha reso noti bollettini medici ufficiali.
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Secondo quanto comunicato, Sgarbi è seguito dai medici del nosocomio romano per accertamenti e monitoraggio clinico. Le fonti parlano di condizioni critiche, definite “in gravi condizioni” nel reparto di terapia intensiva.
Negli ultimi anni il critico aveva già affrontato importanti problemi di salute. La scorsa primavera del 2025 Sgarbi era stato ricoverato sempre al Policlinico Gemelli per oltre un mese a seguito di una profonda sindrome depressiva che aveva determinato periodi di isolamento, una marcata perdita di peso e il rifiuto di alimentarsi.
A febbraio 2026 era tornato in pubblico alla Certosa di Ferrara, in evidente stato di debilitazione fisica, accompagnato dalla compagna Sabrina Colle. Il filmato di quella apparizione, pubblicato su Instagram dal quotidiano La Nuova Ferrara, ha superato i 4,6 milioni di visualizzazioni; il profilo della testata conta 57.600 follower.
Lo scorso 8 maggio Sgarbi ha festeggiato il 74esimo compleanno a Venezia; fra i primi a rivolgergli gli auguri c’è stato il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che lo ha ricevuto nella sede della Fondazione a Ca’ Giustinian.
Negli ultimi mesi il critico è stato coinvolto anche in una vicenda giudiziaria avviata dalla figlia Evelina, che ha presentato al tribunale civile di Roma un’istanza per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che il padre non sia più in grado di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi. All’inizio dell’anno Sgarbi era inoltre stato assolto dall’accusa di riciclaggio nel caso del dipinto “La cattura di San Pietro” di Rutilio Manetti.
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