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Garlasco, Garofano chiamato a sorpresa in Procura: cosa vogliono sapere i pm dall’ex generale dei Ris

La Procura di Pavia convoca l'ex generale Garofano: nuovi accertamenti su Dna, impronte e consulenze prima della chiusura indagini.

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L’ex comandante del Reparto Investigazioni Scientifiche dei carabinieri, Luciano Garofano, è stato convocato a sorpresa in procura a Pavia nell’ambito della nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. La mossa degli inquirenti, che hanno ascoltato anche altri ufficiali del Ris che lavorarono al caso nel 2007, indica una rivisitazione degli accertamenti scientifici eseguiti all’epoca.


Secondo quanto riportato dal Tg1, Garofano e gli ex membri del reparto sono stati sentiti tra gli ultimi atti istruttori della nuova indagine. L’ex generale è rimasto in Procura per circa un’ora; all’Ansa ha confermato l’incontro limitandosi a dire «Confermo l’incontro ma non posso rivelare alcunché» e, alla domanda se si tratti di una «svolta», ha risposto: «Non faccio commenti sull’indagine, poi deduca lei. Aspettiamo il 415 bis». (L’art. 415-bis del codice di procedura penale è l’atto con cui il Pubblico Ministero (PM) comunica la conclusione delle indagini preliminari. Questo avviso di conclusione delle indagini segna anche il passaggio dalla fase delle indagini segrete alla possibile richiesta di un rinvio a giudizio, ndr).

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La scelta di interrogare i protagonisti delle analisi forensi del 2007 è coerente con il materiale depositato recentemente ai magistrati pavesi. Tra le consulenze acquisite dalla Procura figura, in particolare, il riesame del profilo di Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi, che era stato in precedenza ricondotto — da una consulenza dell’accusa e dalla perizia in incidente probatorio — alla linea paterna della famiglia di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio.


La prima delle quattro consulenze disposte per gli accertamenti integrativi è stata depositata il 7 settembre. Altre due sono arrivate il 23 settembre. A Carlo Previderè è stato affidato il compito di riesaminare il Dna emerso dalle unghie della vittima alla luce delle osservazioni difensive avanzate successivamente.

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Un’altra consulenza, curata dalla professoressa Cristina Cattaneo, riguarda le misurazioni antropometriche dell’indagato. Lo studio si concentra sulle dimensioni del piede di Sempio, un elemento che torna centrale nella disputa sull’impronta di scarpa definita «Frau», rinvenuta sul pavimento della villetta la sera del delitto.


Sul punto delle misure del piede emerge un contrasto: nel 2007 Sempio dichiarò di usare una taglia 44, mentre una misurazione effettuata anni dopo ha indicato una taglia compresa tra 42 e 43. Secondo gli inquirenti e gli esperti coinvolti, questi rilievi potrebbero influire sulla valutazione dell’impronta rinvenuta in casa; sulla questione hanno lavorato anche Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli, con un supplemento dedicato proprio all’impronta a pallini lasciata sul pavimento.

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Resta aperto l’ultimo fronte di indagine: la valutazione psichiatrica affidata allo specialista Roberto Catanesi. I quesiti posti riguardano la capacità di intendere e di volere di Sempio la sera del 13 agosto 2007, l’eventuale presenza di disturbi psicologici e la pericolosità sociale.
Lo psichiatra aveva chiesto di incontrare direttamente l’indagato, richiesta che però è stata declinata su indicazione dei legali. Per questo motivo la consulenza si baserà su interviste, dichiarazioni pubbliche, appunti e scritti dell’indagato e sulle intercettazioni di alcuni monologhi registrati dai carabinieri mentre era in auto.

La difesa contesta l’impostazione della perizia: sostiene che per accertare capacità di intendere e volere e presenza di disturbi sarebbe necessaria una patologia psichiatrica conclamata già in precedenza e che, comunque, i pm dovrebbero richiedere una perizia in incidente probatorio.

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Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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