Abbattendo, oltre le barriere architettoniche, soprattutto le barriere mentali che la ostacolano
Anche se il centro storico veneziano, a causa della sua specificità, presenta delle difficoltà che non vanno sottovalutate, non per questo l’impegno verso la disabilità, al fine di garantire legittimamente anche a chi è disabile motorio di avere una vita uguale a quella di tutti e permettergli di vivere Venezia come luogo senza barriere, deve venire trascurato e dimenticato, trincerandosi dietro falsi alibi affatto inconsistenti, come troppo spesso hanno fatto le varie amministrazioni avvicendatisi in questi ultimi anni alla guida della città.
Mentre è ovvio che tale impegno debba essere, invece, assolutamente intensificato: tenendo conto che il concetto di “accessibilità”, connesso con esso, è a ragione considerato indicativo del livello di civiltà di un Paese e di coloro, soprattutto, che vi ricoprano ruoli di responsabilità sia a livello nazionale che locale.
E andrebbero intensificati inoltre, a mio modesto avviso, anche gli sforzi volti a far entrare il problema dell’abbattimento delle barriere architettoniche nella coscienza di tutti quei veneziani che stoltamente vi si oppongono – che vi sono, purtroppo, eccome! – i quali sono soliti liquidare un problema oltremodo complesso e delicato qual è quello dei disabili con faciloneria e sprovvedutezza, tagliando corto spesso con frasi, tutt’altro che edificanti e inopportune, quali: “Ma che i staga a casa!”, “Che i ciapa el bateo!”… e una caterva di baggianate simili
Enzo Pedrocco
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Venezia, 03 settembre 2026
Ho avuto problemi con i miei genitori nell’ultima fase della vita, dato che non potevano camminare bene. Per cui avevo preso la carrozzina.
La città è adatta a pensionati sani!
In alcuni casi è possibile costruire ponti senza gradini. Ovviamente vanno prima demoliti. Le rampe attualmente in uso sono orribili e sono difficili da tenere pulite sotto. Naturalmente il comune non farà nulla, anche perchè, conti demografici alla mano, entro qualche decennio non ci sarà più alcun residente e il problema si risolverà da sè!
Sergio
Un articolo senza capo nè coda…accuse velate, ma mai messe nero su bianco, anche se condivisibili.
Ma chiedo…su oltre 300 ponti, quanti sarebbero a norma con scivoli o strutture simili per i diversamente abili??? Io credo pochissimi.
Venezia purtroppo da questo punto di vista è difficilmente gestibile, se non cercando di aiutare i diversamente abili con i vaporetti.
esempio lampante la famosa cabinovia del calatrava ed il ponte delle guglie più pendente di una pista da sci.