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Cuccioli al sole a 37° senza acqua né cibo nel campo nomadi: scatta la denuncia

Cuccioli di due mesi trovati senza acqua né cibo nel campo nomadi di Sandrigo. AIDAA annuncia denuncia e chiede confische.

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Cuccioli di circa due mesi sono stati trovati esposti al sole con temperature attestatesi sui 37 gradi all’interno del campo nomadi di Sandrigo, in provincia di Vicenza.

Secondo quanto emerso durante un sopralluogo, gli animali non avevano né acqua né cibo, per questo la polizia locale è intervenuta e li ha portati in salvo.

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L’allarme è stato rilanciato dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA), che annuncia l’invio di una denuncia formale alle autorità competenti.

Nell’appello dell’associazione si evidenzia la gravità della situazione non solo nel singolo caso vicentino, ma anche rispetto a presunte condizioni analoghe segnalate in altri insediamenti simili sul territorio nazionale.


I soccorsi della polizia locale hanno consentito di sottrarre i cuccioli alla situazione di immediato rischio. Non sono stati resi noti dettagli sulle condizioni cliniche degli animali né sul luogo dove sono stati successivamente trasferiti, ma l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato che l’esposizione al caldo e la mancanza di acqua degenerassero in conseguenze peggiori.


AIDAA attribuisce al fenomeno dimensioni più ampie: nel comunicato diffuso dopo il ritrovamento, l’associazione sostiene che oltre agli animali sequestrati a Sandrigo ci siano «centinaia» di cani tenuti in condizioni pietose nei campi nomadi italiani. Secondo l’organizzazione, alcuni di questi animali verrebbero impiegati per raccogliere l’elemosina, pratica che – dicono gli animalisti – richiederebbe un intervento generale e coordinato.

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La richiesta dell’associazione riguarda controlli capillari e la confisca immediata degli animali tenuti in cattive condizioni o utilizzati per la raccolta dell’elemosina. L’ipotesi di sequestro trova fondamento nelle procedure amministrative e penali che possono essere avviate in caso di maltrattamento: di norma, quando gli animali vengono sottratti a situazioni di abuso, sono coinvolti veterinari delle aziende sanitarie locali per accertamenti sanitari e per stabilire il luogo più idoneo dove trasferirli.


Il fenomeno dei cani tenuti in condizioni precarie nei contesti informali riguarda diversi ambiti: oltre al rischio immediato per il benessere degli animali, possono emergere problemi sanitari che richiedono interventi di igiene e profilassi. In passato, casi analoghi hanno portato a procedimenti amministrativi o penali e all’intervento di associazioni animaliste che si fanno carico di denunciare le situazioni e seguire il recupero degli animali.


Il ritrovamento di Sandrigo si inserisce in un quadro più ampio di attenzione pubblica verso la tutela degli animali e l’applicazione delle norme vigenti. Anche se le competenze territoriali e le modalità d’intervento possono variare, il meccanismo operativo prevede quasi sempre il coinvolgimento delle forze dell’ordine, degli enti sanitari e, talvolta, delle organizzazioni non governative per la gestione temporanea e la ricollocazione degli animali sotto sequestro.


Dalle informazioni diffuse non risulta al momento l’avvio di procedimenti penali specifici nei confronti di persone presenti nel campo, né è stata fornita un’indicazione ufficiale sul numero esatto dei cuccioli coinvolti oltre alla loro età stimata in due mesi. Resta confermato però l’intervento della polizia locale che ha provveduto a mettere in sicurezza gli animali.


AIDAA ha concluso il suo comunicato chiedendo un controllo generale a tappeto dei campi rom e la confisca immediata dei cani tenuti in cattive condizioni e/o usati per raccogliere l’elemosina.

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Mirko R.
Mirko R.
Sono universitario, appassionato di fantascienza e tecnologie. Mi trovate in giro a Mestre e Venezia, ma non solo. Mirko_R@lavocedivenezia.it
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