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Vogalonga 2026, tra imbarcazioni affondate e 51 persone soccorse

Guardia Costiera di Venezia, con i vigili del fuoco, impegnati durante la Vogalonga, nel soccorso di 51 persone.

La 50esima edizione della Vogalonga, oltre ad essere una delle variopinte manifestazioni più attese e partecipate di Venezia, è stata una débâcle per diversi marinai improvvisati che ha costretto soprattutto la Guardia Costiera ad essere impegnata in un massiccio dispositivo di sicurezza.

Domenica 24 maggio, quasi diecimila partecipanti hanno animato le acque della laguna richiedendo un importante dispositivo di sicurezza per garantire la sicurezza della navigazione.

Durante la giornata, le unità della Guardia Costiera hanno effettuato sette interventi a favore di sei imbarcazioni che si sono trovate in difficoltà, a causa delle imbarcazioni che si sono capovolte. Alcune di esse sono affondate o sono rimaste semi-sommerse.

Complessivamente, sono state soccorse e messe in sicurezza 51 persone, per poi procedere al recupero dalle imbarcazioni coinvolte, evitando potenziali problemi dato il contesto di grande affollamento.

Le operazioni di soccorso hanno richiesto un impegno notevole, data l’intensità del traffico nautico e il moto ondoso significativo che caratterizzava la giornata. La Guardia Costiera ha specificato che le situazioni di difficoltà si sono concentrate in particolare al Canale della Giudecca, una delle zone più trafficate durante l’evento, dove la combinazione di imbarcazioni in movimento e condizioni di mare non ottimali ha reso la navigazione particolarmente complessa.

Il dispositivo di sicurezza ha visto un’azione coordinata con le squadre nautiche dei vigili del fuoco, in una sinergia fondamentale per garantire un intervento rapido ed efficace, soprattutto in eventi di massa come la Vogalonga.

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La Vogalonga, che celebra la tradizione remiera veneziana, richiede ogni anno un impegno logistico notevole per gestire il grande afflusso di partecipanti e imbarcazioni. Il numero di 51 persone soccorse domenica, per quanto elevato, non rappresenta certo un’eccezione nella storia della manifestazione. Valutazioni con troppa facilità e inesperienza sono le due “pecche” principali di chi, anche se in condizioni controllate e all’interno della Laguna, deve affrontare il mare.

La manifestazione, che affonda le sue radici nella cultura veneziana, richiama non solo atleti e appassionati di canottaggio, ma anche turisti, famiglie, e cosiddetti “naviganti della domenica”, rendendo necessario un costante aggiornamento delle procedure di sicurezza.

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Mirko R.
Mirko R.
Sono universitario, appassionato di fantascienza e tecnologie. Mi trovate in giro a Mestre e Venezia, ma non solo. Mirko_R@lavocedivenezia.it
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