Venezia Ieri & Oggi.
ZATTERE ANNI ’50/’60
Vi furono tempi, che molti anziani certamente ricorderanno, in cui durante tutto l’anno, a ogni minimo accenno di bel tempo, un po’ tutta Venezia si riversava sulle Zattere, affollando i suoi bar affacciati sul Canale della Giudecca. Fra cui soprattutto il bar “Da Nico”, dove era possibile degustare il suo famoso gianduiotto alla panna; il bar “Cucciolo”, frequentato soprattutto dai giovani e chiuso qualche anno addietro; e il cosiddetto “bar delle manche” vicino alla Punta della Dogana reso celebre anche dal romanzo “La cosa buffa” di Giuseppe Berto ambientato a Venezia e che ora, se non vado errato, si chiama “Linea d’Ombra”.
I viaggi all’estero in pieno inverno a rincorrere l’estate erano ancora, infatti, un privilegio di pochi fortunati che potevano permetterseli – e ancora assai lungi dal diventare una moda – mentre per la stragrande maggioranza della popolazione veneziana, fintantoché non arrivarono i pacchetti “all inclusive” e i voli “low cost” a rendere accessibili i viaggi all’estero a un numero sempre maggiore di persone, non c’era purtroppo che ciò che poteva offrire Venezia in termini di svago e riposo nel tempo libero.
E, nell’attesa di recarsi in massa tutti al Lido con l’arrivo dell’estate, si può dire, senza tema di esagerare, che un luogo quale le Zattere costituisse il luogo forse maggiormente frequentato dai veneziani, sia durante il giorno che alla sera, dove incontrarsi e cazzeggiare con gli amici , godendosi al contempo il sole o solicello a seconda della giornata, durante il giorno, e il fresco durante la sera, davanti magari a un buon gelato in qualcuno degli ospitali dehor dei suoi bar affacciati sul Canale della Giudecca, ancora appannaggio pressoché esclusivo dei veneziani, fortunatamente, e non ancora invasi dai turisti.
ENZO PEDROCCO
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Tutte cose, caro Fulvio, a me molto note e familiari, che non ho inserito, tuttavia, nel mio articolo per non ampliare troppo il discorso, scoraggiando magari i potenziali lettori di esso, e in quanto già trattate altrove, singolarmente e specificatamente, numerose volte.
……la “piscina Passoni”…..la sede e cantiere della “Reale Canottieri Bucintoro”…..la palazzina della “Compagnia della Vela” davanti alla quale erano ormeggiati ai gavitelli i dinghy e i beccaccini per la scuola vela, canale della Giudecca allora come un lago…..lo stazio dei fratelli Seno “fitabatele”, a fianco dello squero a S.Trovaso (Gigi Seno detto “bota” famoso campione del remo negli anni ’40 e ’50) noleggiavano anche piccoli “caicci” preferiti per portare a spasso le giovani ragazze (anche mia madre con i fratelli)….la storica pensione “la Calcina” (nome derivante da calsina qui una volta prodotta e trasportata) divenuta poi una locanda e fin dalla fine dell’800 meta amata da molti viaggiatori e artisti, essendo un ambiente molto familiare. Qui John Ruskin scrisse il suo “Le pietre di Venezia”. Verso la Punta della Dogana ormeggiavano ancora rari burci e trabacoli. L’ormeggio, davanti alla sede veneziana, dei bianchissimi piroscafi del “Looyd Triestino”.
Bellissimo ” amarcord” di Enzo Pure io ..” foresta” da Milano. ho ricordi dei bar delle zattere.