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Arrestato in Albania narcotrafficante, condanne anche a Venezia

La Polizia albanese ha catturato un narcotrafficante ricercato, attivo nel traffico di cocaina in Veneto.

Le autorità albanesi hanno effettuato un arresto importante a Tirana, catturando un latitante albanese di 45 anni, ricercato per narcotraffico e attivo in Italia con attività anche in Veneto e a Mestre. L’operazione, avvenuta nei giorni scorsi, è stata coordinata dalla Polizia di Stato italiana, che da anni seguiva le tracce dell’ individuo, già condannato in via definitiva per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti.

Il soggetto era ricercato a livello internazionale ed aveva pendente un mandato di cattura emesso dall’ INTERPOL. La sua attività illecita era emersa tra il 2019 e il 2021, durante un’indagine antidroga condotta dalla Procura distrettuale di Venezia e portata avanti dalla Squadra mobile. Le indagini avevano rivelato il ruolo centrale dell’uomo all’interno di un’organizzazione criminale ben strutturata, dedita al narcotraffico nel territorio veneto.

Condannato dalla Corte d’Appello di Venezia, il latitante aveva un ruolo di spicco nella gestione delle operazioni di approvvigionamento e distribuzione della cocaina, il cui mercato è estremamente attivo nelle piazze di spaccio dell’hinterland veneziano. All’epoca dei fatti, risiedeva a Mestre, dove aveva impostato una rete di distribuzione efficace e pericolosa.

Le indagini per il suo arresto hanno richiesto un impegno considerevole da parte della Polizia italiana. Un gruppo di lavoro composto da investigatori della Squadra mobile di Venezia e dello SCO (Servizio centrale operativo) ha intensificato le ricerche, espandendole a livello internazionale su richiesta della Procura generale di Venezia. Grazie a un’analisi dettagliata dei movimenti dei familiari del latitante, gli investigatori sono riusciti a tracciare possibili spostamenti dell’uomo tra l’Albania e Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.

Le tecnologie avanzate e le banche dati hanno giocato un ruolo cruciale nelle indagini. Questi strumenti hanno permesso agli inquirenti di monitorare i contatti familiari del latitante, suggerendo che i suoi cari si recassero frequentemente in Albania per incontrarlo. È emerso che l’uomo poteva contare su una rete di favoreggiatori che garantiva supporto logistico, facilitando la sua latitanza.

Il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza (SCIP) ha fornito un supporto fondamentale, assicurando un costante scambio di informazioni con le autorità albanesi. Grazie a questo coordinamento, le forze di polizia albanesi hanno potuto monitorare il contesto relazionale del latitante, portando infine alla sua cattura.

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L’arresto rientra nel progetto “WANTED”, un’iniziativa coordinata dallo SCO per la ricerca e la cattura di latitanti di alto profilo, sia in Italia che all’estero. Questo programma mira a rafforzare la cooperazione internazionale nella lotta contro il crimine e a garantire che i responsabili di reati gravi siano portati davanti alla giustizia.

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Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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