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Bullismo nelle scuole superiori: un giovane su quattro è vittima, allarme dalla Fondazione Foresta

Nuovo report su 5.849 studenti rivela: il 26% subisce bullismo. Più colpiti i "diversi". Il professor Foresta: "Serve un'alleanza educativa"

Il fenomeno del bullismo nelle scuole superiori italiane colpisce più di uno studente su quattro, con una particolare incidenza tra chi viene percepito come “diverso” per aspetto fisico, orientamento sessuale o identità di genere. È quanto emerge dal nuovo report 2025 della Fondazione Foresta ETS presentato a Padova.

La ricerca, condotta su 5.849 studenti delle province di Padova, Vicenza e Verona, offre uno spaccato preoccupante della realtà giovanile contemporanea. Il campione, composto per il 64% da femmine e per il 36% da maschi, rivela una maggiore vulnerabilità delle studentesse agli episodi di bullismo e cyberbullismo, mentre i maschi figurano più frequentemente come autori delle aggressioni.

Particolarmente significativo il legame tra vittimizzazione e caratteristiche fisiche: tra i ragazzi vittime di bullismo, il 26% è in sovrappeso o obeso, contro il 15% dei coetanei non coinvolti. Nelle ragazze il divario è più contenuto ma comunque presente (13% contro 7%).

L’orientamento sessuale emerge come altro fattore di rischio. Tra le studentesse vittime, solo il 57% si dichiara “completamente eterosessuale” rispetto al 69% delle non vittime. Nei maschi, la quota scende dall’82% al 90%, con un aumento significativo di minoranze sessuali tra chi subisce bullismo.

Il professor Carlo Foresta sottolinea come il fenomeno sia “uno specchio del disagio giovanile” dove “dietro le prepotenze spesso si nasconde fragilità, bisogno di riconoscimento o assenza di punti di riferimento adulti”. La solitudine emerge come elemento ricorrente, con quasi una ragazza su due e un ragazzo su tre che dichiarano di sentirsi soli.

Preoccupanti anche i dati sull’autolesionismo, che colpisce il 21,1% delle ragazze vittime contro il 9,4% dei maschi. Il ricorso al supporto psicologico è più frequente tra le femmine (63,7%) rispetto ai maschi (32,6%).

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Chi compie atti di bullismo mostra infine una maggiore propensione a comportamenti rischiosi: aumenta il consumo di tabacco, alcol e sostanze stupefacenti, così come l’esposizione a pornografia online e sexting, ed è solo un terzo dei bulli maschi che  dichiara di astenersi da queste condotte.

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Marie Jolie
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