La manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, svoltasi a Torino, si è conclusa con una lunga notte di scontri, feriti e tensioni che hanno riacceso il dibattito politico sulla sicurezza e sull’ordine pubblico. Il bilancio complessivo parla di oltre cento persone ferite e di un episodio di violenza particolarmente grave ai danni di un agente di polizia, colpito ripetutamente mentre era a terra durante la guerriglia urbana esplosa al termine del corteo.
Il corteo si è svolto nel pomeriggio, attraversando diverse zone della città. Secondo le stime delle forze dell’ordine, hanno partecipato circa 15.000 persone, mentre per gli organizzatori i presenti sarebbero stati fino a 50.000. Alla manifestazione hanno aderito sindacati di base, militanti dei centri sociali provenienti anche da altre città italiane, esponenti del movimento No Tav e figure del mondo culturale, tra cui il fumettista Zerocalcare. La mobilitazione aveva come obiettivo la protesta contro lo sgombero di Askatasuna, storico centro sociale torinese, avvenuto il 18 dicembre scorso.
Durante le prime fasi del corteo non si sono registrati incidenti rilevanti. La situazione è però degenerata con il calare del buio, quando gruppi di antagonisti si sono staccati dal percorso principale della manifestazione. In particolare, autonomi e anarchici hanno iniziato a muoversi in modo coordinato in diverse zone del quartiere Vanchiglia, area in cui Askatasuna aveva avuto sede per quasi trent’anni, in un edificio di corso Regina Margherita 47.
Gli scontri più violenti si sono verificati nei pressi del campus universitario Luigi Einaudi. Qui alcuni manifestanti hanno tentato di sfondare i cordoni delle forze dell’ordine, dando avvio a una vera e propria guerriglia urbana. Sono stati lanciati bottiglie, pietre, fumogeni e razzi artigianali realizzati con tubi di metallo. In strada è stato utilizzato come arma tutto ciò che era disponibile: sedie prelevate dai locali chiusi, pali stradali divelti e altri oggetti contundenti.
La polizia ha risposto con l’uso di lacrimogeni, idranti e cariche di alleggerimento. Il confronto diretto tra manifestanti e forze dell’ordine è durato oltre un’ora e mezza. Nel corso degli scontri sono stati incendiati diversi cassonetti e anche un mezzo blindato della polizia, le cui fiamme sono state successivamente domate dagli stessi agenti.
In questo contesto si inserisce l’episodio più grave della giornata. Un agente di 29 anni del reparto mobile di Padova, in servizio a Torino per la gestione dell’ordine pubblico, è stato isolato e circondato da un gruppo di manifestanti. L’uomo, che aveva perso il caschetto, è stato colpito ripetutamente con calci e pugni e raggiunto anche da colpi di martello. Le cruente immagini dell’aggressione, riprese in un video poi circolato online, mostrano la violenza dell’azione. L’agente è stato salvato dall’intervento dei colleghi, che sono riusciti a sottrarlo al pestaggio. Ricoverato in un ospedale torinese, si trova nel pronto soccorso chirurgico con contusioni multiple e una ferita alla coscia sinistra causata da un martello, già suturata.
Il bilancio dei feriti è stato fornito da Azienda Zero tramite la Centrale Operativa del 118 di Torino. Complessivamente sono stati gestiti 103 feriti, trasferiti in diversi ospedali cittadini. Al CTO sono stati accolti 25 pazienti, di cui 23 in codice verde e due in codice giallo, uno appartenente alle forze dell’ordine e uno tra i manifestanti. Alle Molinette sono arrivati 26 feriti, mentre al Giovanni Bosco ne sono stati registrati nove. Altri pazienti sono stati distribuiti tra gli ospedali Gradenigo, Mauriziano, Martini e Maria Vittoria. Tra i feriti risultano almeno 24 appartenenti alle forze dell’ordine, anche se il numero potrebbe essere più alto, poiché alcune persone potrebbero essersi recate autonomamente in pronto soccorso. Durante gli scontri è stata inoltre aggredita la giornalista Bianca Leonardi insieme al suo filmmaker, entrambi della troupe Rai del programma Far West.
In serata, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio si è recato all’ospedale Molinette insieme al ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e ad altri esponenti politici per incontrare l’agente ferito. Cirio ha riferito che il poliziotto era cosciente e in piedi, sottolineando che oltre trenta agenti hanno dovuto ricorrere a cure mediche, secondo dati ancora provvisori.
La violenza scoppiata a Torino ha avuto immediate ripercussioni sul piano politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di “aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito gli antagonisti “un pericolo per la democrazia”. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto, telefonando a Piantedosi per esprimere solidarietà all’agente aggredito.
Dalla maggioranza di governo sono arrivate accuse alla sinistra di legittimare comportamenti violenti. Il vicepremier Matteo Salvini ha definito “delinquenti” i manifestanti più violenti, chiedendo arresti, sgomberi e un rafforzamento del pacchetto sicurezza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la necessità di nuove norme, mentre Piantedosi ha annunciato che il pacchetto sicurezza sarà discusso la prossima settimana. Tra le ipotesi allo studio, secondo quanto trapela, ci sarebbe anche il fermo preventivo di 12 ore per soggetti ritenuti pericolosi. In serata è arrivata anche la condanna della segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che ha definito “inqualificabili” le immagini di violenza e ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine, auspicando l’identificazione rapida dei responsabili.
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Old Roger, gli esempi che chiedi a Davide posso portarli io, perché il punto era semplice: in natura e in fisica i sistemi funzionano solo se esistono meccanismi di controllo che impediscono il caos.
Fisica – l’attrito: senza attrito tutto scivola e accelera fuori controllo.
Nella società, la deterrenza è quell’attrito: se manca, la violenza prende velocità.
Biologia – l’omeostasi: ogni organismo corregge gli eccessi per non collassare.
Una comunità senza limiti e correzioni implode allo stesso modo.
Ecologia – i feedback negativi: quando qualcosa cresce troppo, un altro fattore lo frena.
Le forze dell’ordine, quando difendono la collettività, svolgono esattamente quel ruolo.
Natura – i predatori: non per cattiveria, ma per mantenere l’equilibrio del sistema.
Non sto dicendo che la Polizia debba “predare”, ma che senza un’autorità capace di intervenire, il branco impazzisce.
Questi erano gli esempi richiesti: non metafore astratte, ma dinamiche reali.
Il senso è che non si tratta di avere qualcuno che ti “raddrizza”, ma di riconoscere che senza deterrenza l’entropia vince — in natura come nella società.
grazie lettera firmata.. è una gran fatica…
Non temo l’autorità non la riconosco
Non mi identifico in questa sinistra da salotto
Le FF.OO , non proteggono la società ,al massimo curano gli interessi di una parte della stessa
Avendo spesso e volentieri atteggiamenti vessatori con il cittadino comune ,ed essendo decisamente più cauti quando rischiano qualcosa , come sabato.
Complimenti per gli esempi: hai fatto sfoggio della tua cultura ma con la situazione c’entrano poco
E tutto molto più semplice: Palazzinari vari che speculano tenendo chiusi immobili per anni e quando qualcuno cerca di restituirli alla comunità, questi galantuomini ,gridano alla lesa maestà
Mera economia ,non serve una lezione di scienze naturali
Rimanendo in tema di natura , mi raccomando testa bassa e lingua in mezzo ai denti ,che la società per funzionare ha bisogno di sudditi silenti e obbedienti
Le manganellate a cui applaudi oggi , potrebbero arrivare sulla tua testa domani
Guarda, il punto è semplice: quando scrivi come se dall’altra parte ci fosse un “suddito silente”, parti già col piede sbagliato. Non sai chi hai davanti. Io, per esempio, negli anni ’60 e ’70 le manganellate le ho prese davvero, non per sentito dire. Gridavo “Yankee go home”, “viva Lenin”, e tutto il repertorio dell’epoca. Pensavamo di cambiare il mondo a colpi di slogan e scontri di piazza. A cosa è servito? A niente. Aria fritta. E te lo dice uno che ci ha creduto fino in fondo.
Per questo oggi, quando rivedo la stessa sceneggiatura recitata da nuovi antagonisti, mi viene da sorridere amaramente. Perché la differenza è che allora almeno c’era un’idea, giusta o sbagliata che fosse. Oggi vedo gruppetti che arrivano “in soccorso” ai soliti quattro amici al bar, e quando li fermano piangono e chiamano la mamma per farsi riaccompagnare a casa. Altro che rivoluzionari.
Non plaudo alle manganellate, né ieri né oggi. E non auspico uno Stato di polizia. Ma nemmeno mi faccio incantare dalla narrativa eroica di chi scambia la propria rabbia per coscienza politica. La vera anarchia, oggi, è riuscire a vivere serenamente senza farsi risucchiare da teatrini che si ripetono identici da sessant’anni.
Mi ritrovo nelle tue parole , perché ho avuto un percorso simile , fino a quando non ho perso la “fede”
Ma nonostante non riesco ad esaltarmi per le FF.OO. , quando ci sono categorie che rischiano uguale, se non di più e godono decisamente di minore considerazione
Detto questo non aspiro al caos ma nemmeno a fare la fine di Ungheria e Polonia
Una socialdemocrazia scandinava sarebbe perfetta.
Ma siamo in Italia
Caro/a lettere firmata ,lo “slogan”che ho usato per sintetizzare una realtà complessa è una frase di B.Franklin ,uno dei padri fondatori degli Stati Uniti.
Nessuno merita di essere pestato quando è a terra ,ma chissà perché certe categorie non suscitano lo sdegno popolare… sarà il fascino della divisa ?!
Gli stipendi degli agenti sono quelli ,basta fare una breve ricerca , è tutto a portata di click.
La libertà ce la stanno erodendo un pezzo alla volta , ma per essere liberi bisogna essere pensanti e critici , per essere sicuri basta sempre e solo tenere la testa bassa . In fin dei conti l’umanità , soffre da sempre della sindrome di Stoccolma
Buona giornata e felice futura repressione
Old Roger, il punto è semplice: tu senti l’erosione della libertà perché la guardi da sinistra, io invece la guardo da cittadino. Se domani vincesse Bonelli–Fratoianni, io potrei pure cantare Bella ciao… ma non perché mi sento “liberato”: perché almeno saprei chi mi sta togliendo cosa, e con quale poesia.
La verità è che ognuno vede la libertà dal proprio lato del campo. Tu la vedi minacciata quando la Polizia si difende, io la vedo minacciata quando lo Stato pretende obbedienza emotiva, ideologica, sanitaria o spirituale.
Ecco la differenza: tu temi l’autorità quando non è la tua, io la temo sempre.
Spero che nessuno di voi debba ma.i scendere in piazza ed avere a che fare con questi solerti opliti di blu , nero o grigio vestiti… Sicuramente tutto questo porterà all’ennesimo decreto sicurezza , che restringerà ancora di più quel poco di libertà individuali rimaste , intanto per un malinteso senso di “democrazia” si invita cass Pound a parlare nelle sedie istituzionali….se pensate che le forze dell’ordine siano lì per proteggere i comuni cittadini , forse è ora di svegliarsi..
Old Roger, il tuo commento resta superficiale. Tutti sappiamo perché quei ragazzi in divisa sono in strada: fanno un lavoro che nessuno di noi vorrebbe fare, per 1.200 euro al mese, spesso lontani da casa, e lo fanno per difendere le regole che ci permettono di vivere in una società civile, non per difendere il singolo cittadino come se fossero guardie del corpo.
Quello che non si dice mai è che mentre loro tengono in piedi l’ordine pubblico, altri – ben più tutelati e ben più pagati – scendono in piazza a protestare contro l’illegalità affiancati da politici che, invece di assumersi responsabilità, preferiscono farsi vedere tra la folla per raccogliere consenso facile. È una forma di ambiguità che non aiuta nessuno e che scarica tutto il peso sulle spalle di chi la divisa la indossa davvero.
E chi sceglie la piazza, qualunque sia la causa, dovrebbe ricordarsi che quando entri nel terreno dello scontro accetti anche le sue regole. È un gioco antico, sì, ma funziona solo se tutti riconoscono il ruolo dell’altro e non si usano le tensioni per fare passerelle politiche.
Caro/a lettera firmata : sono i rischi del mestiere , a volte sfondi la testa a operai , disoccupati e studenti , altre volte rischi che la sfondino. Un agente della celere guadagna dai 1300/1500€ ai 1600/1700€ al mese , basta con le favole sulla’amor patrio , il posto fisso in polizia e’meglio dei turni in fonderia….Se un cittadino ha bisogno della repressione per vivere nella società civile , ha fallito come essere umano e ha fallito il sistema.E si è disposti a barattare la propria libertà per la sicurezza non ci si merita nell’ una , nell’ altra . Ti lascio pontificare , dall’ alto del tuo scranno
concettualmente sbagliato: tutti i sistemi hanno bisogno di meccanismi di controllo e relativi aggiustamenti, impariamo da fisica e natura. Noi stiamo fallendo perché la mancanza di deterrenza sta dando via libera alla violenza
Mi dispiace per te se hai bisogno che qualcuno sia sempre lì a correggerti e raddrizzati.
Personalmente sono abbastanza adulto da saper discernere il giusto dallo sbagliato , che rimangono sempre e cmq categoria non assolute.
Impariamo da fisica e natura ? Gradirei degli esempi. Grazie
Old Roger,
vedo che ti affidi a slogan consumati per spiegare fenomeni complessi.
Ridurre tutto a “rischi del mestiere” è un modo comodo per non guardare in faccia la realtà: nessuno, né operaio né studente né agente, merita di essere massacrato a terra. La violenza non diventa accettabile solo perché colpisce chi non ti è simpatico.
Quanto agli stipendi e alle favole, ti lascio volentieri le tue certezze da bar: non spostano di un millimetro il punto.
La libertà non si difende con i proclami, ma con la responsabilità. E chi liquida la complessità con moralismi prefabbricati non sta difendendo la libertà: la sta banalizzando.
Pontifica pure dal tuo scranno, se ti fa sentire meglio.
Lettera Firmata
le forze dell’ordine vanno sostenute sempre, è ora che i giudici smettano di dare buffetti di pene
Il mio sostegno va alle forze dell’ordine , auguro a tutti gli agenti feriti una pronta guarigione e spero che i giudici mettano in galera ( pura utopia !!!) i colpevoli di questa aggressione ……