Un uomo dato per morto in Piazza San Marco, a Venezia, ha attirato l’attenzione dei social network moltiplicandone i post nella giornata di domenica, generando allarme e preoccupazione prima che venisse chiarita la reale natura dell’episodio. Un video, diventato rapidamente virale su Facebook e condiviso anche da pagine molto seguite come “I love Italy”, mostrava una persona distesa a terra, immobile, nel cuore della città lagunare, tra centinaia di turisti.
Le immagini, diffuse senza contesto, hanno contribuito ad alimentare l’ipotesi di un decesso improvviso in uno dei luoghi simbolo di Venezia. In breve tempo il filmato ha raggiunto migliaia di visualizzazioni e commenti, molti dei quali provenienti dall’estero. A fare chiarezza sono stati però alcuni residenti e utenti locali, che hanno spiegato come non si trattasse di una morte, bensì di un uomo in evidente stato di alterazione alcolica.
L’episodio si è verificato nel corso della giornata di domenica, quando l’uomo, successivamente identificato come un cittadino ucraino di 38 anni, si è accasciato al suolo in Piazza San Marco. Era disteso supino e non dava segni di movimento, una situazione che ha immediatamente attirato l’attenzione dei presenti e fatto scattare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i militari dell’Esercito impegnati nel presidio dell’area, la Polizia locale e il personale sanitario del Suem, che hanno avviato le procedure di soccorso.
Gli accertamenti hanno escluso fin da subito una situazione di emergenza medica grave. L’uomo non risultava privo di vita, ma appariva in stato di forte intossicazione da alcol, tale da avergli provocato una perdita di equilibrio e di coscienza temporanea. Dopo le prime cure sul posto, è stato accompagnato all’ospedale Civile per ulteriori controlli.
Secondo quanto riportato dalle cronache, durante le operazioni di soccorso e successivamente in ospedale, l’uomo avrebbe manifestato un atteggiamento ostile e aggressivo nei confronti del personale sanitario e di chi tentava di assisterlo. La situazione ha richiesto tempo e attenzione per essere gestita, fino a quando l’uomo è stato calmato e dimesso.
L’episodio, tuttavia, non si è concluso con le dimissioni dall’ospedale. Poco dopo, infatti, il 38enne è stato nuovamente segnalato a terra, questa volta in campo Santa Marina. Anche in questo caso le cause sarebbero riconducibili a un eccessivo consumo di alcol. La nuova caduta ha reso necessario un ulteriore intervento dei soccorsi, impegnati per la seconda volta nel giro di poche ore.
La vicenda, pur non avendo avuto conseguenze tragiche, ha messo in evidenza ancora una volta il ruolo amplificatore dei social network, capaci di trasformare rapidamente un episodio circoscritto in una notizia di risonanza internazionale, spesso prima che vengano verificati i fatti. Allo stesso tempo, ha riacceso l’attenzione sui problemi legati all’abuso di alcol e all’allarme che si può creare nella segnalazione di situazioni critiche in contesti turistici ad altissima affluenza come Piazza San Marco.
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Titolo: Uomo dato per morto in Piazza San Marco, il video virale sui social e la verità dei fatti
Meta description: Interventi dei soccorsi e doppio episodio in poche ore.
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Se era Russo ? Americano ? Inglese , Grebo o nostrano era meglio ? ” Noi ci chiediamo come gestire il centro storico ” ma noi chi ? I bottegai di ogni tipo e natura , quelli che grazie ai “bacari tour” vari ci han lucrato una vita ? Non è che che siccome il mona di turno è Ucraino , ci dobbiamo beccare una velata ,ma neanche tanto , ode a Vladimir. Il fronte è bi-direzione , se avete a cuore Santa Madre Russia , basta una volo ( solo andata) per Mosca
Capisco l’indignazione, ma qui stiamo davvero parlando di due piani diversi.
Non c’è “ode a Vladimir”, né difesa di questa o quella nazionalità: il punto è il comportamento della persona, non il passaporto che ha in tasca.
Se fosse stato di Burano, di Mestre, di Boston o di Vladivostok, avrei scritto esattamente la stessa cosa.
Attribuire al mio commento un sottotesto geopolitico significa leggere quello che non c’è.
E soprattutto: non è pietismo, né radical‑chic, chiedere semplicemente di restare sul fatto concreto.
Un ubriaco molesto in Piazza San Marco è un problema indipendentemente dalla provenienza.
Fine della storia.
Il resto sono sovrastrutture che non ho messo io.
Incredibile come a Venezia basti un corpo steso in Piazza San Marco per far scattare l’allarme mondiale: “Uomo morto!”.
E invece no: solo un 38enne ucraino talmente ubriaco da sembrare un’installazione artistica contemporanea.
Performance site‑specific: “L’Alticcio Cadente”.
Due atti, due cadute, due interventi del Suem.
Applausi.
E naturalmente, mentre noi ci chiediamo come gestire un centro storico fragile, chi arriva?
Il solito coro: “Poverino, non giudicate, la guerra, il trauma, la complessità”.
Sì, certo.
Talmente complesso che dopo aver mobilitato mezza città, al risveglio si mette pure a fare il duro con chi lo soccorre.
Un esempio di gratitudine europea.
Ma la parte più poetica è sempre la stessa:
noi dobbiamo preoccuparci per gli ucraini.
Sempre.
Comunque.
A prescindere.
Anche quando si stendono in Piazza San Marco come se fosse il letto a castello del dormitorio.
E allora sì, facciamo così:
se proprio ha tanta energia da sprecare in acrobazie alcoliche, che la metta a frutto in Ucraina, a difendere il patrio suol.
Qui abbiamo già abbastanza problemi senza aggiungere pure gli stuntman da happy hour.
Ovviamente tutto questo circo — ambulanze, ospedale, polizia, tempo, soldi — lo paghiamo noi.
Perché in Italia funziona così: chi lavora paga, chi si stende in mezzo alla piazza… viene servito.
Ti abbraccerei !