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Tre giovani annegati nel Natisone, famiglie chiedono i danni a Viminale e regione

Tre giovani annegati nella tragedia del Natisone, famiglie ora chiedono i danni a Viminale e regione. Le famiglie di Bianca Doros, Patrizia Cormos e Cristian Molnar, i tre giovani travolti e uccisi dalla piena del torrente Natisone il 31 maggio 2024, hanno deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale aperto a seguito della tragedia. […]

Tre giovani annegati nella tragedia del Natisone, famiglie ora chiedono i danni a Viminale e regione.

Le famiglie di Bianca Doros, Patrizia Cormos e Cristian Molnar, i tre giovani travolti e uccisi dalla piena del torrente Natisone il 31 maggio 2024, hanno deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale aperto a seguito della tragedia. A rappresentarle è l’avvocato Maurizio Stefanizzi, che ha depositato in tribunale gli atti formali.

La richiesta complessiva di risarcimento ammonta a 3,7 milioni di euro, somma che include danni patrimoniali, biologici e morali. A presentarla sono i genitori e i fratelli delle tre vittime, ancora alla ricerca di giustizia e risposte per una vicenda che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e messo in luce gravi interrogativi sull’efficacia dei soccorsi.

Il procedimento penale vede imputati tre Vigili del fuoco e un infermiere della Sores (la Sala operativa regionale per l’emergenza sanitaria). Secondo l’accusa, le modalità con cui fu gestito l’intervento di salvataggio avrebbero contribuito a un epilogo drammatico, impedendo di mettere in sicurezza i tre ragazzi rimasti bloccati su un isolotto del torrente improvvisamente ingrossato dalla piena.

Il caso ha assunto un forte valore simbolico: da un lato il dolore inconsolabile delle famiglie, dall’altro la necessità di chiarire se ci siano state mancanze o errori nelle procedure di soccorso. Non si tratta soltanto di stabilire responsabilità individuali, ma anche di valutare se le strutture dello Stato e della Regione abbiano fornito strumenti adeguati per affrontare situazioni di emergenza come quella verificatasi a Premariacco, in provincia di Udine.

L’inchiesta della Procura ha già evidenziato diversi punti critici, ora sarà il processo a fare chiarezza. Nel frattempo, la richiesta di risarcimento da parte delle famiglie Doros, Cormos e Molnar rappresenta un passo decisivo non solo sul piano legale, ma anche sul fronte della memoria collettiva: il tentativo di dare un valore concreto a una perdita incalcolabile.

La vicenda continuerà a tenere alta l’attenzione nei prossimi mesi, con l’attesa per le udienze che dovranno stabilire se vi siano state colpe effettive e se le istituzioni siano chiamate a rispondere delle omissioni contestate.

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Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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