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“Anziani a Venezia, tra solitudine, abbandono e, spesso, maltrattamenti e violenze”. Di Enzo Pedrocco

Anziani ancora oggi TRA SOLITUDINE, ABBANDONO E, SPESSO, MALTRATTAMENTI E VIOLENZE In un suo famoso saggio sulla vecchiaia scritto nel 1970, “La terza età” (titolo originale: “La vieillesse”), con la verve letteraria che le era consueta – non disgiunta per l’occasione da un rigore scientifico alquanto insolito fra i letterati – Simone de Beauvoir mise […]

Anziani ancora oggi

TRA SOLITUDINE, ABBANDONO E, SPESSO, MALTRATTAMENTI E VIOLENZE

In un suo famoso saggio sulla vecchiaia scritto nel 1970, “La terza età” (titolo originale: “La vieillesse”), con la verve letteraria che le era consueta – non disgiunta per l’occasione da un rigore scientifico alquanto insolito fra i letterati – Simone de Beauvoir mise eloquentemente in luce la scandalosa condizione di estrema solitudine e abbandono in cui viveva un’elevata percentuale di anziani soprattutto nelle grandi città, non potendo esimersi a un certo punto della sua analisi dal chiedersi e chiedere, seppur provocatoriamente, se essi fossero o meno da considerare degli esseri umani, visto che, dal modo in cui venivano trattati nella società, era più che lecito dubitarne.

A distanza di anni dalla eco suscitata in tutto il mondo da tale autorevole e clamorosa denuncia – ampiamente suffragata da dati medici, storici e sociologici  in misura tale che il saggio della scrittrice francese è considerato ancora oggi, in ambito culturale e specialistico, un’opera da cui non è possibile prescindere – avremmo voluto poter affermare che, accanto alle numerose coscienze scosse e sensibilizzate, essa avesse sortito anche in concreto quelle salutari e opportune modifiche nel modo di trattare e assistere gli anziani nella società che sia Simone de Beauvoir che tutti coloro che avevano e hanno a cuore tale problema, in cuor loro, si attendevano. Ma, ahinoi, non è assolutamente così: in proposito – non fosse che per i frequenti fatti di cronaca che li vedono tristemente protagonisti – è chiaro a tutti, infatti, la lunga strada che occorre ancora compiere.

Enzo Pedrocco

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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Nel mio piccolo, con un gruppo di giovani, animiamo la tombola per gli anziani nella mia parrocchia a Mestre.
    Non ci fermiamo mai, nemmeno in estate, quando la solitudine nelle persone anziane si fa sentire maggiormente.
    A volte è impegnativo perchè si torna dal lavoro e si va direttamente alla tombola, i ragazzi sottraggono qualche ora allo studio ma il sorriso e la gratitudine di queste persone, ci scalda il cuore.
    Questi nostri vecchi che tanto hanno dato, meritano di essere coccolati e considerati perchè possono ancora donare tanto..

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