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Traghetto in gondola, Venezia prepara la rivoluzione: prima i veneziani

Venezia si prepara a introdurre importanti novità per il servizio pubblico delle “gondole da parada” (il servizio di spola a prezzo agevolato di 70 cent per i residenti): l’obiettivo è dare la precedenza ai veneziani e migliorare l’efficienza del trasporto. La proposta, che verrà discussa lunedì a Ca’ Loredan, punta a ristabilire un equilibrio tra […]

Venezia si prepara a introdurre importanti novità per il servizio pubblico delle “gondole da parada” (il servizio di spola a prezzo agevolato di 70 cent per i residenti): l’obiettivo è dare la precedenza ai veneziani e migliorare l’efficienza del trasporto. La proposta, che verrà discussa lunedì a Ca’ Loredan, punta a ristabilire un equilibrio tra le esigenze dei cittadini e l’afflusso sempre crescente di turisti.

Priorità per i veneziani nel traghetto, più gondole in acqua e servizio potenziato. E, in prospettiva, l’apertura di nuovi traghetti da parada. Sono i progetti sul tappeto dei gondolieri, che saranno illustrati lunedì in commissione. Ne dà notizia la Nuova Venezia che racconta il dossier: “Focus sul servizio pubblico di traghetto da parada”, l’argomento per cui sono state convocate nell’aula di Ca’ Loredan ben tre commissioni, la X, la IV e la IX.

Lo storico traghetto in gondola, utilizzato per attraversare il Canal Grande a un costo simbolico, sta per vivere una svolta storica. Se in passato questo servizio era pensato per veneziani, studenti e pendolari o professionisti, oggi è preso d’assalto dai turisti, attratti dalla possibilità di un tratto in gondola a soli 2 euro, ben lontano dai 90 euro necessari per un tour tradizionale.

Oggi la gondola nei traghetti viene infatti utilizzata anche e soprattutto dai turisti che vengono convogliati proprio dai capigruppo per provare l’ebbrezza di un viaggio in gondola a Venezia (con relativo selfie) al modico prezzo di 2 euro. E poco importa se, ovviamente, non è proprio la stessa cosa. Spesso le comitive si presentano con tanto di guida e altoparlante, e occupano rapidamente tutti i 12 posti disponibili a bordo.

Per risolvere il problema, i gondolieri stanno studiando un piano di riorganizzazione che includerà specifiche indicazioni di precedenza per i residenti. Non si tratta di creare vere e proprie corsie preferenziali – le limitazioni strutturali degli stazi e il rischio di alimentare polemiche con le guide turistiche lo impediscono – ma di promuovere un approccio più equilibrato. L’idea è anche quella di sensibilizzare le guide turistiche, invitandole a spiegare ai gruppi la necessità di rispettare le esigenze dei veneziani.

Tra le altre novità, è previsto un potenziamento del servizio. Due nuove gondole da parada sono già in fase di completamento presso il cantiere di Gianfranco Vianello “Crea” alla Giudecca. Si tratta di imbarcazioni leggermente più grandi e stabili, progettate per affrontare il moto ondoso sempre più intenso. Questi nuovi mezzi saranno impiegati nei traghetti più affollati, come quello di Santa Sofia, consentendo l’introduzione di un doppio turno nei fine settimana e nei giorni di massimo afflusso.

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Ma le ambizioni del progetto vanno oltre. Attualmente, sul Canal Grande sono operativi solo cinque traghetti (Dogana, San Tomà, Carbon, Giglio e Santa Sofia), un numero nettamente inferiore rispetto agli 11 di un tempo. L’obiettivo è riattivarne altri tre: Ca’ Rezzonico, San Marcuola e San Beneto, strategici per migliorare la copertura del servizio.

Il piano rappresenta un tentativo concreto di preservare l’anima della città, garantendo ai veneziani un accesso prioritario a un servizio pubblico essenziale, senza però rinunciare all’ospitalità verso i turisti.
Se approvato, il piano potrebbe entrare in vigore già dalla stagione 2025, mettendo fine alle polemiche nate l’estate scorsa.

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La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. Però vendere Venezia ai turisti (parlo di case, immobili, negozi ecc.) senza dare più affitti a chi si vuole trasferire in isola perché, ricordiamolo, dare in affitto fa guadagnare di più, quello va bene, giusto? Meglio trovare il capro espiatorio della guida turistica. È indubbio che anche tra la categoria delle guide ci sia chi se ne approfitta, ma definire quello come il problema lo trovo assolutamente una scorciatoia.

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