C’era una volta la leggenda metropolitana delle zingare che rapivano i bambini che si allontanavano dalle mamme nei supermercati nascondendoli sotto ampie gonne. Un reato vero che alimenta un mercato florido purtroppo reale ai tempi nostri è invece il furto dei cagnolini di razza. E’ probabilmente questo il caso appena avvenuto a San Polo, Venezia.
Burro, un bellissimo barboncino toy color caramello, è sparito giovedì da Venezia. Subito è stato pubblicato l’avviso sui social sullo stile “Chi l’ha visto” per quello che si riteneva uno smarrimento. Invece, con il passare delle ore si è rafforzata l’idea di un vero e proprio rapimento-furto.
Burro era in passeggiata con la sua famiglia nei pressi di campo San Polo giovedì attorno alle 18.45. Improvvisamente il cagnolino è sfuggito al guinzaglio leggermente allentato e se ne sono perse immediatamente le tracce.
Inizialmente la famiglia ha presentato una denuncia di smarrimento ai carabinieri, ma dai primi accertamenti sarebbe emersa una terribile verità: il cagnolino è scomparso perché qualcuno l’aveva preso e nascosto.
Un’azione evidentemente veloce e repentina, eseguita da chi in una frazione di secondo riconosce la cosa di valore con cui realizzare profitto appropriandosene, e dell’aspetto affettivo a queste persone evidentemente non interessa nulla.
Così, nella ricostruzione del fatto si fa strada la terribile realtà grazie a testimonianze e telecamere: il barboncino è stato visto in campo San Polo, preso da due donne, forse di etnia rom, probabilmente borseggiatrici, ed era spaventato e tremante.
A questo punto Burro sarebbe stato portato a Tronchetto, quindi prelevato da due uomini,e portato in via Rampa Cavalcavia. Qui sarebbe stato caricato in un’auto poi partita forse in direzione Mirano, ma ogni particolare andrà verificato e riscontrato, dato che i carabinieri lavorano in silenzio.
Le tracce sarebbero parecchie e la pista è ancora “calda”, per questo tutti sperano in una felice soluzione del caso per riportare a casa il povero Burro e farlo riabbracciare dalla sua famiglia, perché di un elemento della famiglia si tratta.
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