Brutto fatto in Campo San Cosmo, alla Giudecca, a Venezia: una donna di 54 anni, residente nella zona e conosciuta nel quartiere, è rimasta gravemente ferita in seguito all’aggressione di un cane di grossa taglia, riportando la perdita definitiva di un dito della mano sinistra.
Secondo la ricostruzione dei fatti, la donna si trovava all’aperto come di consueto, intenta a portare a passeggio i suoi due cagnolini da compagnia. Si trattava di una scena abituale per la zona, caratterizzata da una routine tranquilla e familiare. La situazione è però degenerata in pochi istanti, quando un giovane è sopraggiunto accompagnato dal proprio cane, un esemplare di razza Hovawart, di dimensioni decisamente più grandi anche se inizialmente tenuto al guinzaglio.
Senza che vi fossero segnali evidenti di agitazione, il cane avrebbe improvvisamente reagito con uno scatto violento, riuscendo a divincolarsi dalla presa del proprietario. L’animale si è quindi diretto rapidamente verso i due cani della donna, concentrando l’attacco su uno di essi. Il primo morso è stato sferrato alla zona del collo dell’animale più piccolo e l’ “aggressione” è diventata subito estremamente concitata.
Nel tentativo di difendere il compagno, anche il secondo cane della donna ha provato ad intervenire, ma la proprietaria, resasi conto della gravità della situazione, è intervenuta per separare gli animali e limitare i danni. È proprio in questo frangente che l’episodio ha assunto contorni ancora più drammatici.
Il cane di grossa taglia, descritto come particolarmente forte e non più controllabile dal proprietario, ha rivolto la propria aggressività contro la donna. Durante il tentativo di allontanarlo, l’animale ha morso la mano sinistra della 54enne, provocando una lesione gravissima. Il morso ha infatti causato l’amputazione netta di una parte del dito, che non è stato successivamente recuperato sul posto.
Le urla della donna e la concitazione della scena hanno attirato l’attenzione dei presenti, che sono intervenuti immediatamente per prestare i primi soccorsi. Alcuni passanti hanno cercato di tamponare la ferita in attesa dell’arrivo dei soccorsi sanitari, mentre veniva allertato il servizio di emergenza.
All’arrivo dell’idroambulanza la donna è stata condotta d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Civile di Venezia, dove è stata sottoposta alle cure del caso: i medici hanno valutato la gravità della lesione, constatando che non era stato possibile procedere con il reimpianto del dito amputato, sia per la natura del trauma sia per l’impossibilità di recuperare la parte recisa.
Fatto dunque quanto necessario, la paziente è stata dimessa con una prognosi di 25 giorni, salvo eventuali complicazioni, e con l’indicazione di intraprendere un percorso di riabilitazione.
Oltre alle conseguenze fisiche, l’episodio ha lasciato un impatto significativo anche dal punto di vista psicologico. La dinamica improvvisa e violenta dell’aggressione, avvenuta in un contesto quotidiano e familiare, ha contribuito a rendere particolarmente traumatico l’accaduto.
La donna ferita ha deciso di intraprendere un’azione legale per tutelare i propri diritti e ottenere un risarcimento per i danni subiti. A rappresentarla sono gli avvocati Augusto Palese e Davide Vianello Viganò, che hanno formalizzato la denuncia dell’accaduto e avviato le procedure necessarie.
Secondo quanto evidenziato dai legali, l’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della gestione dei cani di grossa taglia in contesti urbani densamente popolati. In particolare, viene sottolineata l’importanza di una adeguata preparazione e responsabilità da parte dei proprietari, soprattutto quando si tratta di animali dotati di grande forza fisica e potenzialmente difficili da contenere in situazioni impreviste.
La ricostruzione dei fatti evidenzia come l’aggressione sia stata determinata da una perdita improvvisa di controllo da parte del proprietario dell’animale, che non è riuscito a trattenere il cane nel momento critico. L’Hovawart, razza nota per la sua struttura fisica robusta, può raggiungere dimensioni e peso rilevanti, rendendo particolarmente complessa la gestione in caso di reazioni improvvise.
L’episodio di Campo San Cosmo si inserisce in un contesto più ampio di discussione sulla sicurezza negli spazi pubblici e sulla convivenza tra cittadini e animali domestici. In aree urbane caratterizzate da elevata frequentazione, la presenza di cani di grandi dimensioni richiede particolare attenzione, sia per la tutela degli altri animali sia per l’incolumità delle persone, anche perché a nulla valgono le giustificazioni che arrivano postume immancabilmente in questi casi “Di solito è sempre buono…”
Resta ora da chiarire nel dettaglio la dinamica sotto il profilo delle responsabilità, mentre la donna affronta le conseguenze di una lesione permanente che ha modificato in modo significativo la sua quotidianità. L’iter legale avviato mira a fare luce sull’accaduto e a definire eventuali responsabilità civili legate alla gestione dell’animale.

“I cagnolini della signora in questione non sono due ma tre e non sono per niente piccoli di taglia essendo tre pastori scozzesi. Purtroppo in questa zona c’è, in generale, la cattiva usanza di lasciare i cani sciolti, nessun controllo, quindi succede spesso di vedere cani azzuffarsi”
Succede sempre anche a Venezia centro storico. Soprattutto tra i Veneziani di una certa età, io tengo il mio cane sempre a guinzaglio anche se molto buono per questioni di rispetto verso chi ha paura, molte volte invece si avvicinano anche con fare minaccioso cani di piccola taglia, se provi a chiedere anche al padrone di legare o per lo meno tenere il cane ti rispondono male al 99% delle volte. Ormai la maleducazione e l inciviltà delle persone è un morbo insradicabile
Giovanni, capisco il tuo punto, ma permettimi una domanda molto semplice: chi decide che il tuo cane è “molto buono”? Tu?
Perché ogni volta che succede un fatto grave — come alla Giudecca, dove una donna ha perso un dito — il proprietario ripete sempre la stessa frase: “non aveva mai fatto nulla, è sempre stato buono”.
Il problema è proprio questo: la sicurezza negli spazi pubblici non può dipendere dall’autovalutazione del proprietario.
Se il cane, per qualsiasi motivo, reagisce in modo imprevedibile, chi paga i danni? Hai un’assicurazione che tutela chi subisce un’aggressione? Perché oggi, se il proprietario è nullatenente, la vittima resta senza risarcimento e con una vita cambiata per sempre.
E vale per tutti:
– cani piccoli che si avvicinano in modo aggressivo,
– cani grandi che possono fare danni enormi,
– proprietari convinti che “tanto è buono”.
Il guinzaglio non è un optional, è una forma minima di rispetto e di responsabilità verso gli altri.
Non è questione di avere paura: non devo dimostrare a nessuno di avere paura perché nessuno ha il diritto di mettermi in una situazione di rischio.
Finché continuiamo a basarci sul “fidati, è buono”, continueremo a leggere storie come quella della Giudecca.
Serve più responsabilità, più educazione e — diciamolo — anche regole più chiare per tutelare tutti, compresi i proprietari corretti come te.
Ma infatti, io, a differenza di molti altri scellerati proprietari di cani, il mio lo tengo SEMPRE a guinzaglio in contesti urbani, e si , solo perché la gente purtroppo è ignorante e ha paura ( ho un amstaff). Il fatto che ti dica che il mio cane é buono è perché effettivamente lo è.
È stato morso 2 volte in vita sua, sempre da cani di Veneziani attempati che lasciano i propri cani sempre sciolti, e non ha mai reagito, anzi è scappato piangendo con la coda tra le gambe, in più al lavoro da me in ristorante fuori venezia lo lascio ovviamente sempre sciolto ed è sempre buono con tutti, quindi si, il cane è buono e non ha un indole cattiva. Non ci vuole molto a capirlo.
Per il resto concordo con te, cane a guinzaglio come ho sempre e assicurazione obbligatoria per tutti, che ovviamente ho. Ma purtroppo se provi a dire a qualcuno qualcosa sul proprio cane, soprattutto se è una persona di una certa età, la prendono sempre sul personale come se stessi offendendo il figlio e smettono di ragionare.
Giovanni, la gente non è “ignorante”.
Molte persone hanno paura dei cani, punto. È una reazione emotiva, non razionale, e non tutti hanno il coraggio o la tranquillità di dirlo al proprietario. Non è facile avvicinarsi a uno sconosciuto e dire: “Scusi, guardi che io ho paura”. Spesso temono di sembrare maleducati o di offendere.
Detto questo, apprezzo molto la tua risposta: il fatto che tu tenga il cane sempre al guinzaglio in città, che abbia l’assicurazione e che ti prenda la responsabilità del contesto, ti mette già anni luce avanti rispetto a tanti altri.
Il problema, come dici tu, nasce quando qualcuno si sente toccato nell’orgoglio e smette di ragionare. Ma la convivenza funziona solo se tutti – proprietari e non – riconoscono che la sicurezza è un dovere reciproco, non un giudizio sul cane.
Oltretutto bisogna che si capisca che quando si sale su un mezzo pubblico la museruola va messa prima di salire a bordo perché con “no a serve, el xe bon” prima o poi succedono ste cose.
amo i cani ne ho sempre avuti ma questi energumeni non dovrebbero girare per le città sono un pericolo pubblico non è la prima volta che succedono fatti simili poi ci sono alcuni animalisti di mia conoscenza (sono animalista anch’io) che prendono le difese del cane che ha aggredito o massacrato un bambino o una persona ma non c’è piu coerenza?
Basta. Ogni volta la stessa storia: cane “di solito buono”, proprietario che “non se lo spiega”, e intanto una persona finisce in ospedale con lesioni permanenti. L’ultimo episodio alla Giudecca — una donna che ha perso un dito per un morso mentre portava a spasso i suoi cagnolini — è solo l’ennesima dimostrazione che le regole attuali non funzionano.
In una città come Venezia, dove gli spazi sono stretti e la convivenza è delicata, non è accettabile che chi porta in giro un cane di grossa taglia non sia obbligato ad avere una polizza assicurativa. È una misura minima di civiltà. Per guidare un motorino serve l’assicurazione, per un cane di 40 kg no. Assurdo.
E quando il proprietario è nullatenente? Quando non ha un euro per risarcire i danni che il suo animale provoca? Succede quello che vediamo troppo spesso: la vittima resta sola, senza tutele, senza un centesimo, con una vita cambiata per sempre. E il Comune? Zitto. Nessun obbligo, nessun controllo, nessuna responsabilità.
Chi sceglie di avere un cane — piccolo o grande — deve essere responsabile, preparato, e soprattutto coperto da un’assicurazione obbligatoria. Non è una punizione: è una garanzia per tutti. Perché la libertà di avere un animale finisce dove inizia la sicurezza degli altri.
Serve una riforma seria, immediata, non l’ennesimo regolamento scritto per non disturbare nessuno. Perché finché non cambiano le regole, continueremo a leggere storie come quella della Giudecca. E ogni volta ci sarà qualcuno che paga di persona, mentre le istituzioni fanno finta di niente.
sono d’accordo
L’Hovawart è un cane da lavoro, d’impiego polivalente utilizzato in molti paesi anche come cane da guardia, da difesa, nel servizio civile come cane da valanga, da catastrofe e da ricerca di persone disperse, cane da guida per ciechi, antidroga e per uso militare. Grazie all’impegno degli allevatori tedeschi nel salvaguardare la sua principale peculiarità, l’equilibrio caratteriale, l’Hovawart è anche, se ben gestito, uno splendido cane che vive in assoluta serenità in famiglia. È infatti un cane di indole buona, molto equilibrato affezionato alla famiglia e affettuoso, ma al tempo stesso sa essere estremamente protettivo, vigile e coraggioso.
Rapporto con gli umani
È un cane che ha bisogno di condividere ogni momento della vita con il suo branco umano. Mal sopporta l’essere abbandonato per lunghi periodi, per esempio in giardino. Necessita di un’educazione ferma da parte di un capobranco coerente ed equilibrato quanto lui. Pazientissimo con i bimbi (che vanno educati anch’essi), ne diverrà il miglior guardiano e difensore. È un cane che apprende con molta facilità fin da cucciolo e che può svolgere qualsiasi attività si desideri. È solitamente molto tollerante con gli altri animali di casa, che lui considera parte della famiglia e quindi da proteggere. Assolutamente ben disposto verso gli amici di famiglia, quanto guardingo e attento verso gli estranei.
Attività fisica
L’Hovawart ha bisogno di un’adeguata attività fisica e psichica. La sua duttilità fa sì che non ci siano attività che non possa svolgere con profitto. Dall’utilità e difesa, all’agility, all’obedience e a tutte le attività sportive. Grazie al grande fiuto è adattissimo alle attività di ricerca e salvataggio.
Al che si deduce che le responsabilità sono sempre dell’umano: necessario corso per ottenere un patentino e un esame psicologico.