Zaia: Stiamo entrando nella ‘fase 4’

ultima modifica: 07/11/2020 ore 07:03

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Covid, Zaia: "Abbiamo pressione su ospedali ma non emergenza"

Zaia: Stiamo entrando nella ‘fase 4’. Con nelle orecchie ancora le parole del governatore di fine ottobre: “Continuiamo a imbarcare 50 pazienti in area non critica, sono questi i reparti che fanno da riferimento per il piano di emergenza, rispetto alle terapie intensive; mancano 100 ricoverati, e tra 2 giorni il Veneto passa in Fascia 3oggi il presidente ha informato tutti che la battaglia contro il virus passa ad un livello superiore, quello, ad esempio, in cui si convertono spazi ospedalieri per adattarli alle esigenze per ricoveri Covid.
“Stiamo entrando nella fase 4, siamo in una situazione di massima turbolenza e tensione negli ospedali. Fase 4 vuole dire dare un ulteriore giro di vite. Le nostre fasi non sono collegate con le zone stabilite dal governo, non abbiniamo le due cose, chiamiamole fasi di natura ospedaliera”.
Queste le precise parole del presidente del Veneto, Luca Zaia, il quale prevede che “si dovrà raggiungere per metà di novembre il numero di 250-300 posti nelle terapie intensive anche se dà dei valori più alti” “Questa è la fase più critica, alcune province sono già entrate nelle fase 4. Siamo in fase gialla per le terapie intensive, ora 174, ma non abbiamo ancora un tasso di occupazione: siamo – ha osservato – al 16% a livello regionale contro il 40% di alcune regioni”.
Nonostante questo, però,


non pensa ad alcuna chiusura drastica, ed oggi lo ha precisato di nuovo: “Nessun progetto per micro lockdown o coprifuoco”.
“Per il momento non abbiamo nessun progetto di fare micro lockdown o micro coprifuoco”, dice il presidente del Veneto, Luca Zaia, che poi ha poi sottolineato il “Veneto farà le scelte di sanità pubblica che servono. Lo abbiamo fatto in tempi non sospetti, senza Dpcm, per il Comelico, ad esempio”.
Zaia ha poi ribadito che “la fase 4 non prevede restrizioni se non quelle ospedaliere . Non prevedono restrizioni sociali, ma è solo un tema organizzativo e un ordine mentale che ci siamo dati”.
Il presidente è poi intervenuto sulle polemiche che sovrintendono i rapporti Stato-Regioni: “Se c’è dibattito, vuol dire che c’è problema di dialogo”.
“Se non c’è dialogo – precisa -, penso che sia fondamentale ricordare che non esiste il modello ‘Bimby’, dove si mette tutto dentro, si frulla tutto per ottenere il risultato. Inutile pensare che esiste una formula magica in cui si introducono i dati – rileva – e viene fuori la zona rossa, gialla o arancione”.
Per Zaia “la verità è

che la formula magica esiste, semplicemente per avere un base su cui discutere. Per questo motivo ho chiesto che ci sia il contraddittorio con la singola regione. Io mi sono sentito col prof. Brusaferro e mi sono spiegato su alcuni punti. Immagino che, se ci fosse la volontà di istituire un tavolo di contraddittorio veloce ognuno può spiegare la propria situazione”.
Per esempio, conclude, “se la formula indica la zona arancione si potrebbe replicare con qualche osservazione. Magari, replicando ‘per noi è giallo perché facciamo tanti tamponi rapidi che non vengono considerati e che sono ‘caricati’ con tutti i positivi sui tamponi molecolari’. E quindi la curva non è come appare, ma tutt’altro”.
Infine, un messaggio anche visivo sulla delicatezza del momento: “Da oggi parlo con mascherina sul viso”.
“Tengo su la mascherina perché penso che sia un segnalare da dare: da oggi la metto in conferenza stampa perché da stamane con il dpcm i ragazzi che continuano ad andare a scuola devono usarla”, dice Luca Zaia. “Penso che sia un fatto di equità – conclude – e di volontà di dare un segno”.


(articolo: coronavirus/covid, luca zaia venezia n. 061120)

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