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sabato 16 Ottobre 2021

Zaia spiega tutta la pandemia in Veneto in V Commissione Sanità Regionale

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Zaia ripercorre momento per momento tutte le fasi della pandemia in Veneto davanti alla Quinta commissione del Consiglio Regionale per rispondere alle polemiche sorte sulla seconda ondata del Covid, come richiesto dalle opposizioni.

Il presidente Luca Zaia ha parlato in diretta a mezzogiorno di oggi davanti alla quinta commissione del Consiglio Regionale sulla seconda ondata del Covid, come richiesto dalle opposizioni. A braccio, senza discorsi preparati “Tanto i numeri ce li ho tutti in testa”, il governatore ha spiegato l’evoluzione della pandemia in Veneto e le decisioni prese.
Zaia si è presentato chiedendo di avere pazienza per la lunghezza dato che avrebbe parlato di tutti i temi su cui si sono alzate polemiche di recente dopo la puntata di Report: tamponi rapidi, asintomatici registrati per default dal sistema, terapie intensive, eccetera.
L’esposizione del presidente è partita dalle prime ore, quelle della scoperta del virus: “Senza mascherine, perché non avevamo mascherine, davanti ad un nemico di cui non si sapeva nulla, con la paura di morire… perché questa era la situazione nelle prime ore”.
“Il sottoscritto dovette chiudere le scuole, il Carnevale che era in corso. In quella fase c’era chi diceva che era una sindrome simil-influenzale e gli esperti per televisione dicevano che le mascherine non servivano. Bisogna dire la verità: al professor Andrea Crisanti va il merito della macchina per fare i tamponi, e quella sera sono stato io a decidere i 3.500 tamponi a Vo’ dopo la morte di Adriano Trevisan.”.

SUI TAMPONI
“La sera della riunione, ormai lo sapete, perché l’ho detto un miliardo di volte, ma c’è ancora qualcuno che non l’ha capito nei meandri della stupidità umana, quella sera io ho deciso, contro il parere del tavolo, contro il parere del tavolo che si era riunito, di praticare i 3500 tamponi a Vo'”.
E’ stata una azione presa “contro il parere del tavolo – rimarca – perché giustamente la dottoressa Russo mi disse: ‘ma, scusi, l’Oms non dice di fare i tamponi a tutti gli asintomatici, ma di farli solo a coloro che hanno sintomi e quali erano quelli con i sintomi?'”
L’esito della decisione di Zaia fu che “quei tamponi riscontrarono la bellezza di 88 o 83 positivi asintomatici che noi andammo a isolare nelle loro abitazioni e che poi nei 10 giorni di isolamento erano una decina, allora, una decina di giorni dopo, si negativizzarono”.
“Poi siamo stati i primi a parlare di tamponi rapidi, ma non è che siamo stati i primi perché dovevamo far così, ma perché il mondo intero corre più di noi: il mondo intero, quando noi approvavamo ufficialmente i tamponi rapidi di prima generazione, stava già pensando alla terza generazione”.
“Oggi il mondo intero pensa all’immunofluorescenza, pensa a tutta una serie di nuove tecnologie che stiamo acquistando – aggiunge Zaia – perché la diagnostica, l’abbiamo capito tutti, funziona così”.

IL VENETO NON SI E’ FATTO IMBROGLIARE
“Ci siamo dati da fare a trovare le mascherine e voglio ricordare che questa Regione, gli scatoloni vuoti non li ha mai pagati, le aziende che hanno bidonato il Lazio o da altre parti, da noi sono venuti a fare la proposta e se ne sono tornati a casa, noi non abbiamo avuto nessun guaio sotto questo punto di vista”.
Le spese per combattere la pandemia, rileva, “superano abbondantemente ormai 700 milioni di euro: abbiamo dovuto recuperare mascherine, abbiamo dovuto comprare i respiratori. Abbiamo cercato di fare di tutto – ricorda il Governatore – abbiamo comprato respiratori, siamo stati anche in Svizzera a comprare i respiratori, anche se era proibito. Non si può dire? Era proibito, ma siamo riusciti ad avere anche una commessa dalla Svizzera, ufficiale, pagata, tutto, potete chiedere tutte le carte che volete: 50 respiratori, perché prima viene la vita dei veneti”.

“NON ACCETTO CHE SI ACCOSTINO I MORTI AD UNA NOSTRA INCURIA”
“Alcuni processi sono inspiegabili e non potrò mai accettare, per la difesa della mia reputazione e quella della mia squadra, che qualcuno accosti l’incuria, la mancanza di rispetto per le persone o altro, alle mortalità, perché vi posso garantire che ho già iniziato con qualche persona che ho denunciato e porterò fino al giorno che avrà vita fino all’ultimo giudizio, perché accetto tutto, accetto le critiche, ma non esiste questo venticello dell’accostamento malizioso morti – incuria: con me non funziona”.
Per concludere il discorso: “Quindi – rivolgendosi ai consiglieri regionali di opposizione – abbiate le palle di andare in Procura a presentare una denuncia”.

La seduta viene aggiornata per la sanificazione dei locali.

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Redazione
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