Zaia chiede sforzo ai medici di base per la scuola: “Qualcuno non è disponibile”

ultimo aggiornamento: 20/08/2020 ore 16:57

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Zaia chiede sforzo ai medici di base per la scuola: "Qualcuno non è disponibile"

Zaia, presidente della Regione Veneto, ha parlato oggi di scuola, di riaperture ed ha spiegato l’impegno che sarà previsto per i medici di base: “Chiediamo loro uno sforzo per test ai docenti”.

E’ un vero e proprio appello quello lanciato oggi dal governatore del Veneto, dopo l’accordo che il Governo ha fatto con le rappresentanze di medici di base per i tamponi al personale della scuola prima della ripresa delle lezioni.


“Chiediamo un ulteriore sforzo ai medici di base, che sono fondamentali, perché ci aiutino a creare quel network sul territorio per testare tutti i docenti e gli operatori prima dell’avvio delle scuole in Veneto. Si tratta di circa 95.000 persone: diviso per il numero dei medici, significa non più di 20 test rapidi ciascuno”.

“Il Governo ci ha detto di avere fatto un accordo con tutti i medici di base, abbiamo qualcuno però – ha aggiunto Zaia – che non si rende disponibile. Io faccio appello ai nostri medici perché ci aiutino a realizzare questo network per la scuola nel territorio”.

Per gli insegnanti che provengono da fuori Veneto, e non hanno quindi a disposizione il proprio medico di base, “la Regione, con le Ulss, ha detto Zaia, da’ piena disponibilità a far loro i tamponi”.


Il governatore ha anche parlato del problema dei contagi tra vacanzieri: “Siamo passati da una fase di ordinarietà ad una di straordinarietà” ha detto oggi il presidente della Regione.

Quello dei contagi tra i turisti rientrati dalle vacanze all’estero continua ad essere il fronte che preoccupa di più il Veneto nell’emergenza Covid.

“Dalla Croazia – ha riferito, citando gli ultimi dati – sono stati trovati al rientro 35 turisti contagiati solo a Treviso, gente che non si conosceva. Non faccio allarmismo, ma il dato è preoccupante”.

L’emergere di nuovi focolai, e il tracciamento dei contatti dei nuovi infetti, ha portato quasi al raddoppio degli isolamenti in Veneto, rispetto al 18 maggio – 3 mesi fa – data della fine del lockdown: da 3.870 soggetti a 6.565. “E’ l’effetto delle misure di sanità pubblica, il cosiddetto contact tracking – ha spiegato Zaia – anche perché se non fai i tamponi, e qualcuno, sembra non capirlo, non li trovi i positivi”.

Nella regione il dato dei positivi dall’inizio dell’epidemia è salito oggi a 21.534 2.584 in più rispetto sempre al 18 maggio scorso. I positivi attuali sono 1789, pari al 27% delle persone in isolamento.

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