Zaia 2, ecco la squadra. Presentata nuova Giunta Regionale

ultimo aggiornamento: 30/06/2015 ore 08:02

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E’ cominciata la seconda legislatura dell’era Zaia in Veneto.
Il governatore leghista, trionfatore nelle elezioni del 31 maggio scorso, ha presentato la nuova squadra: 10 assessori, con due sole conferme e 8 nomi nuovi.
Una formazione giovane (età media 45 anni), con tre donne nei posti di comando.
Sostanzialmente un ‘monocolore’ zaiano, perchè – al di là dei riferimenti alla Lega o alla lista del presidente – tutti gli assessori sono stati scelti personalmente da Zaia.
Il quale stavolta – l’aveva detto a risultati acquisiti – non vuole le brutte sorprese del ‘fuoco amico’, che nella scorsa legislatura arrivarono dai leghisti passati nelle truppe di Flavio Tosi.
Rischi non dovrebbero essercene in questo senso per il presidente riconfermato, che presentando il programma di 183 pagine nell’aula del Consiglio regionale – un cambio di tradizione e un omaggio al lavoro dell’assemblea legislativa – ha sottolineato che il nuovo esecutivo vuol “mettere al centro il lavoro, in una regione che ha ancora 170mila disoccupati e il 17% dei giovani senza lavoro”.

La decima legislatura del Veneto si è aperta all’insegna del bon ton istituzionale. La capogruppo del Pd, Alessandra Moretti, sua sfidante nella corsa alla presidenza, ha garantito che “non saranno eretti muri” e che la maggioranza troverà “un ponte nell’opposizione” se oltre alle parole proporrà con coraggio politiche “che portino ad un nuovo sviluppo”.
“Noi non scommetteremo sul vostro fallimento – ha aggiunto Moretti – ma sul progresso di tutto il Veneto: saremo un’opposizione severa ma costruttiva”.

Anche il presidente del Consiglio Veneto, l’ex assessore Roberto Ciambetti (altro uomo fidato di Zaia), ha osservato che “la buona amministrazione non è un problema di casacca politica, ma di intelligenza, onestà e capacità”.
Quindi la presentazione dei dieci assessori: oltre al vicepresidente di giunta, Gianluca Forcolin, compongono l’esecutivo Giampaolo Bottacin, Federico Caner, Luca Coletto (uno dei due confermati, avrà ancora la sanità), Cristiano Corazzari, Elisa De Berti, Elena Donazzan (l’altra confermata, all’istruzione e al lavoro), Manuela Lanzarin, Roberto Marcato, Giuseppe Pan.
Elena Donazzan è l’unico assessore rimasto per Forza Italia, che come Pdl contava su altre quattro poltrone nella precedente giunta Zaia. Ha prevalso, per come ha gestito la delega della formazione professionale, sull’altro ex assessore azzurro rimasto in corsa, il veronese Massimo Giorgetti.


Zaia ha cooptato ben 4 esterni (cioè non eletti) per i 10 nomi della nuova squadra: Pan, Caner, Corazzari e De Berti. La prima short-list del Veneto del futuro Zaia l’ha delineata con 18 progetti di legge a sua firma già depositati in Consiglio, accorpati per materia perchè siano posti velocemente all’esame delle commissioni: si va dall’introduzione della questione di fiducia, ai tagli dei costi della politica (come l’abrogazione dei vitalizi), dallo stop alla cementificazione alla nuova governance nelle politiche socio-sanitarie.
“Nessuno – ha detto Zaia – deve pensare a gettare la spugna e a fare per cinque anni il curatore fallimentare del Veneto: cercheremo di continuare il lavoro impostato, sapendo che non siamo usciti dalla crisi”. “Questa istituzione – ha concluso, rivolgendosi all’assemblea regionale – deve essere a fianco dei cittadini anche avendo opinioni diverse. Dobbiamo pensare ai veneti mentre siamo chiamati a traghettare il Veneto da oggi fino al 2020”.

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