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Elezioni USA, vittoria storica per Obama. Ora le grandi sfide da affrontare.

La corsa del democratico Barack Hussein Obama è terminata con il classico happy end a cui gli americani sono tanto affezionati nei loro film.
Nonostante gli ultimi sondaggi lo definissero in vantaggio, la sua vittoria è sentita dalla gente di ogni nazione quasi come un miracolo, un segno che preannuncia una nuova era di feconda collaborazione tra paesi e razze, mentre nei giornali di tutto il mondo la sua foto viene accostata al titolo Mr. President e al numero 44.
Il 44° inquilino della Casa Bianca, il 1° a essere di colore.
Stamani Obama ha salutato la nazione con un discorso commovente, all’insegna dell'unità  e della collaborazione che intende avere anche con il suo ex avversario, il repubblicano John Mccain.
Si è complimentanto per l’impegno e l’attaccamento al paese che Mccain ha dimostrato con il suo lavoro, non solo nella campagna elettorale: "ha fatto più di quanto possiamo immaginare".
Ciò che ha conquistato i milioni di elettori di Barack Obama è, senza dubbio, la capacità  di comprendere la classe media e l’umiltà . L’umiltà  delle sue origini, l’umiltà  delle sue parole, l’umiltà  dei suoi impegni a favore degli emarginati.
L’umiltà  e un sogno, quello che Obama incarna nel suo stesso corpo, nella sua faccia pulita e nelle sue parole, il sogno che le cose possano cambiare. Perché la gente non ha mai smesso di credere nei sogni, e in un futuro migliore del presente.
Il primo segno di questo cambiamento negli Stati Uniti, nel mondo, è stata la sua candidatura. Abbiamo iniziato ad accarezzare l’idea che potesse accadere, ma senza sperarci troppo.

Da gennaio Obama dovrà  dimostrare ai suoi elettori di essere all’altezza del compito assegnato, di saper portare il peso di essere l’uomo più potente del pianeta.
Noi della Voce di Venezia gli facciamo i nostri migliori auguri, nella speranza che Barack non passi alla storia solo per il primato della sua elezione, ma per le opere e il lavoro che sarà  in grado di svolgere negli anni a venire.
Il prossimo presidente si troverà  in una posizione difficile, non deludere le aspettative che la gente ha riposto nella sua elezione.
Non sarà  semplice ma "Yes, we can", le parole magiche che hanno trasformato il sogno in realtà .

Giorgia Pradolin

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