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Provate ad immaginare come sarebbe un mondo nel quale le donne non potessero né istruirsi né parlare, con il rischio che l’intera popolazione possa ridursi così: si ritornerebbe quasi al Medioevo, non credete? È questo lo scenario distopico ed apocalittico di ”Vox” (Editrice Nord, pagg. 416, €19,00), il romanzo d’esordio dell’americana Christina Dalcher, un libro politically scorrect, che intimorisce, appassiona e fa riflettere.

Jean McClellan, famosa dottoressa specializzata in neurolinguistica e con lei tutte le donne americane, sono state zittite dallo Stato: hanno un braccialetto contatore e possono dire solamente cento parole al giorno, non una di più. Anche per le bambine, come la figlia di sei anni e tutte le ragazze, è proibito studiare e fare carriera.
Jean e tutti gli altri esseri umani di sesso femminile, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare anche al passaporto, al conto in banca, al lavoro.
Per uno strano caso però, la dottoressa si ritroverà ad essere l’unica in grado di ribellarsi: per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne.

Sentirsi prigionieri nel Paese in cui si vive, topi in trappola, con una via di fuga molto lontana. È questa l’atmosfera che si respira in Vox, dove la parola, il linguaggio e la capacità di esprimersi sono tutto.
Spesso non ci rendiamo conto come comunicare, avere una conversazione con un’altra persona e poter imprecare quanto si vuole, significhi libertà. Be, questa libertà, il semplice vivere, per la protagonista del romanzo e le altre appartenenti al genere femminile, è molto faticoso.

Per gli Stati Uniti, chiaramente guidati da un presidente post era Obama, un ultra conservatore e burattino di un sistema religioso bigotto, la donna non deve essere acculturata, deve solamente badare alla propria casa e alla famiglia. ”Di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio”, come dice la lettera ai Corinzi contenuta nella Bibbia, l’unico libro che anche le donne possono leggere.

Parole forti, riflessioni di dovere. Vox non è una lettura facile ne tantomeno un libro da leggere in mancanza d’altro, è la cruda immaginazione, è uno scenario che è bene rimanga ancora alle pagine di un libro, ma fa riflettere sulle privazioni, sull’importanza delle cose semplici e su quanto le donne siano fondamentali.

Vox non è femminista, ma è inno alle donne, alla potenza del linguaggio, al bisogno del comunicare, rispecchia un po’ l’atmosfera già contenuta in ”Il racconto dell’ancella”, di Margaret Atwood, ma è molto più vicino alla realtà (nella sua distopia). Ci si arrabbia, si parteggia, si seguono le vicende con il fiato sospeso e soprattutto ci si appassiona!
Consigliato, alle donne e agli uomini, ovviamente!

Alice Bianco
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Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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