Ugl Polizia Veneto: pronti a collaborare e formare i volontari del Controllo di vicinato

ultimo aggiornamento: 08/10/2015 ore 20:51

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Non avevamo dubbi che la politica dimostrasse, ancora una volta, di essere ottusa nelle scelte.
L’ennesima dimostrazione l’abbiamo notata anche a Spinea (Venezia).

Da poco tempo si è costituito il “Controllo di Vicinato” una forma di vigilanza fatta da comuni cittadini che hanno a cuore la sicurezza della propria casa ma anche della propria città o quanto meno della propria zona di residenza.

L’amministrazione comunale, invece di iniziare a collaborare con una realtà che è presente in moltissimi comuni d’Italia ed è strutturata a livello nazionale e che ha ottenuto anche il consenso di prefetti, questori, comandanti dei carabinieri e sindaci, ha pensato “bene” di creare una sorta di doppione istituzionale.


Come sindacato di polizia, da tempo ci stiamo battendo per aumentare la sicurezza dei cittadini proponendo alle istituzione valide idee e progetti, ma di fronte a quanto accaduto nel comune del miranese, ci sentiamo in dovere, in primis da cittadini, di dare un contributo all’attività di prevenzione dei reati, anche attraverso la valorizzazione di forme di controllo sociale, come appunto il controllo di vicinato, e per questo valuteremo nei prossimi giorni se proporre e sottoscrivere un protocollo d’intesa a livello regionale tra noi e l’Associazione del “Controllo del Vicinato”, che vede risiedere a Spinea una responsabile per ben tre province del Veneto, Antonella Chiavalin.

Il progetto, a nostro parere, dovrebbe prevedere un modello organizzativo di supporto alle attività dell’Associazione, in base al quale i cittadini che aderiranno ai cosiddetti ‘Gruppi di Controllo del Vicinato’ potranno svolgere un’attività di mera osservazione riguardo fatti e circostanze che accadano nella propria zona di residenza, ad esempio, passaggi sospetti di macchine o di persone, allarmi, rumori.

Vogliamo aiutare a “formare” questi cittadini volenterosi ad essere “non distratti” ma sempre vigili e pronti a saper valutare se sia o meno il caso di chiamare le forze dell’ordine, che ripetiamo, sono le uniche chiamate a garantire la sicurezza dei cittadini. Insegneremo ad essere smaliziati, ad annotare come prima cosa un numero di targa e a scriverlo subito per non dimenticarlo, e così via. Quindi grazie al nostro contributo professionale, andremo a vietare in ogni modo qualsiasi iniziativa personale, ovvero qualunque forma, individuale o collettiva, di pattugliamento del territorio e di interventi fai da te.


I cittadini del “gruppo di Controllo del Vicinato” dovranno in pratica solo comunicare le informazioni alle Forze di Polizia, attraverso i numeri 112 e 113, a breve sarà solo il 112 come numero unico di emergenza, ovvero alla Polizia locale, astenendosi in ogni caso dall’assumere comportamenti incauti e imprudenti che metterebbero a rischio la propria incolumità. Quindi andremo a formare non cittadini eroi, ma solo cittadini attenti e collaborativi.

I sindaci, in teoria, dovranno poi sensibilizzare i cittadini all’attuazione del progetto, favorendo la costituzione di una “rete” di comunicazione tra volontari così da poter essere sempre informati e aggiornati su ciò che accade.
Sarà nostra intenzione, infatti, poter sperimentare questa forma di collaborazione e supporto a livello regionale con i vari gruppi di “Controllo di Vicinato”, per poi esportarla a livello nazionale in caso di riuscita, ma non abbiamo dubbi che questo accadrà.

Oltre a tutto questo, crediamo che questo sia anche un modo valido e concreto, per avvicinare i cittadini alle forze dell’ordine, aumentando così la fiducia nei loro confronti.

UGL POLIZIA DI STATO
Vice Segretario Nazionale
Mauro Armelao

08/10/2015

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