Via Quota 100 dice l’OCSE. Intanto rinviata lotteria degli scontrini ed è scontro per la Tampon Tax

ultimo aggiornamento: 28/11/2019 ore 12:30

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Manovra nel caos. Quota 100, Cuneo fiscale, Tassa sulla fortuna, rincari sul fumo, Plastic tax, ecc

“Via Quota 100!”. Ritorna lo stillicidio di notizie per chi si stava avvicinando alla pensione con questo strumento introdotto dal governo Salvivi – Di Maio.

OCSE

l’OCSE boccia la cosiddetta Quota 100 e chiede all’Italia di “limitare i pensionamenti anticipati”.

L’OCSE cos’è? E’ un’organizzazione internazionale che promuove politiche per la crescita economica negli stati membri e non. Non è un organo politico internazionale ne’ di indirizzo.

L’OCSE oggi dichiara che l’Italia deve far salire l’età effettiva di uscita dal lavoro: nella scheda sull’Italia allegata al Rapporto “Pensions at a Glance 2019”, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha segnalato come l’età effettiva di pensionamento in Italia sia a 62 anni, di due anni inferiore a quella media dei paesi Ocse e di cinque più bassa rispetto all’età legale di vecchiaia (67 anni dal 2019).

L’aumento dell’età pensionabile effettiva in Italia – sottolinea l’Ocse – “dovrebbe essere la priorità, evidenziando la necessità di limitare il pensionamento anticipato agevolato e di applicare debitamente i collegamenti con l’aspettativa di vita”.

Il nostro Paese spende nel sistema pensionistico il 16% del Pil, il secondo livello più alto nell’area. E’ nascosta tuttavia la relazione che si avrebbe con un Pil più alto come viene auspicato da più parti dovrebbe essere in Italia.

PENSIONI E LAVORO

L’Organizzazione segnala anche le difficoltà nel mercato del lavoro italiano, con i bassi tassi di occupazione dei giovani e degli anziani che produrranno in futuro livelli più bassi di prestazioni pensionistiche dato che queste sono legate strettamente ai contributi versati.

Bisogna “concentrarsi – si legge – sull’aumento dei tassi di occupazione, in particolare tra i gruppi vulnerabili, il che ridurrebbe l’utilizzo futuro delle prestazioni sociali di vecchiaia”. Nel mercato del lavoro italiano c’è una percentuale di lavoro temporaneo e part time che generalmente dà guadagni più bassi, più alta rispetto alla media dei paesi Ocse.

“Queste forme di lavoro – avverte l’Ocse – aumentano il rischio di basse pensioni future dato che il sistema italiano collega strettamente le pensioni ai contributi. Inoltre i tassi di occupazione di giovani e anziani in Italia sono ancora bassi con il 31% di giovani tra i 20 e i 24 anni al lavoro contro il 59% medio Ocse e il 54% tra i 55 e i 64 anni contro il 61% della media Ocse. Anche questo rischio di carriere incomplete pesa sulla pensione futura”.

Infine l’Ocse ricorda l’alta percentuale di lavoro autonomo nel nostro Paese “Più del 20% dei lavoratori sono autonomi – si legge – a fronte del 15% nei paesi Ocse”. E se nella media Ocse questi lavoratori hanno pensioni mediamente più basse del 22% rispetto ai lavoratori dipendenti in Italia c’è il divario più grande con una differenza che supera il 30%.

PLASTIC TAX – TASSA SULLA PLASTICA

Intanto le ultime in arrivo dalle stanze in cui si lavora per la manovra parlano del taglio di netto alla tassa sulla plastica e di una riduzione delle “microtasse” di circa un miliardo, oltre al rinvio a luglio del
la lotteria degli scontrini con lo stop alle multe per i commercianti che non aderiscano.

Le commissioni di Camera e Senato che esaminano decreto fiscale e legge di bilancio sono ferme: si tenterà un’accelerazione nel fine settimana. Ma non è detto che si riesca, sia perché c’è chi, come Italia viva, già fa sapere di non accontentarsi, sia perché ci sono coperture ancora da trovare.

E cresce l’allarme tra chi vede a rischio le sue proposte, come le deputate di maggioranza che fanno appello al ministro Roberto Gualtieri per mettere “in salvo” il loro emendamento per la “tampon tax”, la riduzione dell’Iva sugli assorbenti.

Ad agitare gli animi ci sono anche temi come il carcere agli evasori, su cui prosegue il braccio di ferro.

Sulla plastica, intanto, il governo sembra mettere un primo tassello, accogliendo le indicazioni delle aziende, concentrate in particolare in Emilia Romagna. Un emendamento dovrebbe tagliare l’imposta del 70% ed escludere non solo la plastica compostabile e biodegradabile, ma anche quella riciclata e tutti i dispositivi medici e gli imballaggi di medicinali, incluse le siringhe.

Di più, Gualtieri, che annuncia un “piano nazionale per la plastica sostenibile”, starebbe lavorando per rafforzare gli incentivi per la riconversione della produzione verso riciclo e riuso (c’è già un credito d’imposta del 10% fino a 20mila euro).

Se si somma al “quasi azzeramento” dell’imposta sulle auto aziendali, si arriva a una riduzione delle microtasse in manovra di circa 1 miliardo, con coperture ancora da indicare (ma si conterebbe sul miglioramento delle entrate fiscali).
A Iv però non basta: la richiesta è abolire del tutto la plastic tax.

I lavori sulla legge di bilancio dovrebbero entrare nel vivo nel fine settimana, al Senato, per arrivare in Aula come previsto il 3 dicembre. Quasi una “mission impossible”, che però permetterebbe (come chiede anche il capogruppo Pd Andrea Marcucci) di approvare la legge di bilancio in tre letture e rinviare alcune delle modifiche alla Camera, per poi tornare al Senato per il via libera, magari tra Natale e Capodanno.

Anche a Montecitorio si proverà nelle prossime ore un’accelerazione sul decreto fiscale, per portarlo in Aula venerdì (e approvarlo con probabile voto di fiducia). Ma non solo i tempi sono assai ristretti: restano ancora da sciogliere diversi nodi, a partire dalle modifiche alla norma sul carcere e la confisca per gli evasori, su cui una riunione registra una nuova fumata nera.

Si va verso invece verso un’intesa sull’allentamento alla stretta sugli appalti. Per gli enti locali arrivano 100 milioni in manovra e un aumento a 1400 euro degli stipendi dei sindaci di piccoli comuni. Mentre potrebbe diventare una detrazione, la “tampon tax” su cui Laura Boldrini e altre deputate annunciano battaglia al grido di “il ciclo non è un lusso”.

Abbassare l’Iva dal 22% al 10%, oltre a costare oltre 200 milioni, ha infatti dei problemi tecnici: l’idea è introdurre in manovra una detrazione delle spese per assorbenti in proporzione al reddito.

Tra le modifiche annunciate c’è poi lo stop alle multe legate alla lotteria degli scontrini, che partirà da luglio e non da gennaio.

E ancora: la possibilità per le imprese di continuare a compensare eventuali debiti fiscali con i crediti vantati nei confronti della P.a, semplificazioni per chi accetta pagamenti con carte e bancomat. E modifiche attese come 900 borse di studio in medicina e 315 assunzioni all’arsenale di Taranto.

In arrivo anche il nuovo calendario del 730 che si dovrà inviare non più entro il 23 luglio ma entro il 30 settembre.

(per approfondire: Quota 100)

Riproduzione Riservata.

 

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