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Venezia e i trolley, alberghi: “Sconcerto tra i turisti”

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turisti con trolley a venezia light

Una vicenda all’italiana, anzi alla “veneziana”.
Partiamo dall’inizio: i quotidiani riportano una nota di indirizzo contenuta nel regolamento edilizio in discussione al Comune di Venezia in cui si parla di merci movimentate su carri le cui ruote fanno danni. Per evitare polemiche citiamo testualmente l’articolo interessato:
“…A tutela della pavimentazione esistente e del pregio storico testimoniale che rappresenta nonché ai fini del contenimento dell’inquinamento acustico in zone urbane abitate, in tutto il Centro Storico della Città Antica e delle Isole – a prescindere dal tipo di pavimentazione – è vietato l’uso di mezzi di trasporto per materiali, cose e persone su ruote che non siano su gomma/pneumatico gonfiato ad aria o liquido. Tale divieto è esteso ai mezzi a ruota che svolgono servizio di trasporto bagagli e merci (pubblico e privato), nonché ai soggetti privati che trasportano al traino od a spinta su sistemi a ruota effetti personali (valige, trolley, carrelli, carretti di vario genere, ecc.)…”

La notizia scoppia come una bomba. L’improvvida espressione, usata un po’ ingenuamente nel documento, deflagra venendo ripresa dalle agenzie di tutto il mondo.
Il Comune se la prende con il Gazzettino individuandolo come responsabile di aver divulgato un “falso scoop, una interpretazione fantasiosa…”, tanto che il Direttore Generale del Comune, Marco Agostini, attacca pubblicamente il responsabile di redazione su Facebook, con forma e toni personali che più frequentemente si incontrano nelle coppie di ragazzini che litigano, piuttosto che in una dimensione istituzionale pubblica, con tanto di punti esclamativi ripetuti ( !!!! ) ed espressioni che lasciano trasparire un’emotività dirompente ” Vergognati!!! “.

Ieri in un’intervista al Corriere , il Commissario Straordinario del Comune di Venezia Zappalorto, da persona ponderata e coerente, ha chiarito che: «Quella dei trolley non è solo una questione di rumore. Scassano i masegni, scassano i ponti, scassano la città. Quando abbiamo preso in mano i conti, abbiamo visto che si spendono centinaia di migliaia di euro per la manutenzione. una cifra esorbitante».
Zappalorto rilancia l’idea di ridurre l’impatto dei trolley di 23 milioni di turisti l’anno che vengono all’assalto della città: «I famosi trolley che potrebbero davvero sparire in favore di porta-trolley, magari firmati da qualche maison: «Dare solo sei mesi di tempo per adeguarsi sarebbe stato troppo poco. Con un tempo più ampio, due o tre anni, le aziende potrebbero attrezzarsi in vista di un cambio così importante di comportamenti».

Quindi l’idea c’è. E’ solo un’idea, sia ben chiaro.
Intanto però gli albergatori dichiarano che pervengono decine di mail agli hotel, telefonate, richieste allarmate.
“Ma possiamo arrivare a Venezia con il trolley?”
Gli hotel minacciano un danno arrecato per il potenziale pericolo che i turisti possano disdire e cambiare meta.

Ava (Associazione veneziana albergatori) ha inviato ieri una nota ai tour operator e alle agenzie: «I trolley sono ammessi in laguna», ma associazioni e organizzazioni che da anni combattono per la salvaguardia della città plaudono l’orientamento del Commissario Zappalorto.

La vicenda sta prendendo la forma di battaglia di principio: nei prossimi giorni vedremo dalla piega che prenderà se è vero – come ha confessato ieri il Commissario – che la città è in mano a determinate categorie (tra cui proprio gli albergatori), oppure se è più forte la voce di coloro i quali hanno a cuore Venezia.

Paolo Pradolin

26/11/2014

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