Venezia, trasporti e studenti, Baldin e Visman (M5S): «Si avvicina il 14 settembre senza regole certe e organizzazione»

ultimo aggiornamento: 01/09/2020 ore 21:10

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«Dal 14 settembre i mezzi pubblici torneranno ad essere affollati e le famiglie degli studenti non sanno ancora se i mezzi avranno una capienza ridotta o al 100%. È una situazione surreale.» Si sono espresse con preoccupazione Erika Baldin, consigliera regionale e candidata del M5S e Sara Visman, candidata sindaca di Venezia per il Movimento 5 Stelle, sul ritorno a scuola per migliaia di studenti, che a pochi giorni dall’avvio delle attività didattiche non hanno avuto ancora chiarezza: «Le famiglie devono avere risposte concrete per evitare che i figli possano rischiare la salute e avere disagi a causa dei mezzi troppo affollati. – hanno detto le due candidate – A 2 settimane dall’inizio della scuola si brancola nel buio.»

Secondo Baldin e Visman è necessario, infatti, scongiurare situazioni di caos all’interno dei mezzi e di noncuranza delle regole: «Il 29 agosto un cittadino ci ha segnalato che ha chiesto l’intervento della polizia locale per l’assenza del gel igienizzante in diversi mezzi ACTV. – hanno spiegato Baldin e Visman – Ma un ispettore lo ha redarguito minacciando l’accusa di interruzione di servizio pubblico. Secondo noi i cittadini vanno ascoltati e a prescindere dalla normativa, le misure igienico-sanitarie per evitare il contagio vanno rispettate soprattutto in vista del rientro a scuola che porterà sui mezzi tantissimi ragazzi veneti e veneziani.»


Secondo le due candidate del M5S infatti serve chiarezza: «I cittadini hanno bisogno di direttive certe e pensiamo che ACTV, essendo una partecipata del Comune, debba coordinarsi con le scuole del territorio per stabilire un’organizzazione che possa riportare i nostri ragazzi a scuola in completa sicurezza. Si potrebbe pensare, inoltre, a una linea di trasporto acqueo dedicata agli studenti» Il tempo però, secondo Baldin e Visman, ormai è poco: «Mancano 14 giorni all’inizio della scuola e il TPL non sembra sufficientemente attrezzato per affrontare i flussi che si presenteranno.»

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