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venerdì 22 Ottobre 2021

Venezia tra puzza, alghe e banchi di pesci morti: una situazione che peggiora

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Venezia tra puzza, alghe e banchi di pesci morti: situazione peggiora
Ne avevamo parlato giorni fa: Venezia e zone limitrofe (a seconda dei venti) avvolti nella morsa di un odore insopportabile dovuto alla putrescenza di alghe. Il nostro post aveva stimolato diversi commenti tra cui quello di Amedeo Lombardo.

Il nostro lettore ci informava così: “Ieri vogadina sora barena davanti campalto….. aria irrespirabile, acqua marcia colore maron scuro , e purtroppo tanti siegoli e gransi morti ….”.

Amedeo proseguiva: “Credo che questo fenomeno alga sia molto aiutato dal Mose con interamento degli archi del Ponte della Liberta e di conseguenza poco circolo di acqua in quelle barene…. comunque prepariamoci ad una nuova moria di tonnellate di pesci da barena in arrivo…”.

Non siamo in grado di dare pareri tecnici sul Mose o sui piloni del Ponte Littorio, ma possiamo senz’altro apprezzare l’esperienza di Amedeo (evidentemente veneziano DOC) confermando la sua previsione: aveva ragione.

I giornali hanno incominciato ad interessarsi al problema nei giorni successivi pubblicando articoletti sul tema e oggi un quotidiano in edicola titola: “Morìa di pesci in laguna”.

Non è compito di un piccolo giornale online indicare soluzioni o richiedere interventi, ma constatare che nessuno si sta muovendo per affrontare il problema, come giustamente sottolineano altri nostri lettori, sì però.

Valeria: “Io abito a Mestre ma l’odore ieri sera era insopportabile se cominciamo così a maggio ci toccherà girare con la maschera antigas”. Martina: “Assumete personale, disoccupati in barca e con una pala e rastrello si strappano le alghe staccate al muro tanto difficile da organizzare ???!”. Valeria: “Negli anni ottanta hanno assunto personale per togliere le alghe”. Sabrina: “Ogni anno è cosi….ogni anno non fanno niente!”. E via dicendo.

Un gioco di correnti diventato blando che favorisce la ristagnazione delle acque, la temperatura elevata (in anticipo rispetto agli anni scorsi) dell’acqua, la scarsa ossigenazione dovuta anche alla prolificazione delle alghe perniciose… d’accordo: abbiamo le cause.
Ma poi che cosa si intende fare?
Nessuno risponde. Uffici comunali, portavoci, uffici stampa: nessun commento in merito.

L’Arpav intanto fa sapere di aver monitorato alcune aree lagunari per verificare l’anossia, cioè l’ossigenazione insufficiente delle acque. Sono stati raccolti dati e prelevati campioni che in questo momento sono analizzati dai laboratori.

Sembra che la situazione peggiore si verifichi nelle acque lagunari dell’area antistante al parco di San Giuliano. E’ infatti da quei luoghi che arrivano la maggior parte delle segnalazioni dei lettori per l’aria maleodorante. Seguita a ruota dalla linea di Campalto fino a Tessera.

Tappeti di alghe in putrescenza, fondali bassi per una particolare configurazione meteorologica, “morto d’acqua” con scarso ricambio sono le cause indicate. Ma ora oltre a rendere l’aria irrespirabile constatiamo che si sta sconvolgendo l’ecosistema della laguna. Da ieri, infatti, vengono avvistati con frequenza preoccupante banchi di siegoli galleggiare in superficie, pesci morti della famiglia dei cefali.

Gli esperti dell’Arpav chiariscono anche che, rispetto agli anni scorsi, il fenomeno dell’anossia in laguna sarebbe in anticipo di circa un mese. Ma noi (e i lettori con noi) preferiamo concentrarci su un altro punto: qualcuno intende fare qualcosa?

► Puzza e cattivo odore a Venezia? E’ colpa del Sargasso, è un’alga
► Puzza dalla laguna a Venezia anche quest’anno?

Mattia Cagalli

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Mattia Cagalli
Fin dalla prima ora tra i fondatori di questo Giornale, è giornalista, scrittore e regista cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione, si occupa anche di calcio e del Verona, sue grandi passioni.

Data prima pubblicazione della notizia:

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