Venezia, San Marco a numero chiuso: Brugnaro ci pensa

ultimo aggiornamento: 11/07/2015 ore 08:15

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Venezia è pronta a mettere i lucchetti a Piazza San Marco. Nessuno sbarramento fisico, ovviamente, ma l’ipotesi, fatta balenare dal neo sindaco della città, Luigi Brugnaro, di un numero chiuso per i turisti che vorranno visitare il “salotto buono”, tra l’area marciana, Palazzo Ducale e la Basilica di San Marco, sul quale gravita per tutta la giornata buona parte della massa degli ospiti del centro storico.

“Non escludo che si possa ragionare – dice Brugnaro – sull’introduzione di una prenotazione in alcuni luoghi della città come Piazza San Marco”.
Non è certo la prima volta che il ragionamento sul numero chiuso si insinua, più o meno velatamente, tra i campi e le calli lagunari. Il primo a sventolare la bandiera dello sbarramento a tutti i costi e di un ticket per opporsi all’orda del turismo mordi e fuggi fu l’ex assessore ‘sceriffo’ Augusto Salvatori, passato alla storia per la battaglia contro i saccopelisti e a favore del decoro dei visitatori della città.


“Sono per il numero chiuso su prenotazione” ha ripetuto recentemente, parlando specificatamente di Piazza San Marco. “Bisognerebbe introdurre – ha suggerito – un biglietto di ingresso per i turisti. In che modo? Con dei cancelletti”. La questione torna ad infiammare gli animi non a caso soprattutto d’estate, quando il ‘peso’ specifico dei visitatori inizia a farsi opprimente per un contesto fragile e limitato come quello di Venezia. Tanto più in tempi di casse comunali da rimpinguare.

Lo scorso anno a lanciare il sasso nello stagno delle polemiche era stato il sottosegretario per i Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, sostenendo “le istituzioni della città devono fare uno sforzo e decidere quale sarà il futuro di Venezia.
E’ indispensabile programmare i flussi – aveva sottolineato alla consegna di oltre 100 mila firme contro le grandi navi a Venezia raccolte dal regista Gabriele Muccino – e gli ingressi in laguna con la massima attenzione”.

A schierarsi contro il ticket di ingresso, ma a favore di una tassa di soggiorno per Venezia, era stato anche il ministro Dario Franceschini. “Sulle modalità del ticket si può discutere – aveva spiegato – . A me da’ l’impressione di una città chiusa mentre le città devono essere aperte.
Venezia, per il ministro, “deve vivere come una città” e contemporaneamente diventare meta “di un turismo sostenibile”.
Il ministro Franceschini, ovviamente, non vive a Venezia.


11/07/2015

Riproduzione vietata

(foto: Enzo Pedrocco)

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