Venezia: ripartenza si, ma folla, smog e caos mai più! Lettere

ultimo aggiornamento: 14/05/2020 ore 10:00

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venezia turiste dormono distese per strada up 640

Venezia torni ai residenti e, dopo lo shock, si cambi economia.

Dopo l’epidemia da Covid-19, spariti i turisti, si scopre come sarebbe la nostra città: finalmente vivibile.

Ci si augura che la “lezione” sia servita e che l’economia faccia una drastica virata verso attività alternative.

Quelle turistiche si sono rivelate, tra alta marea e virus,terribilmente vulnerabili e rischiose, e poi la parte del leone spesso la fa sempre il proprietario del fondo di negozi e locali.

Molti gestori, invece, spesso appena “campano”, ma magari falliscono in appena due mesi di stop.

Eh si, non era tutto oro quel che luccicava, e, con milioni di turisti che venivano, è paradossale vedere ora i lavoratori dipendenti, come quelli impiegati in lussuosi alberghi, non avere nemmeno la cassa integrazione, o gli stagionali di bar e ristoranti lasciati a casa senza sostentamento.

Forse questo è il prezzo che si paga accettando tutto: spesso orari e turni massacranti, contratti precari se non cooperative, guai a chiedere un congedo parentale, e magari pure il silenzio su eventuali ricevute non emesse…

Il tutto, per quale vantaggio? Forse solo per le mance, entrate esentasse che penso erano l’unico motivo che li tratteneva a lavorare in tali condizioni. Tra loro tanti, tanti stranieri, forse i più “agevolati”, dato che comunque quei soldi, duramente sudati, al loro Paese valgono anche 5 volte tanto. Mentre gli italiani, qui, appena ci campavano.

E adesso? Spesso la disperazione, con la sola speranza che, su pressioni secondo me al limite dell’incoscienza da parte di certe categorie o politici, si riapra tutto e subito col rischio di una ripresa dei contagi dalle conseguenze fatali!

Ma non è così facile: si può aprire, e star a guardare giorni interi il muro, perché io credo che, tra crisi, distanziamenti, voli limitati e cari, paure di contagi e impoverimento del ceto medio ovunque, i turisti torneranno in modo confortante solo, forse, l’anno prossimo, ma mi auguro comunque ben selezionati e limitati, consentendo così di continuare ad offrire ai veneziani quella città finalmente vivibile che vediamo questi giorni.

venezia turisti giovani arrampicano muro up 640Mai più quindi quei 30 milioni di turisti in massa che pure l’Unesco voleva invano fermare a tutela di Venezia, dopo tasse di sbarco mai attivate e nuovi ostelli a Mestre.

Mai più smog alle stelle nei canali, vaporetti stracolmi, anziani spintonati a terra, bivacchi nelle calli, pediluvi in canale e deturpamento della città con tanto di calli trasformate in vespasiani!

Nell’attesa, si spera, una buona parte di attività, visti i magri guadagni che si prospettano, si converta in economia alternativa non turistica, che qualche gelateria di troppo diventi un calzolaio, qualche ristorante un negozio di alimentari, caotici bar in negozi di vicinato scomparsi, e qualche albergo torni quello che era: appartamenti dove abitare per far rinascere città ed economia, senza pregare il mondo di farci la carità venendoci a visitare.

D’altra parte la storia insegna che il mondo si evolve, e anche l’Impero Romano o la ricca Serenissima hanno avuto una fine, poiché nulla resta eterno ed uguale.

Tutto cambia. Speriamo anche la mentalità di chi vuol lavorare e guadagnare in città e, sopratutto, di chi la vuol governare.

Prof. Fabio Mozzatto
Venezia

venezia pediluvio rio up 640

3 persone hanno commentato questa notizia

  1. Caro prof. Mozzato, la sua bella riflessione mi pare del tutto illusoria. Il famoso calzolaio al posto della gelateria come potrebbe sopravvivere in una città con così pochi abitanti? Suvvia, non è il turismo che ha cambiato e ucciso Venezia, la città si era svuotata da un bel pezzo! Dal dopoguerra in poi si sono succedute amministrazioni che non sono state in grado né di rilanciare la città lagunare né di trattare Mestre con dignità. Il turismo semmai ha attenuato l’esodo mantenendo vivo l’interesse per un abitato fatiscente e costosissimo da restaurare. Certo che il turismo ha i suoi limiti ma Venezia non è Barcellona o Amsterdam, città che hanno visto una trasformazione da residenziale a turistica del loro centro storico. Venezia si era già svuotata, smettiamola di dare al turismo colpe che non ha. Siamo nel 2020, se vogliamo che Venezia risorga dobbiamo tenerne conto.

  2. È sempre facile ragionare guardando solo se stessi provate a fare lo stesso discorso dovendo iniziare da zero.
    Dove eravate quando possidenti italiani compravano Venezia? Quando veniva venduta agli stessi veneziani, tassisti ad esempio, per farne fonte di lucro?
    Quando le vie si riempivano di banchetti di amenità orientali, non erano mica multinazionali o no?
    Avete provato a calarvi nei panni di qualcuno che avrebbe voluto intraprendere una nuova attività affittando un negozio?
    Venticinque anni fa chiedevano più di 2500 euro al mese di affitto, un magazzino di 25mq costa attualmente 4000 euro al metro, un appartamento di più.
    Venezia non è solo formata da veneziani che hanno ereditato ma anche da persone, le poche rimaste, che devono cominciare da zero o che hanno tentato di farlo e se fortunati di avere un appartamento non c’è nulla di male a condividerlo con i turisti che tanto odiate.
    Forse vi riferite a chi ha doppie, triple o multiple abitazioni sparse per la nazione?
    I sogni sono belli, purtroppo quelli degli altri difficilmente sono indirizzati al bene comune perché gravitano sulle singole realtà di chi li produce.
    Cordialmente

  3. Bella lettera Prof. Mozzato, un bel sogno espresso con sentimento ma, i sogni finiscono all’alba. Ci hanno messo tanti anni a svuotarla sempre più in fretta dopo l’acqua granda del 1966, io c’ero e ricordo bene, è struggente averla vista morire. Quando dicono Venezia appartiene al mondo esprimono la verità celata. Venezia è già del mondo e di chi l’ha comprata, di chi l’ha spremura come un limone e di chi continua a trattarla come una prostitita da palcoscenico. I veneziani della classe.medio bassa ormai non ci sono più, fra 5 anni al massimo Venezia sarà come Torcello, non c’è via di scampo. Il turismo si farà sempre più invadente, gli alberghi costruiti si devono riempire. I beni demaniali sono stati tutti ceduti. Ca’ Farsetti sta’ portando la sua amministrazione a Mestre, Palazzo Balbi sede del Governo Veneto è stata venduta, si vedrà dove andrà collocata. Non possiamo far altro che essere spettatori di questa morte di cui eravamo tutti consci, chi poteva evitarla non l’ha fatto. Chi comanda nel mondo sono chi ha tanto denaro che diventa potere, i poveri devono abbassare la testa e tacere. Venezia è una miniera di denaro, da dove trae la speranza che ritorni com’era? Riguardai il film MORTE A VENEZIA e lo struggente ANONIMO VENEZIANO del 1970. Non racconta l’eutanasia di un amore, è il racconto dell’eutanasia di Venezia. Ci conviene rimetterci a dormire, che almeno i sogni siano d’oro, perché la realtà è tragica. Cordialmente Patrizia Pensa

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