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Venezia, dove migliaia di mezzi disperdono nell’aria di tutto senza bollini ne' motori classificati

Secondo me, io penso che:
Forse la necessità di misurare anche in Canal Grande il PM 2,5 (di “fondo” o altro), potrebbe convincere Comune e Arpav a mettere una centralina di rilevamento anche a Rialto, dove passano gli “illimitabili” 30 milioni di turisti annui e migliaia di cittadini?

Visti i dati sullo smog a Venezia e i transiti in Canal Grande, sarebbe irrinunciabile, a meno che non si vogliano realizzare risparmi proprio sulla salute di veneziani e turisti di tutto il mondo!

Domanda: siamo sicuri che le stazioni di rilevamento delle polveri denominate PM 2,5 (ancora più sottili, penetranti e pericolose rispetto alle polveri PM 10) presenti a Venezia e Provincia, siano, tenuto conto della specificità lagunare della provincia di Venezia, adeguate, appropriate, e conformi al D.lgs. 155/2010 e alla Direttiva 2008/50/CE europea?

Oppure potrebbe mancare, ad esempio, un punto di rilevamento (di “fondo” o altro) per il PM 2,5 magari da insediare anch’esso in Rio Novo o, ancor meglio, in una nuova stazione di rilevamento (ritenuta auspicabile vista la notevole differenza dei dati del citato Rio rispetto a Sacca Fisola e Terraferma), che potrebbe essere allocata in prossimità del Ponte di Rialto, e che effettui anche qui tutti i tipi di rilevamenti necessari?

Si è diffusa una “sindrome” con la “fissa” delle centraline? Non pare: Mestre ne ha di più! E “Fissa” appare piuttosto la concentrazione dello smog in centro storico, che magari di“sindromi” causa quelle respiratorie, e pure acute!

Se saranno troppe lo diranno i dati. C’è da dire che le norme vigenti prevedono un minimo di stazioni di rilevamento smog, ma non pare vietino (magari se qualcuno ha un po’ di buonsenso e volontà di tutelare davvero la salute dei cittadini, invece di pensare solo ad incrementare i voli al Marco Polo e le Navi da crociera in laguna…) di installarne qualcuna in più, specialmente se in particolari circostanze o zone.

Uno di questi casi potrebbe essere indubbiamente Venezia, dato che, se di certo non ci sono autoveicoli (ma in qualche Ministero a Roma pare non l’abbiano ancora capito…), migliaia di barche disperdono nell’aria di tutto, senza motori classificati né bollini blu, e dove, non si sa bene per quali discriminatori motivi, non scattano mai le limitazioni del traffico per proteggerci dallo smog, come avviene altrove!

E ancor più potrebbe far parte,dei citati casi, il Canal Grande, magari proprio a Rialto dove passa ognigiorno “mezzo mondo” tra barche, cittadini e turisti.

Io penso che quest’ultima sceltadi allocazione sarebbe auspicabile, proprio considerando che:

-a differenza del Rio Novo, a Rialto transitano, in aggiunta, anche numerosissimi mezzi ACTV e Alilaguna

-quel tratto del Canal Grande è perpendicolare alla direzione del vento da sud-est (lo Scirocco, così chiamato perché proviene dalla Siria), e a Venezia, a quel che mi risulta, oltre alla brezza del mare, i venti prevalenti sono quelli provenienti dai quadranti sud-orientali, quindi il citato Scirocco, il Maestro (Est), l’Ostro (Sud).

Ebbene, premesso che non sono un esperto e potrei anche sbagliarmi, visto che le mie ipotesi su un“effetto Canyon” presente nei rii e canali affiancati da palazzi, come il Rio Novo, parrebbero confermate dai dati della nuova centralina Arpav nel medesimo Rio, io penso che l’ “Anfiteatro” dei palazzi alti anche cinque piani presenti nel Canal Grande a Rialto, in Riva Ferro e Riva del Carbon (dal Fontegodei Tedeschi a Cà Giustiniane e oltre) possa contribuire notevolmente al far ristagnare inquinanti e polveri, facendo, detti palazzi, da “barriera protettiva” contro i citati venti, e impedendo quindi agli stessi di disperdere smog e polveri.

Non solo, ma a questo “Anfiteatro” potrebbe aggiungersi una “diga” costituita dai palazzi nel lato opposto del Canal Grande, in Riva del Vin e oltre, potrebbero fungere appunto da “diga” bloccando lo smog ed impedendogli di disperdersi nella direzione opposta ai venti citati (ovvero verso i quadranti nord-occidentali).

Se infine si aggiunge anche il Ponte di Rialto, quest’ultimo potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, fungendo quasi da “ombrello” impedendo allo smog di risalire e disperdersi (situazione che potrebbe essere aggravata dal divieto vigente, per i mezzi ACTV, di incrociarsi sotto il ponte, e che quindi son costretti ad attendere, fumanti, proprio in prossimità del ponte).

D’altra parte, qualche “preludio” di questo presunta “caporetto” per la salute dei veneziani (e pure per gli ignari turisti convinti che a Venezia ci siano solo salubre aria di mare) lo avevamo sentito: lo scorso marzo i risultati delle rilevazioni sulla presenza di smog e di particelle ultra-sottili, effettuate dall’Ong tedesca Nabu, davano a quanto pare risultati allarmanti, riportati anche nella stampa nazionale.

Allora chiediamoci: coloro che hanno lo scettro (a Venezia ormai incandescente…) del potere, accoglieranno la “sfida”?

O, meglio, vorranno vedercichiaro anche su cosa respirano i veneziani e anche i “benedetti ed intoccabili” 30 milioni di turisti annui che transitano continuamente a Rialto, nel “cuore” di Venezia, e prendere provvedimenti?

Attendiamo URGENTI (e “RIPARATORIE”…) decisioni da chi è competente (e responsabile).

Sindaco in primis, dato che pare sia (e non tutti lo sanno) la massima autorità competente per la tutela della salute pubblica e che pare potrebbe adottare anche provvedimenti straordinari ed eccezionali in condizioni di pericolo per la popolazione, quali credo siano le attuali, o poco manca.

Nel frattempo, spero che vengano almeno fornite ai cittadini delle mascherine(e non certo quelle per carnevale della romantica Venezia del ‘700, purtroppo…), sperando solo che, tra l’immobilismo più totale, tra poco non servano quelle ANTIGAS!

Ma povera Venezia!

Ora pare anche “scambiata” (persino “da Roma in su”, stavolta…!) per una città di auto, dimenticando che invece sono i motori delle barche che la stanno soffocando, nell’indifferenza persino dei “fantasmi” dei “Grandi Palazzi”, e nemmeno quelli che sembra si aggirino a Cà Farsetti sembrano sentire il rombo dei motori sotto le loro stesse finestre nel Canal Grande…

Dopo il cloruro di vinile che avrebbe fatto vittime tra i giovani operai veneziani che lavoravano a Marghera (mentre i tamponi in gola sembravano dire che erano tutti in piena salute, N.d.R.), la diossina nel fondo della laguna (e nei “caparossoli” che, ignari, mangiavamo), ora è il “cancro volante” nell’aria dei suoi stretti canalia diventare … “il morbo che infuria, “l’aria” che manca, e che farà presto davvero sventolare, sul ponte (… di vetro stavolta?), bandiera bianca” …

Se gli ultimi Veneziani non accoglieranno questi appelli, non potrò che preparami per il mio ultimo “omaggio” a Venezia, accompagnando col mio violoncello (come Mario Brunello accompagnava la Venezia de “Il Milione” di Marco Paolini) la fine di questa città e dei suoi abitanti, la chiusura del “sipario Venezia” dopo l’ultima carnevalata nell’ “anno del turismo cinese”, con rintocchi melanconici dell’archetto nelle corde che, ormai tremanti, daranno il “sapore”, più che delle briose note di Vivaldi (“usato” pure lui per i turisti), di una campana a morto…!”

Forse “Morte a Venezia” non è solo un film…: E’ REALTA’!

Prof. Fabio Mozzatto – Veneziano D.O.C.

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