Venezia, i lavoratori delle crociere: “Fateci lavorare”

ultimo aggiornamento: 10/08/2020 ore 17:19

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msc preziosa nave da crociera incidente porto venezia

Venezia, le crociere e la “Fase 3”: situazione complessa in cui si stagliano i lavoratori della crocieristica della città che chiedono certezze sul loro lavoro e sul loro futuro.

Oltre 200 lavoratori portuali del settore crocieristico di Venezia hanno infatti partecipato questa mattina ad una manifestazione davanti alla Stazione Marittima per denunciare la situazione di incertezza lavorativa legata al blocco del settore per l’emergenza Coronavirus.


Portabagagli, tassisti, addetti ai terminal, hostess e steward, piloti e ormeggiatori, addetti al carico delle provviste di bordo e operatori commerciali, alcuni dei profili professionali, in cassa integrazione e preoccupati per ciò che accadrà nei prossimi mesi.

Alcuni di loro hanno raccontato la propria esperienza, le difficoltà iniziate a novembre con l’acqua alta eccezionale e successivamente a causa dell’emergenza sanitaria.

Secondo il Dpcm si prevede la ripartenza delle navi da crociera dal 15 agosto, ma gli operatori temono che a Venezia se ne riparlerà solo dal prossimo anno.


Presenti anche una parte dei lavoratori gli stagionali che da alcuni mesi non percepiscono più la Naspi. “Vogliamo ricominciare a lavorare, ci sono centinaia di famiglie veneziane in difficoltà – afferma Antonio Velleca, uno dei portavoce dell’iniziativa – le banchine sono libere e rischiamo di ripartire il prossimo anno, nonostante il Dpcm abbia aperto la strada per le navi rischiamo di riprendere solo il prossimo anno. Non cerchiamo contrapposizioni ma una soluzione con la massima urgenza per garantire i posti di lavoro”.

Affrontato anche l’annoso problema del passaggio delle grandi navi a Venezia. “Le navi da crociera – hanno detto i lavoratori – sono un asset importante per Venezia. Non vogliamo essere demonizzati, chiediamo solo di lavorare. Il Porto di Venezia è essenziale per la nostra economia: serve una soluzione compatibile per far tornare queste famiglie a lavorare e ridare loro dignità, chiediamo certezze”.

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2 persone hanno commentato questa notizia

  1. Secondo me, io penso che: non si possono mettere sui piatti della bilancia l’occupazione da una parte e la salute e l’inquinamento dall’altra.
    Ammesso che non diventino dei vivai di Covid 19 come accade in giro per il mondo (a mio avviso infatti, prenotare una crociera ora ci vuole davvero tanto coraggio…), si deve scegliere: o le navi si ridimensionano, non inquinano più e non passano davanti a San Marco, o i soldi che si investono per il Porto e relative infrastrutture dell’indotto potranno servire a pagare gli stipendi ai lavoratori fino alla pensione(e credo ne avanzino pure…)
    Il Veneto era una famose regione che viveva di agricoltura e pesca, dove il lavoro e il pane non sono mai mancati. Poi l’era industriale, con distruzione dell’ambiente e inquinamento dell’aria e dell’acqua della laguna, fanghi tossici, diossina, fosfo-gessi, cloruro di vinile monomero, l’amianto, i tamponi falsificati e il duro lavoro di operai morti poi in modo atroce di tumori e malattie varie derivate dall’industria.
    Poi le crociere, con inquinamento dell’aria, rumori, campi elettromagnetici, erosione dei fondali e della morfologia della laguna, lavori talvolta mal pagati, precari e senza garanzie, cassa integrazione ecc., e alla fine decine di infettati da corona virus. Non è che forse sia il caso di tornare alle origini e all’agricoltura (come spesso fanno anche molti laureati che sfruttano gli studi fatti per migliorare le proprie aziende agricole), senza malattie, tumori, e assembramenti con contagio del virus?
    Io in questo periodo quasi quasi ci scommetterei…: il cibo serve sempre e a tutti, specie con la crisi…
    Di certo chi è abituato a far soldi a palate sudando pochetto, o a guadagnare stipendi d’oro con cariche di prestigio nell’amministrazione del porto e relativo indotto, sarà leggermente in difficoltà.
    Ma sopravviverà…
    Prof. Fabio Mozzatto
    Venezia.

    • Mi auguro che non le paghino più lo stipendio, e resti disoccupato per un paio d’anni,poi ci risentiamo caro professore. Lei è bravissimo con il culo altrui, lei ha continuato a ricevere lo stipendio virus o non virus, con o senza navi, con o senzaa turisti, lei sta tutto il giorno a scrivere su queste pagine, ma la pagano almeno ?.

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