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Gestione flussi turistici: costituto gruppo di lavoro tecnico del Comune di Venezia
L’Unesco l’aveva detto e poi ripetuto di persona al sindaco Brugnaro. L’afflusso turistico sta strangolando il tessuto sociale della città, “obbligando” i pochi residenti (spesso anziani) ad andarsene dalla città per impossibilità di camminare per le strade, per l’impossibilità di trovare case, per l’impossibilità di prendere un mezzo pubblico, per la mancanza di negozi “quotidiani”, essendo ormai tutto rivolto all’offerta turistica.

E Brugnaro oggi ci prova con un pacchetto di idee che dovrebbero limare lo sbarco in massa (molto spesso mordi-e-fuggi) quotidiano. La prima idea, quella che solletica di più la fantasia degli osservatori, è quella dei conta-persone, proprio quella che ci avevano detto che era impossibile da realizzare perché si scontra contro il diritto universale alla libera circolazione delle persone.

Venezia prova così a dire stop all’invasione turistica, e per la prima volta decide di sperimentare i conta-persone nei punti strategici della città, per regolare l’afflusso dei vacanzieri.

Dopo tanti dibattiti, la Giunta comunale ha messo nero su bianco il provvedimento, insieme ad altre misure di regolamentazione degli arrivi, nella delibera-quadro sul turismo, che ora dovrà passare il vaglio del Governo e dell’Unesco.

Non solo. Il Comune ha inserito nel piano anche il tema della tutela della residenzialità, ovvero le misure per evitare che i veneziani, sotto la spinta dei 30 milioni di visitatori l’anno, abbandonino la loro città.

Ferma restando la necessità di azioni di concertazione sia in ambito statale che regionale, il Comune interverrà con provvedimenti che “introducano limitazioni alla locazione turistica”.

Del resto lo stesso ministro Dario Franceschini, qualche giorno fa, pur ribadendo la contrarietà ai “ticket”, si era detto d’accordo sui progetti dei sindaci delle città d’arte per introdurre i contatori di accesso: “Fontana di Trevi a Roma, Ponte Vecchio a Firenze, piazza san Marco Venezia non possono piu’ sostenere masse indiscriminate” aveva affermato il responsabile dei Beni culturali.

Venezia ora passa all’azione. A breve saranno installati sistemi di conta-persone in prossimità di aree strategiche, come il Ponte di Calatrava, il Ponte degli Scalzi, l’imboccatura di Rio Terà Lista di Spagna, i tre ponti di attraversamento di Rio Novo (Ponte di Santa Chiara, Ponte del Prefetto, Ponte dei Tre Ponti), i punti di arrivo e partenza dei ‘lancioni’ gran Turismo.

Saranno inoltre individuate nuove aree di ristoro per i turisti, da inserire in una mappa tematica, verrà avviata una vasta campagna di comunicazione delle giornate di maggior afflusso, individuate in base ai dati del 2015 e 2016, e sarà incremento l’organico degli agenti di Polizia locale.

Anche il regolamento comunale di Polizia Urbana subirà una revisione, per quanto riguarda la tutela del decoro – i tuffi in Canal Grande, le aree pic-nic in area monumentale sono all’ordine del giorno – e i comportamenti non consentiti nella Città antica, anche alla luce della legge n.48 del 2017 in materia di sicurezza urbana.

“Un provvedimento molto atteso con cui l’Amministrazione comunale inizia a dare risposte concrete al tema della gestione dei flussi turistici” ha commentato il sindaco Luigi Brugnaro, che nelle scorse settimane aveva ricucito il rapporto con l’Unesco.

“Come richiesto anche dal Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco e come previsto dalle linee programmatiche di mandato 2015-2020 – ha aggiunto – siamo riusciti a individuare una serie di azioni per regolare i flussi turistici e renderli compatibili con la vita quotidiana dei cittadini residenti, oltre che a promuovere l’avvio di una campagna internazionale di sensibilizzazione vincolata alla salvaguardia delle specificità veneziane, alla destagionalizzazione e alla valorizzazione di nuovi itinerari turistici che coinvolgano l’intero territorio metropolitano”.

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M.C.

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