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domenica 20 Giugno 2021

Venezia affollata: altri 50mila. Ancora trasporti in difficoltà

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“Mamma ma Venezia è sempre così affollata…?”. La mamma cerca una risposta che abbia una logica, ma la risposta la possiamo dare noi: “Sì tesoro, praticamente sempre e peggiora di sabato e domenica”.
La scena viene colta andando verso i Gesuiti tra le persone e le famiglie che pazientemente aspettano in coda alle Fondamente Nove.
Anche sabato parcheggi esauriti a Piazzale Roma dalle prime ore del mattino e anche a Tronchetto dalle ore centrali della mattinata.
C’è voglia di muoversi dopo tanto lockdown, c’è voglia di Venezia, quindi i pendolari del turismo si riversano tutti sui mezzi di trasporti. Che vanno in affanno.
Si contano almeno 50mila arrivi, ma secondo alcuni operatori sono stati di più.
Stavolta soffre anche il ferry per il Lido essendo iniziata la stagione balneare, e non c’erano corse bis. Le code si sono fatte lunghe e “nervose”, ma in generale sono le isole ad andare in apnea.
Sono i trasporti in cui i residenti si sommano ai visitatori perché “non possono andare a piedi”.
Difficoltà anche all’uscita del Salone Nautico con i mezzi che non ce la facevano a smaltire il deflusso.

Fondamente Nove, Murano e Burano, hanno popolato anche ieri i social con foto e immagini che non mostravano le bellezze del luogo, però, bensì le code per imbarcarsi. A Murano, di nuovo, nervosismo e accenni di rissa.
La situazione rimane dunque complicata a poche ore dallo sciopero Actv di 24 ore che andrà in scena il 1° giugno, proprio nel mezzo del ponte che molti pregustavano come vacanza. Intanto un’altra protesta è andata in scena proprio ieri.

Sabato infatti i lavoratori Actv hanno manifestato sul ponte di Rialto e a P. Roma srotolando striscioni con slogan sulle battaglie in corso.
I dipendenti sono sul piede di guerra contro la disdetta del contratto secondo livello “Nonostante – affermano – il governo si sia impegnato a sanare bilancio 2020 e 2021 di ACTV”.

Data prima pubblicazione della notizia:

9 persone hanno commentato

  1. Venezia affollata. Quindi noi veneziani dovremmo esser felici. Non penso. Non è questo il turismo giusto per Venezia. D’accordo che Venezia vive in buona parte di turismo, ma dev’essere un turismo sostenibile. Venezia è tremendamente fragile e preziosa e non sopporta il turismo di massa. Non è questione di puzza sotto il naso, perché è sempre stata un porto di mare, ma di età.

  2. Sono appena tornata a Milano dopo 5 bellissimi giorni a Venezia e mi spiace essere considerata un insopportabile invasore. D’altra parte la classe politica miope e incapace non l’ho votata io. A Venezia ho anche dormito, caro Roberto, e ci tengo a dire che mi sono sentita trattata molto bene sia da albergatori, ristoratori e negozianti, nonostante io non sia stata in posti lussuosi, sia dai veneziani incontrati per strada e sui vaporetti.

  3. Io sono stata con la famiglia Questo fine settimana venerdì e sabato era tranquilla i vaporetti poco affollati la domenica che noi siamo partiti ho visto tanta più gente.
    w la ripartenza!
    però ho trovato che sono rimasti approfittatori con il turista si fanno strapagare per tutto e questo dispiace…..

  4. Grazie agli Albergoni costruiti fronte stazione treni Mestre. Grazie al trattamento di strozzinaggio che si adotta a sfavore dei proprietari seconde case che hanno restaurato i palazzi della città. Insomma grazie al comune ed alla sua gestione tesa allo sfruttamento della laguna e delle sue opere d’arte. Quando la terraferma e i campagnoli si staccheranno, sarà sempre troppo tardi.

  5. Magari parlassimo di ottobre: aspettate il ponte del 2 giugno, e tutte le giornale di maltempo che ci porteranno migliaia di “buoi” che sbarcheranno come truppe da sbarco dal litorale del Cavallino su Venezia…
    Mai fermare questi branchi! Si perderebbe la vendita magari di un magnete da 0,99 euro: e questa è economia, caspita!
    La tassa di sbarco ad almeno 10 euro per il ponte del 2 giugno credo farebbe il suo buon effetto, ma viene sempre rinviata dal sindaco! Guai a toccare i turisti, seppur sotto forma di mandria pendolare ingestibile…!

  6. Nemmeno la pandemia ci ha insegnato nulla.una città che poteva essere ripensata ha continuato inesorabilmente ad indirizzarsi verso la monocultura del turismo , commercio, ristorazione. Una città così fragile è sottoposta giornalmente ad invasioni insopportabili. D’altro canto una classe politica miope ed incapace non è stata in grado di ripensare Venezia in modo innovativo e partecipato. Credo che la Giunta non veda l’ora che pochi residenti, anzi resilienti la abbandonino per raggiungere finalmente il loro scopo:.Che i veneziani emigrino in terraferma come in passato ha dichiarato il sindaco moglianese

  7. Nemmeno il coronavirus ci ha insegnato nulla in questa città che dall’esperienza fatta avrebbe potuto ripensarsi,invece la monocultura ed una politica
    cieca ed incompetente continua come se nulla fosse successo. Penso che il nostro sindaco e la sua giunta non vedano l’ora di sbarazzarsi dei pochi residenti anzi resilienti rimasti in centro storico per proseguire nella Campagna usa e getta!

  8. Chiede la bambina: “Mamma, ma Venezia è sempre così affollata?” Rispondo io al posto della mamma: “No, tesoro, di sera si svuota e di notte è una città fantasma”. Infatti tutti tornano in terraferma. Non chiamateli turisti, sono gitanti.

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