Veneto, tumore rimosso con il robot Da Vinci: prima operazione in Italia

ultimo aggiornamento: 15/01/2020 ore 17:37

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Veneto, un tumore rimosso con il robot Da Vinci. Una donna veneta di 77 anni è stata la prima paziente sottoposta, in Italia, ad intervento in cui un robot ha operato per l’eradicazione di un tumore del retto.

L’anziana, residente in Veneto, è stata sottoposta ad una operazione durata due ore e mezza in sedazione generale e le sue condizioni di salute sono buone, è stata dimessa.

L’operazione è stata condotta dall’équipe di Emilio Morpurgo, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia dell’Ospedale Pietro Cosma di Camposampiero (Padova) con l’utilizzo del Robot “Da Vinci Xi”, il più evoluto sistema robotico dedicato alla chirurgia mininvasiva.


Da cinque anni la piattaforma nell’ospedale padovano consente di ottenere altissimi livelli di precisione e accuratezza del gesto chirurgico, superando anche la laparoscopia: il chirurgo opera seduto a una console e utilizza uno joystick che aziona “braccia” robotizzate.

Grazie alla precisione del gesto chirurgico, è migliore il rispetto dei tessuti e degli organi non interessati dalla malattia, ed è più precisa la fase ricostruttiva, oltre che un minor rischio di sanguinamento e una ridotta necessità di trasfusioni.

La 77enne è stata dimessa ed è in buone condizioni di salute.


Per ora la tecnica è applicabile su pazienti che presentano tumori di piccole dimensioni o neoplasie regredite dopo sedute di radioterapia.

“Si può effettuare un’asportazione del tumore – sottolinea Morpurgo – risparmiando il retto, cioè senza la necessità di toglierlo. Tali interventi sono particolarmente difficili, dato lo spazio esiguo entro il quale ci si trova a lavorare sfruttando i movimenti degli strumenti robotici. Da qualche anno effettuiamo operazioni con una laparoscopia attraverso l’ano, tuttavia le manovre sono molto complesse, data la rigidità degli strumenti”.

“Abbiamo quindi ideato – aggiunge il direttore – e messo a punto la tecnica, che è possibile solo con l’uso del Robot Da Vinci Xi, che consiste nell’inserire gli strumenti robotici nell’ano utilizzando uno specifico introduttore, nel distendere il retto con la CO2 che si usa in laparoscopia, asportando il tumore e suturando il difetto. Tutto questo sfruttando i movimenti articolati degli strumenti robotici”, conclude.

L’operazione con il robot è stata commentata anche dal governatore della Regione Veneto, Luca Zaia: “Le potenzialità di un robot come il Da Vinci, nelle mani di bravi e aggiornati chirurghi come quelli veneti, sono enormi. Quando abbiamo deciso di investire milioni di euro per acquistare queste macchine straordinarie e sostenerne la diffusione nei nostri ospedali avevamo visto giusto”.

“Bravi a Camposampiero a coglierne tutte le opportunità. Grazie all’equipe del dottor Morpurgo, oggi l’Italia sa che, con investimenti tecnologici come questo, anche un tumore al retto si può aggredire in maniera minivasiva, senza compromettere l’organo malato”.

“La sanità veneta – sottolinea Zaia – è quella italiana con il maggior numero di robot chirurgici in attività, e il successo dell’Ospedale di Camposampiero dimostra quanto sia importante dedicare risorse alle tecnologie avanzate, in chirurgia come nella diagnostica. Ne investiamo per oltre 70 milioni di euro l’anno. Soldi spesi benissimo, e altri ne investiremo anche nel 2020, che mettono a disposizione gli strumenti migliori a medici capaci e ostinati nel ricercare sempre nuove metodologie di cura e che offrono alle persone malate cure sempre più precise, incisive e meno invasive, che significa meno dolore e tempi di guarigione più veloci”.

“Un caso – conclude Zaia – che dimostra come tecnologia significhi anche umanizzazione della cura”.

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