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sabato 15 Maggio 2021

Veneto è sceso sotto 1000 contagi/giorno. Zaia dice: “Non festeggiare”

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Il Veneto è sceso sotto 1000 contagi/giorno. Una piccola – ma non tanto – soddisfazione per la nostra Regione. Comunque un progresso.
Cala anche la pressione sugli ospedali e calano anche i morti (mai comunque abbastanza).
Il Veneto oggi scende dopo mesi sotto la quota dei mille nuovi contagi Covid giornalieri.
La nostra Regione oggi ha conteggiato esattamente 998 nuovi casi nelle ultime 24 ore.
Ancora piuttosto alto invece il numero dei decessi, +47 rispetto a ieri, che fanno superare alla regione la quota di 8.000 vittime dall’inizio dell’epidemia.
I dati sono contenuti nel bollettino odierno della Regione.
L’andamento conferma il rallentamento della curva dei positivi.
Il numero totale degli infetti sale 299.170, quello delle vittime a 8.025.
Scende la pressione sugli ospedali, ma solo per i ricoveri in area non critica, 2.661 (-54), mentre restano stabili, 354, le terapie intensive.
“Io – ha commentato il presidente regionale Luca Zaia – trovo un clima di ‘esultazione’ per questi dati in calo”.
“Però io ho una forte preoccupazione,

ricordo che il Covid ci ha abituati a cambi di scena repentini”.
“Per recuperare ‘al contrario’ questi risultati che abbiamo accumulato in 18 giorni, bastano poche ore”.
Zaia ha quindi ricordato che “tutto dipende dal controllo ossessivo delle regole, prima tra tutte quella dell’assembramento. Non conta zona rossa, arancione o gialla. E se vai in casa di non conviventi, devi indossare la mascherina”, ha raccomandato.
Il presidente è poi entrato nel merito del taglio delle forniture del vaccino.
“E’ vergognoso quel che sta accadendo”. “Non puoi fare – ha aggiunto – un piano di forniture, che si traduce in un piano vaccinale, in appuntamenti fissati e in organizzazione, e poi che ci venga detto che vengono sospese forniture al 53%”.
“Così non funziona. Se vedo

la distribuzione a livello nazionale, alcune regioni hanno tagli zero, altre ‘moderati’, di certo non invasivi, e altre sono letteralmente azzoppate”.
“Non – ha quindi proseguito Zaia – abbiamo fatto contratti con Pfizer, siamo parte lesa ma non controparte giuridica. Spero vivamente che a livello nazionale si vada giù duri e pesanti e di adire le vie legali su una questione come questa”, ha concluso.

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