COMMENTA QUESTO FATTO
 

Vania, incendiata dall'ex, non ce l'ha fatta. Donne al macello

Vania Vannucchi non ce l’ha fatta. La donna di 46 anni aggredita e poi bruciata ieri nell’area dell’ospedale di Lucca è morta. Troppo gravi le ustioni, sul 90 per cento del corpo, causate dalla benzina che prima le è stata gettata addosso e poi incendiata.

Per l’omicidio di Vania Vannucchi è in carcere, da ieri, Pasquale Russo, suo coetaneo e suo ex collega di lavoro (foto). Lui agli inquirenti, dopo un lungo interrogatorio, avrebbe confermato di essere stato nei pressi dell’ospedale, di aver litigato con lei e di averle gettato la benzina addosso, “per imbrattarla”.

Pasquale Russo nega però di averle dato fuoco, dice che non voleva ucciderla, secondo il suo difensore, l’avvocato Gianfelice Cesaretti. “Forse lei stava fumando”, ha aggiunto quando ha cominciato a cedere davanti agli inquirenti.

Prima di portarlo in questura gli agenti, che lo hanno prelevato nella sua abitazione, lo hanno dovuto accompagnare in ospedale per fargli medicare un’ustione all’avambraccio destro.
Per gli inquirenti un’ulteriore prova della sua colpevolezza, anche se lui aveva tentato di giustificarla con un incidente mentre faceva dei lavori in casa.

Venerdì l’uomo sarà interrogato dal gip, mentre il suo avvocato annuncia che chiederà una perizia: “era in cura da tempo, prendeva delle medicine”, spiega Cesaretti.

Vania con Russo, sposato con tre figli, aveva avuto una relazione, interrotta qualche mese fa. Da allora la donna ha vissuto in un clima di paura: secondo le testimonianze di alcune sue amiche quell’uomo avrebbe prima cercato di riallacciare il rapporto, poi avrebbe iniziato a perseguitarla e minacciarla. Tanto che Vania Vannucchi, operatrice sanitaria all’ospedale di Pisa, divorziata e madre di due figli di 15 e 21 anni, stava pensando di denunciarlo per stalking ma non ha fatto in tempo.

La polizia sta cercando ulteriori prove di questo nei cellulari. Quello della donna era sparito e per gli inquirenti potrebbe averlo rubato lui proprio per ottenere un ultimo appuntamento.

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

Tutti ora si chiedono se era possibile evitare il nuovo femminicidio anche se, proprio all’alba di mercoledì, mentre Vania moriva nel centro grandi ustionati di Pisa, un altro uomo, nel Casertano, uccideva la sua compagna. Da qui l’invito rilanciato a più voci, dalla questura di Lucca come dal comandante dei carabinieri, il generale Tullio Del Sette che invita anche i familiari delle donne minacciate a presentare loro una denuncia quando non lo fanno le vittime stesse.

Pure la politica torna ad alzare la voce con il presidente del Senato, Pietro Grasso, che invita tutti a non usare “termini ambigui e giustificatori come raptus, gelosia, disagio, rifiuto” quando si parla di questi omicidi. “Sono solo squallidi criminali e schifosi assassini”, aggiunge Grasso mentre la presidente della Camera, Laura Boldrini, “oltre a leggi e fondi per centri antiviolenza”, torna a chiedere “un’azione culturale” e la “ribellione” degli uomini.

Mario Nascimbeni | 04/08/2016 | (Photo Polizia di Stato) | [cod femmini]

Riproduzione Riservata.

 

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here