Spregio in chiesa a Venezia: vandalo ha defecato e si è pulito con un drappo sacro

ultima modifica: 28/12/2019 ore 05:54

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Spregio in chiesa a Venezia: vandalo ha defecato e si è pulito con un drappo sacro

Se le cose potessero parlare, gli oggetti sacri protestare, cosa direbbero davanti a tanta brutalità, a tanto spregio di cui è capace l’uomo? Probabilmente chiederebbero aiuto, senza sapere a che santo rivolgersi.

Sembra impossibile crederci, ma qualcuno è entrato nella Cappella del Convento di San Francesco della Vigna, si è messo in un angolo e lì ha defecato, ripetutamente, come niente fosse.

Risparmiamo alle lettrici e ai lettori stucchevoli particolari, e incontriamo nel nostro pensiero il parroco della chiesa, il frate Sebastiano Simonitto, attonito nel momento della scoperta indotta da puzze nauseabonde, lo sosteniamo idealmente mentre cerca di capire ed è già tutto chiaro sul pavimento violato, mentre sposta gli occhi sulle pareti e vede il dipinto di Giacomo Bellini, incontra la Madonna, Gesù bambino e i Santi, si inginocchia per concentrarsi, sapere come si dovrà comportare, dopo aver pulito tutta quella indecenza.

Chi è stato o non è stato, è faccenda del “dopo”. Intanto il parroco fa appello ai parrocchiani, chiede loro di aiutarlo a controllare il convento, la chiesa, che è un luogo di culto da mezzo secolo, è anche casa loro, chi ha profanato forse era uno sbandato, un irresponsabile, ma un gesto così offensivo il frate non se lo sarebbe mai immaginato. Come un moderno, ma sempre vivo Don Abbondio, lo pensiamo mentre riflette amaramente sul che fare, la carità impone di perdonare, il senso civico da denunciare e la via di mezzo, forse la migliore, di vigilare.

“Fatevi custodi”, invoca il frate, che negli ultimi tempi ha constatato alcuni furti di candele,” custodi dell’uomo, delle chiese e della città, sembra ricordare nel suo accorato appello”. E non è troppo auspicare all’aiuto e al soccorso di tante persone che a causa di un disagio sociale o comportamentale, mietono situazioni insopportabili e invivibili nei loro e altrui confronti.

Andreina Corso

28/11/2016

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