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Un giorno alla Biennale Arte: Esposizione e Venezia poco adatti a persone con disabilità

Ho avuto il piacere di poter visitare la Biennale Arte, sia ai Giardini, sia all’Arsenale, peccato però che essendo disabile motoria abbia trovato parecchi problemi negli spostamenti sia all’interno dell’esposizione sia nella città di Venezia.

Premetto che avevo telefonato preventivamente per avere informazioni riguardo ai parcheggi, ai trasporti e ai biglietti.

Iniziamo dal parcheggio del Tronchetto, che è dotato di pochi posti auto per disabili, quindi non è stato assolutamente facile trovarne uno libero, mentre nell’area autobus ci sono tantissimi posti in dotazione a servizi marittimi, praticamente vuoti.

Per mia fortuna, facendo parte di un gruppo abbiamo affittato un traghetto alla cifra di 5 Euro ciascuno, mentre al ritorno per motivi personali sono rientrata al costo di Euro 7 e 50, perché non sono previste riduzioni per i disabili, oltre a scoprire che dopo le 17 la linea 2 parte solo dalla Riva degli Schiavoni e non vicino a Piazza San Marco, come da cartina.

All’ingresso dei GIARDINI, poiché cammino con l’ausilio di due bastoni ho chiesto di poter utilizzare una sedia a rotelle in dotazione e, accompagnata da un’amica ho iniziato quello che definirei un difficile, quanto faticoso percorso ad ostacoli, per entrambe.

Nel vostro prospetto su Venezia Accessibile, dove appaiono in grande i loghi di: VENEZIA, città per tutti e EBA, eliminazione barriere architettoniche, affermate: “Il grado di accessibilità delle sedi espositive e dei relativi servizi alle persone con disabilità è molto elevato, tuttavia non tutti i padiglioni sono completamente accessibili”.

Io, dopo aver girato, vi garantisco che molti rimangono difficilmente raggiungibili sia per gli scalini, sia perché i servoscala non sono funzionanti, oltre al fatto che spesso le rampe non sono ben collegate con il terreno. Pertanto, solo sollevando la carrozzina in 3 persone in molte sale sono riuscita ad entrare.

Resta comunque il fatto che se con la navetta shuttle i dipendenti si muovono agevolmente, sfido chiunque a spingere sulla ghiaia una carrozzina a mano. Non credo Venezia abbia difficoltà economiche per non mettere a disposizione un paio di carrozzine elettriche o, come all’ARSENALE potersi spostare con la navetta, che mi hanno consigliato solo a fine mostra. Inoltre, nella maggior parte delle sale non sono previste sedie e/o sedute per riposarsi e questo vale anche per anziani e bambini.

Credo che i curatori o chi allestisce l’esposizione dovrebbe muoversi in carrozzina, per comprendere veramente la difficoltà a salire e scendere dalle rampe e rendersi conto dei vari slalom obbligatori per vedere decentemente le opere esposte.

Concludo dicendo che sono venuta il 22 novembre, domenica e ultimo giorno dell’evento e, quindi, so che molti addetti alle sale avevano già informato la Fondazione di alcuni disagi riportati, oltre ad aver avuto lamentele da parte di altre persone in carrozzina.

Spero che alla prossima Biennale molti di questi inconvenienti siano arginati, perché la cultura deve essere alla portata di tutti!

Cordiali saluti
Eleonora Goio

02/02/2016

Riproduzione Riservata.

 

Una persona ha commentato

  1. Domani andremo con la scuola.. Mi occupo di un ragazzo su carrozzina elettrica.. Mi auguro di cuore di non dovergli negare la gioia di poter condividere l esperienza della. Biennale con la sua classe. Molti non capiscono la tristezza che prova nel vedere i propri compagni prendere una strada e doverli salutare dandosi appuntamento da un’altra parte e rimanere soli.. No non si può comprendere se non guardandolo negli occhi

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