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Un amico ci lascia, cosa ci resta? Di Giorgio Pilla

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Un amico ci lascia, cosa ci resta? Di Giorgio Pilla

Quando un Amico decide di partire per l’ultimo viaggio, così all’improvviso, sembra quasi che abbia voluto farci uno “ scherzo “, volersi nascondere in un angolo remoto della nostra amicizia per riapparire più tardi al fine di sorriderne assieme.

E’ quanto mi è successo qualche giorno fa quando una telefonata mi ha annunciato la fine di un consolidato rapporto amicale con le parole disperate di una moglie privata dell’affetto più caro.

Mi ci sono voluti alcuni minuti per realizzare ciò che il freddo apparecchio mi stava trasmettendo: il sodale artistico, il Pittore Ignazio AMBU aveva esaurito il suo patrimonio vitale improvvisamente, senza alcun preavviso, per intraprendere il suo ultimo viaggio verso le stelle.

Era Artista “arioso” innamorato della Natura e della Sua terra natia, quella Sardegna così ricca di fermenti naturali da mettere in imbarazzo qualsiasi artista che abbia il coraggio di mettere “in arte” le sue aspre bellezze naturali, tanta è la carica emotiva che in esse si racchiude. Lui l’ha saputo fare, dando vita a quei sentimenti, a quei stati d’animo che quella terra magica produce a chi la incontra.

Così nelle sue opere ci si poteva immagare dinnanzi a cieli intensi di blu, quanto alle varietà di cilestrini varianti di quel mare senza fondo, al “ colore “ del vento, alla antica sapienza dei nuraghi quali muti testimoni di una cultura senza tempo, ai mille fiori coloranti distese infinite e le aspre rocce di montagne misteriose. Nulla sfuggiva alla sua attenzione, al suo amore per un Creato che lo ha circondato per tutta la sua vita e che,auspichiamo, lo circonderà là dove la sua anima deciderà finalmente di riposare.

Ora che non avrò più il piacere di sentire la sua voce al telefono, mi teneva informato delle sue mostre e dei suoi progetti, voglio ricordarlo ai posteri con alcune righe che gli dedicai nel lontano 2003 in occasione di una sua mostra a Venezia, con la speranza di avere dato l’importanza sufficiente a quella parte della sua vita che tanto lo aveva stregato.

“””

IGNAZIO AMBU – IL PITTORE CHE SOGNA A COLORI
E’ INDUBBIO CHE IL REFERENTE UNICO DI IGNAZIO AMBU SIA LA NATURA.
E CIO’ AL DI LA DI OGNI E QUALSIASI CONSIDERAZIONE SUL PIANO FORMALE, CROMATICO O
IMPEGNO CULTURALE CHE DIR SI VOGLIA.
OGNIQUALVOLTA MI ACCINGO A LEGGERE LE SUE OPERE MI ASSALE UNA SORTA DI TRASALIMENTO CHE ECCITA I MIEI SENSI, FINO AD UN COINVOLGIMENTO TOTALE CHE MI PORTA A RIVIVERE ANCESTRALI GIOIE COSI’ COME, IMMAGINO, DEVONO AVER PROVATO I NOSTRI ANTICHI PROGENITORI DI FRONTE ALLO SPETTACOLO DI UNA NATURA INCONTAMINATA E VIRGINALMENTE NASCENTE.
QUEI “GRUMI” DI COLORE, ORA CALDI DI FORESTA TROPICALE, ALTROVE FREDDI DI SIDERALI UNIVERSI IN CUI I VERDI, I ROSSI, I GIALLI CROMO SI ALTERNANO AL BLU COBALTO NON MENO CHE AI CILESTRINI OPPURE AI BIANCHI ABBACINANTI, DANNO VITA A VISIONI MAGMATICHE OVE IL SOGNO DIVENTA REALTA’ E LA REALTA’ SI METTE AL SERVIZIO DELLA FANTASIA.
IGNAZIO AMBU PADRONEGGIA L’INFIDA MATERIA IMPRIGIONANDO NELL’EPITELIO RUGOSO DELLA SUPERFICIE CROMATICA UNA LUCE MAGICA CHE NON DA OMBRE, MA SOLLECITA L’ANDAMENTO IRREGOLARE DELLA PENNELLATA CREANDO PROFONDITA’ ANIMISTICHE E SENSAZIONI PLURIME .
E’ UN VIAGGIO CONDOTTO A VOLO D’ANGELO SOPRA LA SUA AMATA TERRA NATIA, COSI’ RICCA DI COLORI A VOLTE IMPROPONIBILI, OVE SI SCORGONO I PICCOLI PAESI DI PESCATORI DALLE BASSE CASE SUL MARE, LE BARCHE CON LE QUALI CONSUMARE LA DIUTURNA FATICA DELLA PESCA IN UN SUSSEGUIRSI DI STAGIONI SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA’, CHE L’ARTISTA SA DISTINGUERE CON IL SUO ANDAMENTO CROMATICO INTRISO DI NOSTALGICHE REMINISCENZE.
CI SI INOLTRA, POI, NELL’INTRICO UMOROSO DI INCREDIBILI FORESTE PLUVIALI OVE ALBERI GIGANTESCHI E RORIDE DISTESE DI FOGLIAME LUSSUREGGIANTE CI FANNO RIVIVERE SUONI E PROFUMI ORMAI DIMENTICATI. E’ LA TERRA PERDUTA, L’EDEN CHE L’UOMO NELLA SUA STOLTA ED INCIVILE SUPPONENZA STA DISTRUGGENDO E CHE SOLO ARTISTI SENSIBILI COME AMBU SANNO ANCORA PROPORCI E DIFENDERE CON LE LORO IDEE.
E’ UN INNO DI SPERANZA SOLLECITATO DA MILLE BAGLIORI, MILLE FIACCOLE ACCESE PER ILLUMINARE IL BUIO DELLA NOSTRA INCOSCIENTE QUOTIDIANITA’.
ALLA FINE SEMBRA CHE L’ARTISTA, ESAUSTO DEL SUO OPERARE, CI INVITI PER IL VIAGGIO CONCLUSIVO TRASPORTANDOCI ATTRAVERSO UN COSMO ASTRALE, OVE FILANTI COMETE ED ASTRI NASCENTI CI APRONO LE PORTE DI MONDI SCONOSCIUTI. E’UN VIAGGIO VERSO L’IGNOTO ALLA RICERCA DI QUEI VALORI RIMASTI SEPOLTI NEL PROFONDO DELLE NOSTRE ANIME, UNA CATARSI CHE DOVREBBE CONDURCI ALLA RINASCITA PER INIZIARE UN NUOVO PERCORSO VITALE.
FORSE UN VIAGGIO A RITROSO ALLA RICERCA DI UNA COSCIENZA PERDUTA.
OPPURE, E’ TUTTO UN SOGNO CHE IGNAZIO AMBU HA SAPUTO CONCRETIZZARE NELLA SPERANZA CHE ALMENO IN PARTE IL VIAGGIO SI POTESSE REALIZZARE. LO HA FATTO A MODO SUO, CON I SUOI COLORI, LA SUA INVENTIVA, LA SUA CREATIVITA’ E LA SUA FEDE.
CI HA FATTO UN DONO, SAPREMO NOI FARNE L’USO APPROPRIATO?

Giorgio Pilla
VENEZIA, LUGLIO 2003

“””

Voglio chiudere questo ricordo con un senso di speranza che vada oltre la miseria della morte fisica, cantando la bellezza che ogni Artista racchiude in se pronto a donarla al suo prossimo con un gesto di bontà che prescinda dall’appartenenza di ognuno di noi ad un genere, ad una razza ad un colore della pelle per far si che l’Arte sia quel collante capace di amalgamare tutti gli spiriti di questo mondo.

Sappiamo che Ignazio Ambu è appartenuto a questo sodalizio ed è per questo che lo ricorderemo con gioia infinita.

Venezia, Aprile 2016

Giorgio Pilla

(Photo CC0 Public Domain)

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