Tutto cominciò da Tiffany: destino, timing, arte e vita tra tempo e spazio

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Tutto cominciò da Tiffany

A volte quando si legge il retro copertina di un libro, si guarda la copertina stessa, si ha la sensazione di conoscere già dove andrà a parare l’opera. Poi però arriva un libro come Tutto cominciò da Tiffany di Christoph Marzi, in uscita il prossimo 2 aprile per Tre60 e vieni immediatamente smentito.

Si perché l’opera di uno dei più promettenti autori del panorama tedesco ed europeo ci sorprende quando meno ce lo aspettiamo, ci conduce su sentieri inimmaginabili, gli stessi che percorre Faye Archer, protagonista femminile talmente ben delineata da diventare reale e tangibile, musicista con lo pseudonimo di Holly Go! e commessa in una libreria. La sua vita a Brooklyn scorre tranquilla fino a che l’affascinante Alex non entra in negozio per comprare una copia di Colazione da Tiffany. Alex è uscito dal negozio con il libro sottobraccio, ma ha dimenticato sul bancone un taccuino di disegni. È un caso? Forse. Ed è un altro caso che il nickname di Faye su Facebook sia proprio Holly, il nome della protagonista del romanzo di Truman Capote? Quel incontro prelude a qualcosa di speciale, Faye ne è convinta. Qualcosa che la condurrà molto lontano. Per questo deve ritrovare Alex, a qualunque costo.

Tutto cominciò da Tiffany è un libro ricco di emozioni reale ma allo stesso tempo fantasioso, creativo, che pulsa d’arte e d’amore in ogni sua forma. Marzi riesce a delineare in maniera così realistica anche le vicende più paradossali che finiamo per crederci, scendiamo a patti con l’autore e ci abbandoniamo, esattamente come in una melodia, alle parole, a quei segni su carta che, come note su un pentagramma, suonano le main theme dei protagonisti.

Fulcro di tutta l’intera vicenda è il timing, il tempismo e il destino. Su tutta la storia, infatti, è come se alleggiasse un qualcosa di superiore che manovra i fili e le vite di Alex e Faye. Li avvicina e li allontana, in tempi e spazi diversi, in situazioni differenti che si intersecano tra di loro. Arti diverse che si intrecciano, disegno e musica, che si incontrano nella settima arte e nella letteratura, grazie al romanzo, tanto quanto al film Colazione da Tiffany. Sono personaggi con il cuore senza fissa dimora come quello di Holly Golightly, ma allo stesso tempo sono come il Gatto, incapaci di definirsi, di trovare un’identità, un nome.

Alex e Faye sono due protagonisti talmente vivi, talmente ben tratteggiati che è impossibile non provare empatia, come è altrettanto impossibile riuscire a staccarsi da una storia così avvincente e che ha il suo punto di forza nel sorprendere il lettore.
Tutto cominciò da Tiffany è un romanzo accattivante, pieno di vita e arte, che non smetterete, nemmeno per un secondo, di amare.

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Sara Prian

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