Turismo a Venezia, Morosin: “Straordinaria esperienza e fonte di ricchezza, ma assolutamente da regolare”

ultimo aggiornamento: 30/08/2020 ore 08:34

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Turismo a Venezia, Morosin: "Straordinaria esperienza e fonte di ricchezza, ma assolutamente da regolare"

«Visitare Venezia è senza dubbio un’esperienza straordinaria. Chi nasce, vive e lavora a Venezia mantiene un legame molto forte con la città – afferma il candidato capolista del Partito dei Veneti a Venezia per le regionali, Alessio Morosin -. Venezia è orgoglio, ammirazione, bellezza. È come un gioiello o del buon vino: va assaporata e rispettata. I veneziani lo sanno e mai nessuno darebbe in pasto la città a orde sregolate, folle caotiche ammassate nelle calli, a un turismo rapace come quello conosciuto prima del Covid, che si è incrementato senza alcuna avvedutezza, per di più con la costruzione di quei grandi alveari vicino alla stazione di Mestre: un danno».

«A Venezia – continua Morosin – serve un turismo selettivo, interessato alla cultura e al rispetto della città. Il turismo è una risorsa assolutamente importante, ma va trasformato e regolato. Va pensato, come diceva Mario Rigo, con la tassa d’ingresso che può comprendere la fruizione di certi servizi, igienici, di trasporto, legati alla cultura, come avviene nelle grandi metropoli internazionali. Serve un patto con i visitatori e poi il turista va accompagnato nell’esperienza di conoscenza della città; c’è bisogno di un avvicinamento lento ed educato».


«Se intendiamo affondare Venezia apriamo ancora al turismo scriteriato e “da rapina”, quello che insozza e forse lascia insoddisfatti gli stessi visitatori. Venezia è diversa. Ha bisogno di rispetto, conoscenza e di fondi importanti che devono essere assicurati per la sua salvaguardia e la manutenzione. Abbiamo bisogno di un turismo che ama la città ed è disposto a dare per godere dell’arte e della ricchezza – conclude Morosin – Cito l’esperienza di Venissa dell’imprenditore Matteo Bisol (il padre è Gianluca, discendente di una famiglia di produttori di prosecco di Valdobbiadene) nell’isola di Mazzorbo. Esemplare, perché ha valorizzato in modo originale un’area veneziana coltivando l’arte della produzione del vino e mettendola a disposizione di chi sa apprezzare».

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