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A Venezia, da ormai molti mesi, è stata sospesa la semplice ma storica cerimonia dell’alza bandiera che si svolgeva ogni domenica alle ore 9 in piazza San Marco.

Tale deplorevole scelta ha portato a privare la città di Venezia del glorioso vessillo e la rinuncia di dello Stato a presenziare sulla città.

Chi scrive ebbe a scrivere nota di biasimo al Commissario straordinario e alle Istituzioni statali.

“Si trattava di un rito semplice,” dichiara il dr.Tamborini “ma molto sentito sia dai veneziani sia dai turisti e perciò conosciuto in tutto il mondo. Sui grandi piloni rossi antistanti la Basilica, che rappresentano i territori conquistati dalla Serenissima, venivano issate la bandiera del Leone Marciano, il Tricolore Italiano e quella Europea. La sospensione del rito è stata decisa durante il commissariamento del Comune a seguito del disastroso bilancio causato dalle gestioni politiche e dalla volontà di economizzare le spese del Comune”.

“Tale deplorevole scelta” dichiara il dr.Alessandro Tamborini “ha portato a privare la città di Venezia del glorioso vessillo e la rinuncia dello Stato a presenziare sulla città con il Tricolore. Uno Stato ed un Comune ridotti al collasso e allo stesso tempo vergognosamente spogliati, assieme all’autorità, dei propri simboli e della propria presenza sul territorio.

La piazza in questo vuoto di potere è divenuta il caotico regno di sempre più arroganti e pericolosi venditori abusivi e clandestini che puntualmente si rendono protagonisti di scontri fisici, aggressioni e violenze a scapito dei cittadini italiani onesti e delle varie associazioni dei commercianti vilipesi da anni ed indifesi dalle istituzioni”.

Attualmente, da mesi, la piazza risulta dunque vergognosamente svuotata dai simboli delle sue istituzioni: statale, comunale, comunitaria.

Lo scrivente ha proposto un’azione politica ai diversi rappresentanti e ha perciò issato sulla propria altana, fronte Piazza San Marco, una grande bandiera forzanovista, simbolo del solo partito che ha risposto alla proposta.

L’azione è stata concordata con il coordinatore regionale di FN Davide Visentin a cui ho dato disponibilità della mia residenza e dopo la mia denuncia al Prefetto che ha portato, nei mesi scorsi, alla chiusura del padiglione islandese della biennale e della moschea abusiva aperta a Venezia.

Visentin afferma che Forza Nuova con il proprio vessillo e con la nuova sede di appresentanza presidia e difende Piazza San Marco, rivendicando la sovranità degli italiani di fronte ad un governo che privilegia clandestini e rom, delinquenti ed abusivi, ed abbandona invece gli stessi italiani e non garantisce loro la giusta tutela.

Nel contempo invita ed invito la nuova giunta del sindaco Brugnaro a reintrodurre la cerimonia dell’alzabandiera ed a continuare con la difficile opera di legalità da lui iniziata.

La bandiera di FN resterà fino a quando il Comune e lo Stato non ri-introdurranno l’alzabandiera storico della domenica affermando la loro presenza attraverso il tricolore unitario e il glorioso vessillo del leone marciano e sarà ripristinata la legalità
pregiudicata da azioni violente e presenze di clandestini e abusivi.

Non si addossino inutilmente etichette politiche allo scrivente.
Le forze e i partiti di sinistra o di altre aeree politiche non potranno che parimenti supportare tale mia iniziativa a favore della città.
Se necessario ospiterò nella mia residenza le bandiera di altri partiti che fanno della legalità la loro azione e valore.

Distinti saluti.
Alessandro prof. dott. Tamborini
docente di scienze religiose, storia e simbolismo dell’arte antica e medievale.
Plenipotenziario per il patrimonio storico-artistico-demo-etno-antropologico.
San Marco, Venezia.

28/11/2015

Riproduzione Riservata.

 

Una persona ha commentato

  1. Nell’agosto del 1984, ho avuto l’onore ed il piacere, come ufficiale del 1°Battaglione Lagunari Serenissima, di condurre la cerimonia di alza e ammaina bandiera in piazza S. Marco. Sono a Venezia per un convegno ed apprendo l’improvvida scelta di abbandonare tale cerimonia. Ricordo ancora, con un brivido d’emozione, la felicità dei miei lagunari, io, un correggese alla corte di Venezia. Pianti di contentezza, baci ed abbracci con prenti ed amici, rigorosamente di Venezia. I turisti impazziti, per la solennità, della cerimonia. Il giorno seguente ricevetti i complimenti del comando di ptesidio di Venezia. Ma, quello che non potrò mai dimenticare, furono le lacrime di gioia di giovani di Venezia, fieri di essere lagunari.

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