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Italia Germania a San Siro, anche troppo amichevole

La Suprema Corte di Cassazione accoglie il ricorso della Procura. Aggravati i Daspo per alcuni tifosi della Fermana, adottati a seguito della partita dello scorso 27 gennaio.

Antefatto: il 27 gennaio 2018 a Portogruaro si svolgeva la partita di calcio valevole per il campionato di “Serie C “tra le squadre dell’A.C. Mestre e della Fermana.

Durante i controlli preventivi la Polizia del Commissariato di zona, insieme alla squadra tifoserie della Digos della Questura, rinveniva all’interno delle auto di alcuni tifosi della Fermana bastoni, mazze da baseball, tubi metallici, tutti oggetti atti ad offendere che venivano dai poliziotti sequestrati prontamente, evitando il peggio.

Per questo motivo 17 tifosi ospiti venivano denunciati (ex art. 6 ter. Legge 401/1989) e successivamente daspati da parte del Questore di Venezia.

Tra i destinatari del provvedimento, alcuni tifosi che si erano già resi responsabili di fatti analoghi in tempi precedenti, considerata la loro pericolosità sociale e il loro atteggiamento recidivo, il Questore Gagliardi aggravava il loro provvedimento di Daspo, disponendo anche l’obbligo di presentazione presso il Commissariato di P.S. di Fermo, venti minuti dopo l’inizio e venti minuti prima della fine di ogni incontro agonistico della squadra di calcio della Fermana.

Questa disposizione, per legge, una volta adottata è sottoposta alla convalida del GIP. Nella fattispecie, il giudice competente del Tribunale di Venezia riteneva di non convalidare la prescrizione del Questore dell’obbligo di presentazione dei tifosi daspati presso gli uffici di polizia.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Venezia, nella persona del Procuratore Aggiunto, Cons. D’Ippolito, sostenendo le motivazioni che avevano portato il Questore ad aggravare alcuni dei Daspo adottati, proponeva ricorso in Cassazione avverso l’ordinanza del GIP di Venezia che non convalidava quei provvedimenti.

L’eccezione mossa al provvedimento impugnato afferiva all’erronea applicazione dell’art.6 ter della l.401/1989, in quanto la norma appena pronunciata si configura anche in forma concorsuale, quando, in occasione di manifestazioni sportive, l’illecita detenzione di oggetti contundenti risulta ascrivibile ad una pluralità di soggetti nell’ambito di un medesimo contesto spazio-temporale.

Il ricorso è stato trattato dalla Corte di Cassazione nell’udienza del 24 maggio 2018 nella quale la Suprema Corte ha accolto il ricorso del Procuratore di Venezia, ha annullato il provvedimento impugnato e vincolato il giudice di merito a giudicare nuovamente sul caso, vincolando lo stesso al rispetto del principio di diritto secondo il quale il reato di cui agli artt.110 c.p. e art.6 ter l-401/89 ben può essere commesso in forma concorsuale, sia sotto il profilo morale che materiale, laddove in concreto sia ravvisabile un contributo fattivo o almeno una condivisione di intenti da parte dei singoli concorrenti

Giovedì 8 novembre la convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale Ordinario di Venezia ha riconosciuto la fondatezza e la correttezza dell’attività della Polizia di Venezia e per i daspati torna operativo l’obbligo di presentazione presso il Commissariato di P.S. di Fermo, venti minuti dopo l’inizio e venti minuti prima della fine di ogni incontro agonistico della squadra di calcio della Fermana.

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