Il Dr. Thorndyke – le avventure del primo investigatore scientifico

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Dr. Thorndyke

C’era una volta Sherlock Holmes, eravamo a fine ‘800 e un uomo con la pipa ed un cappello particolare prendeva vita grazie alla penna immortale di Sir Arthur Conan Doyle. Agli inizi del Novecento (1907 per essere precisi), però, c’era un altro detective, sicuramente meno conosciuto in particolare ai posteri, ma che intratteneva il pubblico con la stessa verve e le stesse storie avvincenti.
Ora grazie alla Castelvecchi editore, le avventure del Dr. Thorndyke, partorite dall’ex medico Richard Austin Freeman, possono nuovamente riempire l’immaginario anche di noi lettori italiani. In questa raccolta troviamo i primi tre romanzi (L’impronta scarlatta, La stanza segreta e Uno strano suicidio) che ci permettono di comprendere al meglio le stranezze, ma anche le moltissime qualità del protagonista e del suo fido Watson, alias Dottor Jervis.

Impossibile non paragonare il modo di scrivere di Austin Freeman con quello di Doyle. Le avventure di entrambi i detective sono raccontate dal punto di vista del fido aiutante ed entrambi coinvolgono il lettore nella risoluzione del caso, tanto da tenerti fortemente incollato alla lettura, pagina dopo pagina.
Ma c’è un ma. Richard Austin Freeman distacca il suo personaggio da quello di Sherlock Holmes attraverso un approccio ai casi più scientifico e meno intuitivo, più razionale se vogliamo. Questo permette al lettore di, non solo, rimanere sorpresi dalle tecniche avanzate già in uso nel ‘900, ma anche dalla capacità di fornire prove ineluttabili da parte di Thorndyke.
La prosa di Freeman è avvincente e appassionante, e ci riporta in una Londra Novecentesca dove è facile percepire odori e vedere apparire le scene davanti ai nostri occhi. La prima persona di Jervis ci permette di entrare a piè pari nelle atmosfere fuligginose di una capitale inglese in espansione, moderna e, in qualche modo, tecnologica. Ed è proprio qui il punto di forza delle avventure del Dr. Thordyke: parlare al futuro pur essendo fortemente ancorato ad ambientazioni passate, dove la scienza è l’unica spada in grado di ferire davvero i colpevoli.

Sara Prian

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