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The Nice Guys, film-modernariato per chi apprezza i belli

Un altro film-modernariato. Un altro film su una coppia improbabile di investigatori. Un altro film dalla trama complessa, come si addice al genere noir e tutte le filiazioni chandleriane. Un’altra pellicola che soccombe a se stessa nel tentativo vano di essere divertente, ironica, sorprendente a tutti i costi. Diretta da Shane Black, regista di “Iron man 3” e “Kiss Kiss Bang Bang”.

Quando, nel 1996, uscì “Pulp Fiction” vi fu una pletora di film che in misura maggiore o minore si agganciarono al treno del fondamentale classico tarantiniano, per nulla riuscendone a restituirne la mirabolante miscela di postmodernità e sguardo attento sul nulla contemporaneo e sul background culturale di un’epoca che continua tutt’oggi, basata sulla versione pulp della cultura. Ma non basta riferirsi a Tarantino per trovare accostamenti e limiti di questo film prodotto dall’infaticabile Joel Silver (e un po’ si vede che i soldi li ha tirati fuori lui, almeno dal numero di finestre devastate).

Abbiamo almeno dieci anni, e forse più, di film che illustrano con decòr maniacale gli anni 70. Possiamo tranquillamente citare gli “Ocean’s eleven” o “Vizio di Forma” per quanto riguarda lo stupore degli occhi. Ma anche i modesti “Shaft” o “Starsky&Hutch” (ri)adattati al cinema.

Il fatto è che la sostanza è ritrita e non bastano due eccellenti interpreti (Ryan Gosling, sfigatissimo detective, e un Russel Crowe grasso e cattivo) a cui aggiungere una deliziosa, petulantissima giovane e talentuosa Angourie Rice, nel ruolo della figlia di Gosling a tenere in piedi la barca. La ricostruzione del look vintage è pedantissima.

In questo inghippo di film porno controculturali e potentati automobilistici,

The Moviegoer, appunti di uno spettatore cinematografico. Di Giovanni Natoli.

la cui trama è di una complessità sfiancante e le battute durano quei tre minuti di troppo, abbiamo una dovizia e minuzia di rimandi e particolari (addirittura una evidente citazione del più celebre film porno di sempre, assieme a “Gola profonda” e cioè “The opening of Misty Beethoven”) che la cosa diventa uno scherzo tirato per le lunghe. Ma tutto il film è uno scherzo tirato per le lunghe. Nonostante il caos della trama , la sceneggiatura e la messinscena ad ogni piè sospinto vuole farci stupire, ridere, ammiccare a noi stessi che dovremmo saperla lunga e apprezzare i rimandi. Un fatto davvero intollerabile, e aggiungerei terribilmente perditempo, dato che il risultato ottiene solo di disinteressarci della trama e assuefarci alla forma.

Oltre a ciò appaiono fuori sincrono le scene d’azione, alla Joel Silver puro, e la trama umoristica di seconda scelta, anche se a tratti divertente, il cui gioco mostra la corda, ad essere generosi, a metà film.

Ecco, ho provato una sensazione simile quando, dopo Pulp Fiction, vidi “Get shorty” di Barry Sonnenfield. Un prodotto curato, levigato dalla bellissima fotografia di Donald Peterman, in odore tarantinante ma completamente esangue. Come questo “The nice guys”.

Certo a chi piacciono i belli, questo film ha una tale concentrazione di uomini e donne bellissimi che metà basterebbe a riempire un catalogo di moda. Da Murielle Tello, statuaria Misty Mountain distesa nuda e coperta di sangue a inizio film, a Margaret Qualley, la Amelia su cui ruota la storia, molto simile alla Adjani giovane.

Per chi gradisce i maschi oltre a Gosling (una bellezza maschile propria del nostro tempo) abbiamo anche Matt Boomer che ricorda di viso il caro Joe Dallesandro. Ah, c’è anche Kim Basinger, inutile e inespressiva come sempre. Anche se i corpi del porno anni 70 erano differenti e perfettamente descritti in “Boogie nights” di P.T.Anderson. Comunque, chi ama sentirsi uno spettatore “sveglio” e darsi pacche sulla spalla questo film potrà sembrare una delizia. Chi si contenta gode.

THE NICE GUYS (2016)
regia: Shane Black
con Ryan Gosling, Russell Crowe, Kim Basinger, Angourie Rice, Margaret Qualley

giovanni natoli cinema film

Giovanni Natoli

10/07/2016

Riproduzione vietata

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