The New Pope, quella danza sensuale a Venezia. Il Patriarcato insorge: “offende e profana”

ultimo aggiornamento: 14/01/2020 ore 15:42

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Jude Law 03 con Paolo Sorrentino e John Malkovich 01-09-2019 Mostra del Cinema di Venezia
Jude Law 03 con Paolo Sorrentino e John Malkovich 01-09-2019 Mostra del Cinema di Venezia

The New Pope di Sorrentino, il Patriarcato di Venezia contesta le scene veneziane nella sigla dei due nuovi episodi della serie tv, e lo fa attraverso una nota del delegato del Patriarca per i beni culturali, l’architetto Don Gianmatteo Caputo.

La scena mostra una ventina di donne vestite di bianco, tutte con un crocifisso al collo, che danzano tra loro lentamente, sinuosamente, sotto una grande croce illuminata con luci intermittenti di vari colori, a mo’ di discoteca. Giovani e avvenenti, le attrici si muovono sensualmente e si sfiorano tra loro sotto il simbolo religioso più importante della chiesa e del Cristianesimo.

Ma andiamo con ordine. I primi due episodi della nuova serie vaticanense di Paolo Sorrentino, presentati all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, sono andati in onda su Sky Atlantic pochi giorni fa, ottenendo al loro debutto un buon risultato di pubblico: una media di circa 500 mila spettatori. In linea con i risultati di The Young Pope del 2016.

La scena della sigla contestata dal Patriarcato e girata a Venezia non è stata realizzata in una chiesa, in un luogo consacrato, ma in una sala della Fondazione Cini dell’isola di San Giorgio a Venezia, comunque di alto contenuto storico, oltre che simbolico.

“Le immagini della sigla della serie The New Pope di Sorrentino – attacca il delegato del Patriarca per i beni culturali, l’architetto Don Gianmatteo Caputo – hanno suscitato reazioni diverse per il loro contenuto”.

“Nella consapevolezza che si tratta di una serie fantasy e che la creatività artistica del regista vuole suscitare reazioni controverse, a tratti irriverenti e provocatorie, la scena – parte integrante del film – risulta in sé offensiva mancando oltretutto di un contesto narrativo che ne giustifichi la ragione e il contenuto”.

“Pertanto ciò che viene offerto agli spettatori – prosegue Caputo – è solamente una ripresa simile ad un video musicale realizzato in un luogo fondamentale della storia e della tradizione monastica a Venezia, trasformato in una sorta di stage per una danza dal contenuto ammiccante e allusivo, collocata sotto il simbolo cristiano per eccellenza, la croce”.

Il delegato va giù duro sull’episodio che fino ad oggi non era stato sollevato o contestato, nemmeno durante la sua proiezione in anteprima alla Mostra internazionale d’arte cinematografica a settembre scorso, proprio a Venezia. Probabilmente la messa in onda della serie ha sollevato la polemica sulle scene veneziane della sigla, e dal Patriarcato parte una critica anche verso chi ha deciso di affittare lo spazio alla Troupe per quel tipo di riprese.

“Non è necessario scomodare la censura – conclude Caputo – per dire che siamo davanti ad un episodio che offende e profana per il riferimento al simbolo della croce e risulta inopportuno perché fondato sulla gratuita volontà di provocare e suscitare reazioni; come in altri casi, forse andrebbe semplicemente ignorato per vanificarne l’obiettivo. Sarebbe stato comunque opportuno non concedere, per le riprese, l’utilizzo di quello spazio ad elevato valore storico e simbolico”.

3 persone hanno commentato questa notizia

  1. Non c’è più rispetto per nulla e nessuno. Senza essere bigotti è solo indecenza non arte. Basta che se ne parli, purché se ne parli e faccia cassa per la curiosità e perché magari Sorrentino viene considerato un grande artista! Personalmente da cristiana mi sento offesa, ma il peggio per me, comunque, è anche che è un modo subliminale volenti o incoscienti, di fare perdere valore al Cristianesimo; peccato che questo sia anche un modo per inabissare ancora di più la società e togliere quel poco di Valori che sono rimasti alle nuove e future generazioni!

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