Donna investita a Palermo, al conducente fuggito avevano già ritirato la patente

ultimo aggiornamento: 18/05/2015 ore 06:03

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Tania Valguarnera investita da Pietro Sclafani palermo

Tania Valguarnera, trent’anni, negli ultimi giorni era felice per i preparativi del suo imminente matrimonio. Invece la sua vita, i suoi progetti, sono stati fermati da un panettiere di 49 anni al quale avevano ritirato la patente l’anno scorso.
Pietro Sclafani, alla guida della sua auto lanciata a folle velocità, ha investito e ucciso la povera ragazza. L’uomo è poi risultato positivo all’esame tossicologico.
È la tragedia di una domenica mattina sotto la pioggia di una Palermo attonita, una striscia di sangue, un’altra, nella centralissima via Libertà, all’angolo con via Simone Cuccia, proprio sotto il call center dove i primi soccorritori, nella speranza di potere aiutare Tania, non hanno trovato traccia dell’auto pirata e del suo conducente, fuggito via, ma rintracciato, ammanettato e finito in cella di sicurezza, in questura.

Tania Valguarnera aveva una pagina Facebook piena di foto delle sue sculture. Una grande passione che coltivava da anni. Il sogno di un futuro da artista con un presente da dipendente di un call center all’Almaviva. Tania domenica mattina stava andando al lavoro: aveva anche chiesto di poter cambiare il suo turno spostando alle 10 l’orario di ingresso senza sapere che prendeva appuntamento con il destino.
Mentre attraversava via Libertà, in pieno centro, le è piombato addosso a velocità folle un furgoncino. Lo guidava Pietro Sclafani, 50 anni: da poco era tornato in possesso della patente che gli era stata ritirata dopo una multa per eccesso di velocità. L’esame tossicologico fatto in serata ha accertato che era positivo all’uso di stupefacenti. Alle 8 sarebbe dovuto andare dai carabinieri per riconsegnare nuovamente il documento di guida dopo l’ultima, ennesima, contestazione. In quattro anni – sostengono gli inquirenti – avrebbe avuto oltre dieci multe, tutte per guida troppo veloce. L’impatto è stato violentissimo: la scena è stata ripresa dalle videocamere di un bar della strada. E dalla finestra, al terribile incidente, hanno assistito i colleghi del call center che hanno chiamato la polizia.


Sclafani, proprietario di un panificio, si è subito reso conto della tragedia ed è è scappato via alla guida del suo Fiat Oblò. Gli agenti l’hanno fermato poco dopo in via Autonomia Siciliana. Il pirata ha negato tutto e cercato di resistere all’arresto. Da stamattina è in una camera di sicurezza della Questura dove rimarrà – gli inquirenti temono la fuga – fino alla celebrazione del processo per direttissima che si dovrebbe tenere già domani. “Chiederemo una pena esemplare”, commenta il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Le accuse a suo carico sono omicidio colposo, omissione di soccorso e resistenza a pubblico ufficiale. Ipotesi che potrebbe costargli davvero una pena esemplare se dovesse essere approvato l’emendamento al ddl che prevede fino a 30 anni per il pirata della strada che, in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti e avendo superato i limiti di velocità, causa la morte di qualcuno. Come accaduto all’uomo che ieri notte ha travolto due giovani in motorino, uccidendone uno e ferendo l’altro a Celano, vicino Avezzano, poi ha abbandonato l’auto ed è scappato per i campi. La polizia l’ha rintracciato e arrestato. Denunciato, invece, un quindicenne di Mazara del Vallo che, stamattina, ha preso di nascosto la macchina dei genitori e ha travolto e ucciso un ciclista di 64anni. Mentre è ancora da chiarire la dinamica dell’incidente accaduto a Sarre, un paese della cintura di Aosta, dove un bambino di venti mesi è morto. L’auto su cui viaggiava si è scontrata violentemente con una moto. Nell’impatto è deceduto anche il motociclista.

Mario Nascimbeni

18/05/2015


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