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martedì 30 Novembre 2021

Studenti e docenti in corteo a Venezia: l’area del Gasometro va difesa

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Studenti e docenti in corteo a Venezia: l’area del Gasometro va difesa

Si sono dati appuntamento in Campo San Polo e da lì sono partiti, numerosi e convinti, gli studenti e i docenti veneziani per raggiungere in corteo Campo San Bortolomeo manifestando il dissenso su quanto sta succedendo in città e la questione li riguarda da vicino.

Si tratta dell’ex Gasometro a San Francesco della Vigna a Castello, i cui spazi dovevano diventare un Polo Sportivo per gli studenti delle scuole superiori limitrofe: il Benedetti, il Tommaseo, il Paolo Sarpi e l’Alberghiero, licei ed istituti che hanno realmente bisogno di spazi sportivi, tanto da non sapere come e dove svolgere le ore di Educazione fisica.

Andando di causa in causa, si dovrebbe arrivare alla causa prima e le testimonianze, gli atti che andiamo a spulciare in questa ennesima contraddizione veneziana tra domanda e risposta, rivelano che gli studenti hanno ragione di sentirsi lesi ed ignorati e nel sospettare un uso inappropriato dell’area, non certo a loro vantaggio.

Si sa che a Venezia si possono progettare riconversioni urbanistiche, ma già negli anni ’80 si parlava di bonificare l’area del gasometro (due strutture, una adiacente al campo e l’altra verso la laguna) ora definita di archeologia industriale, dal momento che il terreno era ed è rimasto inquinato e imperniato di agenti tossici. La bonifica era quindi il punto da cui partire ed era raccomandata dalla Provincia e dalla Città Metropolitana: ad opera finita esortavano la nascita del Polo Sportivo.

Fallita la proposta di Vesta che intorno all’anno 2000, incoraggiata da finanziamenti statali ipotizzava la nascita di un nuovo terminal, si mantenne la destinazione d’uso pubblico, tanto che la Provincia, ‘allora’ ha insistito e programmato, finanziandole, le opere per quel polo sportivo a Venezia di cui le scuole, ma anche la cittadinanza esprimeva il bisogno.

Sembrava realizzabile, possibile adempiere a quel progetto che si è avvalso, per volontà del Consiglio presieduto da Davide Zoggia, di un preventivo di spesa triennale.

Ecco in seguito insinuarsi nel 2002, una variante, approvata dalla Sovrintendenza, dalla Commissione della salvaguardia e anche dalla Regione Veneto, che stabilisce la divisione dell’utilizzo dell’area, in parte destinata alle scuole, in parte ad uso pubblico comune.

Nel tempo, queste unanimi approvazioni vengono superate e ignorate dal Comune di Venezia, che nel 2012 destina l’alienazione dell’area, non più tutta pubblica, ma anche residenziale, ma un anno dopo Veritas vende il gasometro di San Francesco della Vigna ad una società privata immobiliare di Mogliano, che, ahinoi, cosa può progettare a Venezia se non un albergo e un centro commerciale? Cala un silenzio di cinque anni sulla sorte del gasometro (e intanto gli studenti non sanno dove andare a far ginnastica), fino a pochi giorni fa, quando dalle finestre delle scuole gli studenti e i docenti hanno visto che erano iniziati i lavori di restauro di quello che doveva essere il loro polo sportivo.

Invece quel territorio per certi versi dall’aspetto spettrale cambierà il suo volto, ma saranno 9500 mq di insediamenti residenziali e 1150 per quelli commerciali: questo il progetto che il mondo della scuola non ha nessuna voglia di accettare e subire, si sente inoltre preso in giro con la promessa della società di Mogliano della costruzione di una palestra nell’area del cortile del Sarpi.

L’urbanista Stefano Boato, presente alla manifestazione, ha detto a chiare lettere che non sono stati rispettati i vincoli e i presidi di Istituti e licei, che pur avevano inviato più lettere al Comune e alla Sovrintendenza, esprimono un forte dissenso verso il silenzio delle istituzioni. Avevano richiesto il rispetto dei patti originari, ma non hanno ricevuto risposta alcuna.

Andreina Corso

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. E perchè non reidificare i giardinetti reali ?
    Tanto davanti l’approdo d’acqua dei Giardinetti in bacino ciavemmo già piazzato un bell’imbarcadero in cemento. E tutti d’accordo.
    Anche a Sant’Elena ci sarebbe spazio per costruire qualcosa.
    Il palazzetto dello sport a Castello poi potrebbe venire trasformato in qualcosa di redditizio.
    La chiesa del Palladio e la magia dello Zorzi?
    Santa Giustina? Cos’è? Chi sono? Dove sono? Quali chiostri? Biblioteche? Verde? Ma scherziamo? Studenti? E chissenefrega? Arrivemo noi, li bulli del quartierino! E tanto ponemmo tutti daccordo ponemmo

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